Omelie di Mons. Antonio Donghi

10 aprile 2010

DOMENICA DELLE PALME – Anno C, 28 Marzo 2010

Filed under: c. Marzo 2010, Omelie Anno 2010 — papolino25 @ 10:39

Letture:      Is 50,4-7   Fil 2,6-11   Lc 22,14-23,56

OMELIA

Il cammino quaresimale lentamente ci ha introdotti nella comprensione della personalità di Gesù e, dopo essere entrati nella sua area di influenza godendo la bellezza del perdono, il Maestro oggi ci introduce nell’essenzialità della sua vita.

La caratteristica del racconto culminante della Passione del Signore ci fa vedere Gesù in comunione stretta con il Padre. Tutta la ricchezza della personalità di Gesù è tutta nel Padre.

Ricordiamo quell’espressione con la quale Gesù davanti al rimprovero di Maria ha rivolto a Maria Santissima e a Giuseppe: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io debbo essere attento alle cose del Padre mio?”

La vita di Gesù è stata tutta un rapporto con il Padre perché tale era il senso della sua vita per cui, questa mattina, risentendo il racconto della Passione scopriamo ciò che è nel cuore di Gesù: il rapporto con il Padre.

Gli Evangelisti narrano la Passione…non fanno niente altro che mettere in luce ciò che ha guidato continuamente la storia di Gesù: il Padre.

Questo è il senso stesso della nostra esistenza.

Nel momento in cui sentiamo Gesù rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre” troviamo il senso della nostra esistenza. Il discepolo è tale quando, nel trambusto della vita e nello scorrere degli avvenimenti, ha un unico intento: alzare gli occhi e dire: “Padre”.. in questo ritroviamo il senso e l’essenzialità della nostra vita.

Se nel racconto, in modo immediato, siamo presi dal dramma della sofferenza di Gesù… se andiamo alla scuola dell’evangelista Luca…. troviamo che c’è qualcosa di molto più profondo in quel dramma interiore se non il rapporto con il Padre. Mentre Gesù soffre in croce, le due belle preghiere che ritraducono il senso della vita di Gesù: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”….. Gesù è entrato nella storia assumendo il peccato dell’uomo……. E’ bello come l’evangelista Luca pone la persona di Gesù al battesimo al Giordano, immerso in quell’acqua in comunione con tutti i peccatori…Gesù ha iniziato la sua storia pubblica diventando peccato.

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8 aprile 2010

V DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 21 Marzo 2010

Filed under: c. Marzo 2010, Omelie Anno 2010 — papolino25 @ 21:59

Letture del giorno:    Is 43,16-21        Fil 3,8-14        Gv 2,12-13

OMELIA

Il cammino che il cristiano sta percorrendo alla scuola del Maestro lo porta lentamente, da una parte, a ritrovare la gioia di essere discepolo e dall’altra a ritrovare sempre più il senso della figura del Maestro divino.

Domenica scorsa Gesù ci diceva che se vogliamo essere uomini di speranza dobbiamo lasciarci avvolgere dalla storia di Dio. E’ la gioia del discepolo che, davanti al grande mistero del darsi di Dio misericordioso, dimentica se stesso e dimenticando se stesso l’uomo può veramente immergersi in questa vicenda misericordiosa dove l’uomo si sente raggiunto dalla fiducia divina.

Questa storia della misericordia di Dio ha un centro e questo centro è la persona di Gesù.

E’ quello che Paolo con entusiasmo poetico ci ha regalato nella seconda lettura dove l’atteggiamento dell’Apostolo è l’atteggiamento di chi ormai si è lasciato conquistare ed afferrare da Cristo e, quindi, l’unica cosa che veramente gli interessa è che Gesù, morto e risorto, non solo divenga il suo Signore, ma la sensibilità del Maestro divenga la sua sensibilità.

Il vero discepolo entra nella storia di Dio dimenticandosi dove il dimenticarsi è niente altro che la conseguenza di una grande presenza.

La figura di Gesù è veramente il luogo nel quale ritroviamo il gusto di essere noi stessi.

Spesso non riusciamo a intraprendere cammini di speranza perché ci ricordiamo troppo di noi stessi: dovremmo riuscire a lasciarci catturare, come Paolo, dalla figura del Maestro per cui – dimentichi del passato – viviamo il presente proiettati verso il futuro.

E’ lo sfondo sul quale leggere l’episodio evangelico ascoltato dove l’atteggiamento che Gesù richiede a quella donna è molto semplice: “D’ora in poi non dimenticare di lasciarti attirare alla mia persona”.

Infatti, se dovessimo rileggere in modo eccessivamente letterario la frase di Gesù, ci accorgeremmo che non collimano i dati che il Nuovo testamento ci offre.

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18 marzo 2010

IV DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 14 Marzo 2010

Filed under: c. Marzo 2010 — papolino25 @ 22:42

Letture del Giorno:     Gs 5,9-12                    2 Cor 5,17-21             Lc 15,1-3.11-32

OMELIA

Il cammino di novità di vita che l’esperienza quaresimale ci offre vive di questa pazienza divina nella quale la creatura ritrova continuamente se stessa.

La gioia di camminare continuamente in novità di vita nasce dalla fiducia che Dio ha nei confronti dell’uomo perché l’uomo possa lentamente ritrovare se stesso. Quando l’uomo accoglie questo itinerario nella pazienza di Dio si ritrova nella storia di Dio.

E’ quello che Gesù ci vuole o ci potrebbe voler regalare questa mattina: inserire la nostra storia nella storia di Dio in modo che si realizzi il principio che Paolo ha annunciato in modo meraviglioso: “Chi è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove”.

In  questo orizzonte la parabola la potremmo qualificare da due angolature.

La prima parte la possiamo leggere come la storia di Dio nei confronti dell’umanità.

La seconda parte è l’invito di Dio all’uomo perché l’uomo entri in questa storia di Dio.

La prima parte della parabola la potremmo definire la storia di Dio nei confronti dell’umanità e scopriamo come Dio ami la libertà dell’uomo. Se guardiamo attentamente l’atteggiamento del padre, scopriamo come il padre non faccia obiezioni alla scelta del figlio, obbedisce alla libertà del figlio.

Se entriamo nello sviluppo della storia divina ci accorgiamo che nel momento in cui l’autore sacro ci dice che l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, scopriamo una grossa verità: se l’uomo è immagine di Dio per diventare somiglianza di Dio, Dio è la fonte di amorosa libertà. La grandezza di Dio è libertà amorosa, per cui l’uomo ritrova fondamentalmente se stesso in questa libertà di Dio.

Ecco perché il padre non fa obiezioni alla scelta del figlio, perché qualora il padre facesse obiezioni o bloccasse la decisione del figlio non sarebbe più il padre che ha regalato la libertà.

Tutta la storia di Dio è un inno alla libertà dell’uomo, perché l’uomo goda sempre della sua libertà!

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12 marzo 2010

III DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 7 Marzo 2010

Filed under: c. Marzo 2010 — papolino25 @ 21:30
Letture del Giorno: Es 3,1-8.13-15 1 Cor 10,1-6.10-12 Lc 13,1-9

OMELIA

Il nostro cammino verso la Pasqua è entrare in quella esperienza di esodo nella quale facciamo l’esperienza della presenza del Signore rivolgendo in modo continuo lo sguardo a Lui.
Camminando continuamente con lo sguardo verso il Signore noi possiamo sicuramente accedere alla stessa esperienza spirituale di Mosè – la meravigliosa rivelazione di Dio all’uomo – e possiamo costruire questo cammino (ci ha detto l’autore della prima ai Corinzi) accostandoci a Cristo roccia e allo Spirito Santo nostra bevanda.
Lo sguardo rivolto al Signore diventa per noi fonte di continua ricchezza interiore perché si realizzi in noi quel desiderio di pienezza di vita che è all’interno della vita di ogni discepolo.
Davanti a questo mistero che si è ritradotto con quella parola: “Convertitevi”, in noi nasce  l’interrogativo: “Dio ci ama continuamente, la nostra vita è continuamente abbeverata alla gratuità di Dio?” ….e, in certo qual modo, abbiamo la certezza che in questo cammino storico di non essere mai soli, ma noi ci accorgiamo che la nostra esistenza non corrisponde a quello che effettivamente il Signore vuole da noi.
Ma il Signore – e la paraboletta con cui di è concluso il Vangelo, ce lo dice – ha una pazienza inesauribile.
Noi, davanti alle grandezze di Dio, riusciamo a respirare “nella pazienza di Dio”.
Che cos’è questa pazienza di Dio per cui noi siamo il capolavoro vivente della pazienza di  Dio?
Spesse volte questa espressione “pazienza” la rileggiamo in modo molto negativo.
Richiamiamo sempre alle nostre orecchie quell’opera di misericordia spirituale che abbiamo imparato a catechismo: “Sopportare pazientemente le persone moleste”, ma questa pazienza non è evangelica.
Ecco perché dobbiamo cercare di comprendere la pazienza di Dio, perché nella pazienza di Dio c’è la nostra speranza, nella pazienza di Dio c’è il coraggio della vita, nella pazienza di Dio non c’è mai sconfitta esistenziale.
Potremmo ritradurre la pazienza di Dio in tre aspetti in modo che la nostra vita possa maturare e maturare continuamente nella fiducia che viene dall’alto.
Innanzitutto il primo aspetto della pazienza di Dio, frutto dello Spirito Santo, è niente altro che Dio che soffre con noi, assume i drammi della nostra storia.

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