Omelie di Mons. Antonio Donghi

26 aprile 2012

III DOMENICA DI PASQUA – ANNO B – 22 Aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:23

Letture: At 3,13-15.17-19     1Gv 2,1-5    Lc 24,35-48        

OMELIA

L’esperienza della resurrezione è esperienza chiave per ognuno di noi poiché, è nel mistero della Risorto, che riscopriamo il senso della vita.

Questa domenica, Gesù, vuole aiutarci ulteriormente ad entrare nella convinzione che Gesù è risorto e tutto questo attraverso quella espressione che poco fa abbiamo udito dal Vangelo: noi siamo chiamati ad essere testimoni.

La fede nella resurrezione, infatti, noi la percepiamo e la gustiamo attraverso la testimonianza.

Gesù risorto nessuno l’ha visto nel momento della resurrezione, ma i dodici lo hanno visto attraverso l’esperienza delle sue apparizioni e noi siamo convinti del Risorto perché essi ne sono stati testimoni.

Quindi la bellezza, la profondità e la fecondità della resurrezione passano attraverso la bellezza della testimonianza.

Ed allora, riandando alla parola che Gesù questa mattina ci sta rivolgendo, chiediamoci che cosa vuol dire essere testimoni, quale sia il contenuto e quali gli effetti….. in modo che l’esperienza della resurrezione sia quella realtà che ci qualifica istante per istante.

L’esperienza della resurrezione passa attraverso la testimonianza e la testimonianza, quando noi andiamo alla scuola dell’evangelista Luca, è qualcosa di molto semplice: è il traboccare di una pienezza.

Non è semplicemente dire quello che si è visto, ma è una esuberanza interiore…. per cui la bellezza dell’incontro con il Risorto deve essere comunicata, condivisa.

L’esperienza del Risorto è qualcosa che tracima al di là dei soggetti per diventare una meravigliosa esperienza di comunione.

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II DOMENICA DI PASQUA ( DIVINA MISERICORDIA) – ANNO B – 15 aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 19:45

Letture:  At 4,32-35  1Gv 5,1-6  Gv20,19-31        

OMELIA

L’esperienza della Pasqua ci ha collocato nell’evento della morte e resurrezione del Maestro.

Abbiamo scoperto come la nostra vita sia “nascosta con Cristo in Dio”.

Gustiamo la resurrezione perché noi siamo immersi nel meraviglioso rapporto di amore Padre e Figlio che ha fatto fiorire la luce della resurrezione.

Questa grande visione che ci ha preso nelle celebrazioni della Pasqua di resurrezione tuttavia è un’esperienza che deve essere regalata.

Il cristiano non è semplicemente colui che è immerso in questo glorioso rapporto tra il Padre e il Figlio, ma è chiamato ad essere sacramento, segno visibile di questo ineffabile rapporto.

Ecco perché Gesù, questa mattina, apparendo ai discepoli dice loro: “Come il Padre ha mandato me così io mando voi, ricevete lo spirito Santo”.

E qui noi scopriamo come la bellezza della resurrezione è continuare l’esperienza del Risorto che fa “nuove tutte le cose”.

La storia di Gesù diventa la storia della Chiesa attraverso anche la vocazione iscritta in ciascuno di noi    d’ essere il segno visibile del mistero della resurrezione.

Noi, siamo la missione di Cristo che continua nel tempo e nello spazio.

Ora, se noi entriamo nell’ esperienza di Gesù, riusciamo a scoprire due grosse verità che nel brano di questa mattina emergono in modo ben evidente. Gesù è colui sul quale scende lo Spirito Santo e nel quale lo Spirito Santo rimane perché egli è l’Agnello che toglie il peccato del mondo.

L’evento della resurrezione è l’evento nel quale si rivela, in pienezza e in verità, questo mistero.

Gesù nello Spirito Santo è l’Agnello che toglie il peccato del mondo.

Gesù è entrato nella storia, è stato ricolmato di Spirito, per dare inizio ad un mondo nuovo.

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11 aprile 2012

LUNEDI’ DELL’ANGELO – ANNO B – 09 Aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:46

Letture: At 2,14.22-33 Mt 28,8-15

OMELIA

Il grande evento della risurrezione è tutto nascosto nel mistero di Dio.

Paolo, ieri mattina, ci diceva che la nostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio.

Solo collocandoci in questo meraviglioso incontro tra il Padre e il Figlio noi possiamo gustare l’esperienza della risurrezione, ma come l’uomo può rendere fecondo questo incontro con il Risorto in modo da ritrovare la bellezza e la speranza nella vita?

Poiché la grandezza della risurrezione è ritrovare la convinzione che noi siamo la fedeltà di Dio in atto.

L’evangelista Matteo nel racconto della risurrezione del Maestro ci pone, attraverso la figura di quelle donne, due atteggiamenti che dovrebbero aiutarci ad avvertire come l’evento della risurrezione sia un evento che determina radicalmente la nostra vita.

L’evangelista ci ha detto che quelle donne “con timore e gioia grande” abbandonarono il sepolcro.

Timore e gioia grande.

I due atteggiamenti che rendono feconda l’esperienza della risurrezione e che ci permettono di maturare, giorno per giorno, nel mistero della risurrezione.

Innanzitutto quelle donne furono colpite da “timore”: quando noi ci accostiamo a questa parola e la rileggiamo sullo sfondo della divina Rivelazione essa ha un valore totalmente diverso dalla accezione che noi tante volte le diamo.

Il timore, infatti, è l’incontro tra la povertà dell’uomo che sospira qualcosa di grande e l’accadere di un’esperienza che va al di là dei disegni umani.

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DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE – ANNO B – 08 Aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:28

Letture: At 10,34a.37-43 Col 3,1-4      Gv 20,1-9

OMELIA

Gesù, dopo averci immerso nella sua solitudine e nell’esperienza dell’abbandono del Padre, questa mattina ci colloca nella pienezza della sua vita. Quella solitudine, quel senso di abbandono, diventa oggi comunione e glorificazione.

È il mistero della risurrezione. E’ il mistero nel quale il Padre e il Figlio ci comunicano la grandezza della salvezza, è il mistero nel quale ognuno di noi è chiamato ad inserirsi.

Un dato che noi registriamo è che l’esperienza della risurrezione di Gesù nessuno l’ha vista; l’esperienza della risurrezione è qualcosa che è nascosta nel meraviglioso rapporto tra il Padre e il Figlio.

Ecco perché l’apostolo Paolo, questa mattina, invitandoci a costruire la nostra esistenza nella risurrezione ci dice che la nostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio.

L’esperienza della risurrezione è il gusto, da parte del fedele, di lasciarsi introdurre in questo meraviglioso rapporto tra il Figlio e il Padre, il Padre e il Figlio. L’evento della risurrezione lo godiamo lasciandoci immergere in questo mistero.

E allora se noi vogliamo, veramente, nell’evento della risurrezione ritrovare il senso della nostra vita, ritrovare  il gusto della nostra fede, coglierne tutta la solidità, dobbiamo, guidati dallo Spirito, cogliere almeno due verità che scaturiscono da questo nostro desiderio di entrare nella resurrezione di Gesù, per potere, con la nostra vita dire: Gesù è veramente risorto, perché lo Spirito mi ha inserito nell’anima della risurrezione.

E allora, il primo elemento che emerge è che, l’evento della risurrezione, è un evento  di fedeltà.

Gesù nel momento del suo abbandono nei confronti del Padre tuttavia non si è lasciato schiacciare da questa solitudine, ma nel grido si è affidato al Padre, in quel grido ha avuto fiducia nel Padre, attraverso quel grido egli affermava che la sua vita era nel Padre.

E questa esperienza è diventata realtà: il Padre l’ha  preso  per mano, lo ha svegliato dalla morte e lo ha fatto rialzare …….è il mistero della fedeltà del Padre al Figlio.

L’evento della risurrezione è l’incontro di due fedeltà.

È l’incontro meraviglioso di due sì.

Il Figlio che si consegna al Padre per amore all’umanità e il Padre che fa risvegliare il Figlio per dare inizio ad una nuova umanità! La bellezza della risurrezione è la bellezza  della fedeltà.

E in questo il cristiano ritrova l’originalità della sua esistenza poiché la sua  esistenza è un mistero di fedeltà.

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