Omelie di Mons. Antonio Donghi

12 luglio 2011

CORPUS DOMINI – ANNO A – 26 giugno 201

Filed under: f. Giugno 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 19:41

Letture: Dt 8,2-3.14-16 1 Cor 10,16-17 Gv 6,51-58

OMELIA

In queste domeniche Gesù ci sta facendo gustare la bellezza di essere discepoli.

Dopo averci fatto intuire che siamo nella sua pienezza e dopo averci educati alla presa di coscienza che lui – con il Padre e lo Spirito Santo dimora in noi –  oggi, attraverso la festa del Corpus Domini, ci vuol guidare ad intuire come la sua presenza nella storia diventa realmente una presenza personale e trasfigurante.

Davanti all’esperienza della fede, poiché è facile la tentazione dell’illusione, il sacramento eucaristico ritraduce  – nella concretezza di un segno –  la comunicazione che Gesù fà di se stesso ad ogni discepolo. Questa comunicazione Gesù l’ha voluta esprimere con quelle due parole: mangiare e bere.

Con lo Spirito Santo cerchiamo di comprendere cosa significhi quell’insistenza sul “mangiare” e sul “bere” poiché, in questo linguaggio di Gesù, intuiamo quello stile di vita che il Maestro ci vuol comunicare attraverso il segno eucaristico.

L’esperienza del mangiare e del bere la possiamo cogliere da tre sfaccettature: il mangiare e il bere come intensità della fede, il mangiare e il bere come comunione nel segno, il mangiare e il bere come reciprocità amativa.

Innanzitutto Gesù nella dinamica del mangiare e del bere vuol farci comprendere che a monte di qualunque dono sacramentale c’è una essenziale scelta di fede. Mangiare e bere vuol dire intensità di reciprocità.

Usando un’immagine la fede è mangiare amorosamente con gli occhi l’altro, perché il mangiare e il bere è molto più ricco del semplice segno della convivialità.

Il mangiare e il bere ritraduce un fascino che viene a emergere dal rapporto che noi abbiamo con il Signore. Mangiare e bere è il gusto di essere assimilati progressivamente dalla parola della fede.

(more…)

Annunci

SANTISSIMA TRINITA’ – ANNO A – 19 giugno 2011

Filed under: f. Giugno 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 19:39

Letture : Es 34,4-6.8.9 2 Cor 13,11-13 Gv 3,16-18

OMELIA

La solennità della Pentecoste ci ha fatto fare l’esperienza d’essere nella pienezza di Dio.

L’anima, la persona, davanti a questa pienezza si pone in stato di esuberanza interiore regalando ai fratelli la speranza che viene dall’alto.

Questa pienezza potrebbe facilmente diventare un’idea, un concetto e la festa di oggi ci aiuta a concretizzare la consapevolezza che siamo nella pienezza di Dio. La festa della Santissima Trinità è il momento che la Chiesa ci offre per trovare l’anima della nostra anima.

Il testo che l’apostolo Paolo ci ha regalato alla fine della seconda lettura riassume tutta l’esperienza della vita del cristiano dove questa formula ritraduce ciò che è attivo nel cuore di chiunque abbia seguito Gesù Cristo.

Noi siamo stati battezzati nel nome delle tre Persone divine e da quel momento la nostra vita è stata ed è abitata dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo.

La Trinità non è un mistero da approfondire intellettualmente, ma è un mistero da gustare interiormente perché la Trinità è ciò che viviamo e, vivendo della Trinità, noi la conosciamo. Non c’è, come nel mistero trinitario che si può dire: noi conosciamo ciò che viviamo.

Come la vita è incomprensibile, ma è da vivere, così la Trinità non è comprensibile per l’intelligenza, ma è affascinante per chi vive il mistero di Dio.

(more…)

15 giugno 2011

PENTECOSTE – ANNO A – 12 giugno 2011

Filed under: f. Giugno 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 20:16

Letture : At 2,1-11 1   Cor 12,3b – 7.12-13   Gv 20,19-23

OMELIA

L’esperienza della Pasqua ci ha fatto comprendere che il Risorto è veramente in mezzo a noi anzi, il Risorto dimora in mezzo a noi e continuamente ci ricolma della sua presenza, ma questa verità oggi ci viene ulteriormente rafforzata attraverso il gesto che Gesù ha compiuto la mattina di pasqua rivolgendosi ai suoi Apostoli: “Ricevete lo Spirito Santo”.

La bellezza e la grandezza del ritrovare la presenza del Cristo risorto in noi è data dall’esperienza dello Spirito. Per poter entrare nella ricchezza di questo evento è bene che, questa mattina, ci soffermiamo sul racconto che l’evangelista Luca ci ha offerto nel testo degli Atti degli Apostoli dove, la parola che fa da sottofondo a tutto il racconto, è la parola “pienezza”.

Chiunque entri in contatto con il Risorto ha la pienezza dello Spirito Santo e questo, in tre sfaccettature che l’evangelista ci offre: la pienezza del tempo, la pienezza nello spazio, la pienezza nell’identità personale.

Innanzitutto la pienezza del tempo. E’ interessante che l’evangelista Luca volendo inquadrare l’evento della Pentecoste dica: “Quando stavano per compiersi i giorni della Pentecoste” .

La Pentecoste è la pienezza della rivelazione di Dio.

Usando una professione di fede della Chiesa antica, potremmo dire: “Quando venne la pienezza del tempo Dio mandò suo Figlio”.Il cristiano quando si accosta all’esperienza della fede è nella pienezza della rivelazione divina.

In certo qual modo il cristiano respira, nella realtà dello Spirito, il pieno regalarsi di Dio all’umanità.

La Pentecoste è la gratuità ineffabile di Dio che ci avvolge.

Questo primo aspetto è molto importante per noi che, tante volte, siamo un po’ condizionati dai limiti della nostra esistenza e dimentichiamo questa meravigliosa realtà: noi siamo nella pienezza di Dio.

(more…)

11 giugno 2011

ASCENSIONE DEL SIGNORE – ANNO A – 05 giugno 2011

Filed under: f. Giugno 2011 — papolino25 @ 12:54

Letture : At 1,1-11 Ef 1,17-23 Mt 28,16-20

OMELIA

Il Signore è presente in mezzo a noi.

E’ una verità che l’esperienza della risurrezione continuamente radica nel nostro spirito poiché la presenza del Maestro è la certezza che non siamo soli e camminiamo continuamente nella sua luce nel travaglio di ogni giorno.

Ma come coniugare questa convinzione che il Signore è in mezzo a noi, davanti al mistero della sua ascensione al cielo?

Infatti, ci può essere una difficoltà in modo immediato tra il testo finale del Vangelo: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi” e il racconto ascoltato dell’ascensione di Gesù al cielo.

Se lui è lassù, come fa ad essere quaggiù? Una domanda che in modo immediato può nascere dal nostro spirito per cui, facilmente, anche noi possiamo essere tentati come i discepoli di guardare lassù dimenticando la verità della nostra esperienza di fede: il Signore è quaggiù.

Allora, è importante che noi diamo un significato all’evento di Gesù assunto alla destra del Padre perché, entrando nel  significato di questo misterioso evento, possiamo cogliere come il Signore non ci ha lasciato.

Infatti, attraverso il linguaggio anche immaginifico di Gesù che sale, la Chiesa ha voluto esprimere questa verità di fondo: Gesù di Nazareth era legato, inevitabilmente, allo spazio e al tempo, viveva in determinate coordinate storiche per cui la sua presenza in Palestina  – come Gesù Signore –  era, in certo qual modo, un limite nel quale Gesù viveva, ma nel momento in cui Gesù è stato assunto, egli ha preso un’altra dimensione della sua vita: essere ovunque.

Il mistero dell’ascensione di Gesù al cielo introduce la fede.

Gesù di Nazareth non è solo in Palestina, ma diventando il Gesù glorioso è ovunque nel tempo e nello spazio.

(more…)

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.