Omelie di Mons. Antonio Donghi

5 settembre 2012

XXI DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 26 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 19:42

Letture: Dt 4,1-2.6-8        Giac 1,17-18.21-22.27             Mc 7,1-8.14-15.21-23

OMELIA

Gesù, attraverso il Vangelo di Giovanni, in queste domeniche ci ha introdotti nel mistero della sua persona. Sicuramente, davanti a tutte quelle affermazioni che il Maestro ci ha offerto, anche noi, in qualche momento possiamo affermare: “Le tue parole Signore sono molto dure.”

Comprendere quello che Gesù ci dice continuamente è abbastanza arduo per l’uomo… tuttavia, ascoltare la parola di Gesù e riuscire ad intravederla, è il senso stesso della vita. Gesù, nel brano ascoltato, ci dice come possiamo entrare nella comprensione del suo linguaggio. Egli ci fa spostare immediatamente l’attenzione dalle parole o dai gesti che egli ha posto, a comprendere la sua persona. Sia nel segno che egli ha posto nella moltiplicazione dei pani, sia nel discorso circa la fede, noi abbiamo visto che Gesù è al centro. Per riuscire a comprendere il linguaggio di Gesù, linguaggio verbale o no, l’attenzione è concentrata su lui.

Chi, nel cammino della sua vita vuole percepire qualcosa della personalità di Gesù deve lasciarsi affascinare da lui: ecco perché Gesù ha detto: “Le mie parole sono spirito e vita” dove, queste due espressioni “spirito e vita” nascono dalla contemplazione di Gesù.

Gesù innanzitutto ha detto: “Le mie parole sono spirito” e immediatamente davanti al nostro sguardo si apre l’orizzonte di Gesù che, nel battesimo al Giordano, è colmato di Spirito Santo.

Giovanni il Battezzatore dice: “Ho visto lo spirito scendere su di lui e rimanere in lui” per cui, tutta la vita di Gesù, è stata guidata dallo Spirito Santo……… meglio: tutta la vita di Gesù è stata ricercare e attuare i desideri del Padre.

Questa è una prima sfumatura che dovremo riuscire a cogliere per intravedere chi sia Gesù.

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27 agosto 2012

XX DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 19 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:42

Letture: Pr 9,1-6 Ef 5,15-20      Gv 6, 51-58

OMELIA

La bellezza, nel cammino della fede, ci ha fatto gustare la presenza di Cristo dentro di noi.

Una presenza che ci ha introdotto nella pregustazione dell’eternità beata poiché, chi crede, è già passato da questa all’altra vita.

Gesù tuttavia, davanti a questa vocazione primaria e fondamentale dell’uomo alla fede, oggi ci fa fare un passo più avanti: la bellezza della fede deve diventare linguaggio, la coscienza dell’ inabitazione di Cristo in noi deve diventare una relazione sacramentale.

Ecco perché Gesù ha detto: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io in lui”.

La vita di fede deve diventare mangiare e bere.

L’io totalmente imbevuto della presenza del Signore deve condividere il Corpo e il Sangue del Signore.

Ma cosa vuol dire nel linguaggio di Gesù, mangiare la sua carne e bere il suo sangue, nell’esperienza del segno?

E allora è importante riuscire a intuire cosa vogliano dire quelle espressioni: mangiare e bere….poiché, in queste due parole, noi troviamo il linguaggio – attraverso il quale – la bellezza e la fecondità della fede diventano un mistero che ci trasfigura.

Se guardiamo attentamente cosa significhi la coppia “mangiare-e-bere” potremmo trovare due significati: l’uomo brama mangiare e bere perché ama la vita. Il principio di fondo del mangiare e del bere è il vivere….. quindi, quando l’uomo desidera mangiare e bere, in quel momento, dice nel linguaggio concreto che desidera vivere!

Di riflesso, quel mangiare quel bere nutre, ravviva, rafforza questo desiderio della vita.

Gesù dicendoci che dobbiamo mangiare sacramentalmente il suo Corpo e bere sacramentalmente il suo Sangue ci dice che il senso della nostra storia è quella vita eterna… e quella vita eterna deve essere continuamente alimentata dalla realtà del mangiare e del bere.

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18 agosto 2012

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – 15 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 10:54

Letture: Ap 11,19; 12,1-6.10 1 Cor 15,20-26     Lc 1,39-56

OMELIA

La Chiesa in questo tempo ci fa percorrere un itinerario spirituale per aiutarci a crescere nell’esperienza della fede.

Davanti ai grandi orizzonti che essa offre, quali il primato dell’Invisibile rispetto al visibile e la continua attrazione operata dal Padre per consegnarci a Cristo suo figlio, noi possiamo cadere nella tentazione di ritenere questo discorso troppo alto.

Allora la Chiesa oggi, attraverso la figura di Maria Santissima assunta in cielo, ci vuole offrire la soluzione per cogliere come l’esperienza della fede sia un’esperienza che val la pena di essere vissuta.

Infatti possiamo, usando le immagini e le parole di Elisabetta, anche noi essere stupiti da quell’affermazione: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”…. Maria è per eccellenza la donna credente.

Se è vero che la bellezza della fede è ritrovare il gusto della nostra umanità, la bellezza della fede è collocare la nostra vita in un cammino di eternità; infatti, quello che avviene in Maria, deve essere presente nel nostro spirito e, come Maria è stata la donna che nella fede ha dato ospitalità a Dio, anche noi, nel nostro cammino quotidiano, siamo chiamati a dare ospitalità a Dio con la conseguenza che, come Maria è stata ospitata nella Gerusalemme del cielo, così anche noi possiamo essere ospitati nella luminosità del paradiso; chi dà ospitalità a Dio nel tempo diventa ospite di Dio nell’eternità beata.

Ma cosa vuol dire che, nella fede, diamo “ospitalità a Dio”?

Il cammino che stiamo percorrendo ci ha fatto intravedere che credere non è il luogo per capire o non capire….. ma la bellezza della fede è spalancare la propria esistenza alla venuta del Signore, è spalancare la nostra esistenza al Signore con tutte le nostre caratteristiche….. tante volte noi pensiamo che la fede sia un fatto di intelligenza o sia un fatto di volontà.

Ora, la fede, se nel suo significato più profondo è aprire la nostra esistenza a Dio che viene, lasciarlo abitare nella nostra persona, noi ci accorgiamo che tutte le nostre facoltà sono imbevute della divina Presenza.

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XIX DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 12 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 10:49

Letture: 1 Re 19,4-8 Ef 4,30-5,2     Gv 6,41-51

OMELIA

In queste domeniche Gesù ci sta educando all’esperienza fondamentale della nostra vita cristiana: l’esperienza della fede.

E per introdurci in questa affascinante avventura, dopo averci fatto cogliere l’abbondanza della sua Presenza in mezzo a noi attraverso la moltiplicazione dei pani, ci ha detto che in essa dobbiamo vedere un segno.

Non possiamo accedere a Gesù che sfama e disseta ogni uomo se non entriamo nell’esperienza dell’Invisibile; poiché, ciò che Gesù compie, è segno del regalarsi della sua Presenza a ciascuno di noi.

Ma questa mattina Gesù vuole aiutarci a fare un passo ulteriore…. non solo dobbiamo vivere dell’Invisibile, per poter rendere feconda la fede, ma dobbiamo intravvedere come l’esperienza della fede sia un atto della gratuità di Dio.

Gesù, infatti, nel testo evangelico ci ha detto: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato. Sta scritto nei profeti : “e tutti saranno istruiti da Dio”.

La bellezza della fede è entrare nell’azione gratuita di Dio che ci attira………

Infatti, abbiamo notato come nel testo evangelico Gesù ripeta continuamente l’espressione: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo” e in questa espressione “disceso dal cielo” ci stimola a percepire che l’esperienza della fede e della conoscenza di Gesù scaturisce dall’essere attirati da colui che ha mandato Cristo Gesù.

La fede è un processo di attrazione nel mistero del Padre poiché credere è nascere continuamente da Dio!

Gesù stesso, nell’ultima cena, ci ha detto che: “senza di me non potete far nulla”….. l’esperienza della fede è un atto della gratuità di Dio,  il Padre…… quando noi entriamo in un autentico cammino di fede, dobbiamo prendere consapevolezza che noi siamo attirati e guidati.

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