Omelie di Mons. Antonio Donghi

6 agosto 2015

IV DOMENICA DI PASQUA – Anno B – 26 Aprile 2015

Filed under: d. Aprile 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:21

Letture: At 4,8-12 1Gv 3,1-2 Gv 10,11-18

OMELIA

Mosaico-AlbanoLa presenza del Risorto cresce nella nostra consapevolezza sempre più quanto più ci accostiamo al mistero della sua persona, quanto più entriamo nella sua interiorità, quanto più facciamo di lui il senso della vita.

Usando il linguaggio della prima lettera di Giovanni possiamo gustare la gioia di essere figli nel Figlio.

Questo grande mistero nel quale il tempo pasquale ci introduce si ritraduce in una parola, in un’espressione che per ben cinque volte il Vangelo questa mattina ci ripropone: dare la vita. L’interiorità esistenziale con il Maestro ci porta a percepire la profondità di questa espressione che Gesù ci vuole offrire: dare la vita.

Facilmente, quando sentiamo questa espressione, pensiamo che essa si riferisca al discorso del morire. Se ci accostiamo alla rivelazione scritturistica ci accorgiamo che il dare la vita ha una intensità di valore molto più profonda.

Il dare la vita è di chi, venendo ad abitare tra gli uomini, vive l’ospitalità degli uomini dando ad essi ospitalità: è il mistero dell’Incarnazione e dell’intero arco della vita di Gesù.

Il dare la vita è essere nell’ ospitalità di Gesù ci offre, perché il dare la vita è la grandezza di un’esistenza che è tutto dono.

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III DOMENICA DI PASQUA – Anno B – 19 Aprile 2015

Filed under: d. Aprile 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:17

Letture: At 3,13-15. 17-19 1 Gv 2,1-5 Lc 24,35-48

OMELIA

ascensione-2Questo tempo pasquale ha la chiara finalità di farci riconoscere la presenza del Risorto in mezzo a noi. Dopo averci educati a stare nell’intimità del Maestro attraverso la figura del discepolo che Gesù amava e a vivere la comunione condividendo il mistero pasquale con i fratelli, alla luce dell’esperienza di Tommaso, oggi la Chiesa ci aiuta ad avere un terzo passaggio per poter accedere a questa meravigliosa esperienza del Risorto, ed è il linguaggio della convivialità. Non è sufficiente essere nell’intimità del Maestro, non è sufficiente essere comunione fraterna, occorre attraverso il linguaggio della convivialità sperimentarne la gloriosa presenza. Ecco perché questa mattina, guidati dallo Spirito Santo, vogliamo entrare nel linguaggio simbolico del mangiare di Gesù con i discepoli per percepire come, attraverso questo gesto, possiamo ancor più profondamente percepire ed avvertire la presenza di Gesù stesso.

Non per niente quando guardiamo Gesù che annuncia l’evento del Vangelo, facilmente gli Evangelisti hanno riletto l’esperienza di Gesù che annuncia il mondo nuovo attraverso il linguaggio del mangiare.

Ora, qual è il senso più profondo, il senso simbolico di questo linguaggio di cui Gesù, attraverso Luca, ci ha parlato questa mattina?

Cos’è il mangiare nel suo significato più profondo?

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II DOMENICA DI PASQUA – Anno B – 13 Aprile 2015

Filed under: d. Aprile 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:13

Letture: At 4,32-35 1 Gv 5,1-6 Gv 20,19-31

OMELIA

gesuefaustinaLa gioia della Pasqua si costruisce riconoscendo il Risorto in mezzo a noi. Il tempo di Pasqua è il tempo privilegiato nel quale la Chiesa ci colloca perché l’esperienza della persona del Risorto divenga il criterio globale della nostra storia.

Nella fede noi diciamo: “Ho visto il Signore, vedo il Signore, vedrò pienamente il Signore”. È un itinerario che ci affascina continuamente e gli Evangelisti, nel narrare le apparizioni del Risorto vogliono, da diverse sfaccettature, aiutarci a come entrare in questa esperienza della gioia del Risorto, una gioia che nasce da un incontro personale, una gioia che qualifica intrinsecamente la nostra esistenza e tutte le nostre relazioni.

La parola che potremmo cogliere dai testi Scritturistici di questa mattina potrebbe essere questa: il Risorto è percepibile dove c’è comunione, dove si è in comunione e si costruisce una vita di comunione.

È l’insegnamento che ci viene dalla figura di Tommaso.

Se guardiamo attentamente il giorno della prima apparizione Tommaso non era con loro e non vide il Risorto; otto giorni dopo era con loro e vide il Risorto. Cosa vuol dire quell’espressione “non era con loro, era con loro”?

Quando ci accostiamo al Vangelo di San Giovanni dobbiamo sempre ricordare questo principio interpretativo: Giovanni usa dei linguaggi simbolici per dire un mistero più profondo.

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LUNEDI’ DELL’ANGELO – Anno B

Filed under: d. Aprile 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:09

Letture : At 2,14.22-33 Mt 28,8-15

OMELIA

resurrezione_01La Chiesa convocandoci questa settimana dopo la Pasqua vuole aiutarci attraverso le narrazioni evangeliche della resurrezione a comprendere l’intensità di questo mistero. La resurrezione è tutta racchiusa nella misteriosa fedeltà di Dio.

Il fatto che nessuno spettatore ci sia stato all’evento della resurrezione ci fa chiaramente intendere che la bellezza della resurrezione è tutta racchiusa nel Dio che non delude e, il Dio che non delude, è un Dio incomprensibile.

Davanti a questo fatto il testo evangelico ci aiuta a comprendere due passaggi fondamentali perché l’evento della resurrezione possa diventare vita della nostra vita. Il primo passaggio è dato dall’atteggiamento di quelle donne che si allontanano dal sepolcro con timore e gioia grande: è l’atteggiamento dell’uomo davanti alla gratuità incomprensibile di Dio. Il contesto stesso della narrazione che ci pone davanti è il terremoto, il linguaggio caro all’antico testamento quando Dio si rivela.

L’esperienza della resurrezione è racchiusa nel cuore dell’uomo che spalanca la propria esistenza all’ammirazione, alla commozione, a qualcosa che è più grande delle capacità umane. La resurrezione è qualcosa che raggiunge l’uomo e l’uomo davanti a questo annuncio non può essere che ricco di commozione: è il motivo per il quale spesso il cristiano non riesce a entrare nel mistero della Pasqua di resurrezione perché alle cose ovvie non si dà mai troppo peso.

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