Omelie di Mons. Antonio Donghi

8 gennaio 2012

SANTO STEFANO PROTOMARTIRE – 26 Dicembre 2011

Filed under: l. Dicembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 11:46
Letture: At 6,8-12;7,54-60 Mt 10, 17-22
OMELIA

Gesù ieri, nell’esperienza del Natale, ci ha dato una grande verità: nell’ Incarnazione Dio ha riempito di gioia la nostra vita, poiché l’evento dell’Incarnazione è compimento del progetto di Dio sull’uomo.

Ecco perché il cristiano sente in sé stesso l’urgenza, l’esigenza di godere di questa gioia di Dio attraverso lo stile della sua vita.

La figura di Stefano ci può aiutare ad approfondire come possiamo rendere feconda la gioia di Dio di vederci suoi luoghi di grandezza e di amore. La parola attorno alla quale vogliamo, questa mattina soffermarci, alla luce della figura di Stefano è la parola “interiorità”.

L’uomo può entrare veramente nella gioia di Dio vivendo l’interiorità di Dio.

Dicevamo ieri mattina come il cuore di Dio pulsa nel cuore dell’uomo. L’evangelista Luca nel narrare la figura di Stefano, ritradotta poi nello stile del Vangelo, ci ha detto che la verità dell’uomo interiore scaturisce dall’essere potenza e sapienza di Dio.

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NATALE DEL SIGNORE – Messa del giorno – 25 Dicembre 2011

Filed under: l. Dicembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 11:39
Letture: Is 52,7-10 Eb 1,1-6 Gv 1,1-18
OMELIA

Dio, quando vuole rivelare sé stesso, prepara lentamente l’uomo per introdurlo nel mistero della sua esistenza.

Dopo essere stati incontrati da diversi personaggi come i Profeti, Giovanni il Battezzatore e Maria, oggi siamo  nella condizione ottimale per cogliere la rivelazione di Dio.

Dio svela a noi il suo mistero e conduce l’uomo alla sua verità e alla sua pienezza di vita; oggi, l’uomo, ritrova sé  stesso nel Dio che si fa uomo.

Questa meravigliosa verità la possiamo cogliere attraverso la parola che qualifica l’evento del Natale e che dovrebbe donarci l’ebbrezza e il gusto di questa celebrazione: oggi cantiamo la gioia di Dio.

Spesse volte non riusciamo a percepire la profondità del mistero del Dio fatto uomo perché rimaniamo semplicemente legati ad un fatto: Gesù bambino…. la nascita di un bambino.

Ma se il nostro cammino del Natale fosse legato alla nascita di un bambino dove sarebbe l’originalità cristiana?

Ogni nascita, quando la accogliamo nella sua verità, ricolma l’uomo di gioia perché la vita che appare nella storia è sempre gioia.

Il cristiano quando è di fronte al grande evento dell’Incarnazione, deve collocarsi su un altro piano: oggi non siamo nella gioia perché nasce un bambino, ma oggi veniamo resi partecipi della gioia di Dio che ci regala la pienezza del suo disegno di salvezza nei confronti dell’umanità.

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30 dicembre 2011

IV DOMENICA DI AVVENTO – Anno B – 18 Dicembre 2011

Filed under: l. Dicembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 22:07
Letture: 2 Sam 7,1-5.8-12.14.16 Rm 16,25-27 Lc 1,26-38
OMELIA

L’avvicinarsi delle solennità natalizie che ci portano ad incontrare il Signore ci stimolano ad entrare in noi stessi per avvertire se veramente abbiamo la sensibilità per entrare in questo incontro.

La fecondità di questo incontro è che tra i contraenti ci sia una comunione di intenti, di ideali, di sensibilità. Ecco perché la Chiesa ci pone dinanzi la figura di Maria, perché come lei, possiamo entrare nella sensibilità di Cristo per poterlo veramente riconoscere al momento della sua venuta.

L’interiorità di Maria è espressa molto bene nella conclusione del Vangelo.

Una conclusione che ci fa intravvedere l’interiorità stessa di Gesù: “Ecco sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola”.

Questa espressione della Madonna ci richiama chiaramente le espressioni con le quali Gesù ha concluso la sua vita: “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito” e le espressioni che troviamo nelle lettere agli Ebrei dove, facendo proprio il salmo 39, Gesù dice: “Oblazione e sacrificio non hai gradito, ecco io vengo Signore per fare la tua volontà”.

La bellezza di incontrare Maria questa mattina è la bellezza di pregustare quell’interiorità di Gesù che nell’incontro del Natale sarà la nostra esaltante gioia.

Ma quali sono gli aspetti che Maria ha vissuto e che questa mattina ci vuole insegnare per rendere fecondo l’incontro del Natale?

“Ecco sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola”

In questa espressione di Maria cogliamo tre aspetti che ci permettono di entrare non solo nella sua interiorità, ma pregustare l’incontro con Gesù: il senso dell’appartenenza a Dio – l’ebbrezza dell’obbedienza – il lasciar spazio alla creatività divina.

Innanzitutto l’intensa convinzione presente in Maria di essere tutta grazia…in quell’espressione “Serva del Signore”, scopriamo una radicale convinzione: Maria è il capolavoro della gratuità di Dio.

Non è il mistero dell’Immacolata Concezione?

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23 dicembre 2011

III DOMENICA DI AVVENTO – Anno B – 11 dicembre 2011

Filed under: l. Dicembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 19:25
Letture: Is 61,1-2.10-11 1 Ts 5,16-24 Gv 1,6-8.19-28
OMELIA

L’attesa della venuta del Signore è il grande ideale presente nel nostro cuore.

Tutta la vita dell’uomo è un’attesa della venuta di Dio poiché, all’interno della creatura umana, questa tensione verso la pienezza della gloria, è criterio vitale che ci permette – pur nel travaglio della vita – di proiettarci in avanti come al compimento di ogni nostro desiderio.

La Chiesa lentamente ci prepara a questo grande incontro.

Dopo averci introdotto nel desiderio di vivere quella parola che il profeta ci regala (poiché è nella fedeltà di Dio che noi desideriamo il suo volto, dopo averci fatto percepire attraverso l’atteggiamento di Giovanni il Battezzatore che, solo attraverso l’interiorità e l’essenzialità possiamo godere della luce), dopo averci fatto rimarcare con Maria l’urgenza della verginità del cuore (perché il Signore sia il Signore della nostra storia) – questa mattina recuperando di nuovo la figura di Giovanni il Battista ci si pone dinanzi il desiderio della luce.

Giovanni è un testimone della luce.

In questa immagine scopriamo l’anima più profonda della nostra attesa. L’uomo può vivere senza la luce?

E’ una domanda che dovremmo continuamente porci perché le immagini che l’evangelista Giovanni ci regala nascono dal vissuto dell’esperienza dell’uomo.

Come l’uomo non può vivere senza la luce perché criterio della vita (se non ci fosse più la luce, tutto il creato morirebbe) così il cristiano sa che la sua esistenza è tutta collocata nel desiderio della luce.

Questa luce, se riusciamo a penetrarne la simbologia, ci dice trascendenza, ci dice esperienza di vita, ci dice cammino da percorrere.

Se guardiamo attentamente la luce… viene dall’alto… quindi un intenso desiderio di trascendenza..

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