Omelie di Mons. Antonio Donghi

29 ottobre 2014

XXII DOMENICA T.O. – ANNO A – 31 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:57

Letture: Ger 20,7-9 Rm 12,1-2 Mt 16,21-27

OMELIA

ducciotentazioneDomenica scorsa l’apostolo Pietro, davanti alla domanda di Gesù: “E voi chi dite che io sia”, aveva dato quella meravigliosa risposta: “Tu sei”.

In quel linguaggio egli aveva evidenziato come il criterio di scelta nella sua vita fosse solo il Signore, la sua storia, il suo destino. Il mistero del Cristo era il senso della sua vita, con la conseguenza che nell’ampio orizzonte delle scelte il discepolo non poteva non vivere del divin Maestro.

Quello che il profeta Geremia ci ha evidenziato questa mattina ci introduce nella piena consapevolezza di cosa significhi la presenza del Maestro nel cammino quotidiano della storia: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre………ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; io mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo”.

Senza Gesù, il discepolo, non riesce più a vivere…È così radicata in lui la figura del Maestro che Gesù rappresenta l’unico e determinante criterio della vita.

Al di là di ogni difficoltà, senza Gesù, il discepolo non è in grado di costruire nello stile del Vangelo la propria storia. La bellezza della fede si riscopre in modo continuo nella essenzialità della figura di Gesù. In questo orizzonte scopriamo come le scelte della fede non guardano mai a quello che costa a quello che non gusta; la bellezza feconda della fede si costruisce nel fascino di una persona. Quando siamo davanti alla figura di Gesù possiamo essere tentati da quello che ci può costare la scelta di Gesù.

Il testo evangelico, in modo immediato, potrebbe offrirci in non poche difficoltà: rinnegare, prendere la croce, perdere la propria vita. In queste suggestioni ascoltiamo le parole del Maestro con lo sguardo rivolto alla sua persona e in essa ritroviamo il coraggio di vivere quelle provocazioni. La sua persona è più importante delle esigenze che nascono dal seguirlo ogni giorno.

La bellezza della vita è il Maestro, la sua persona: in questo orizzonte Gesù stimola Pietro a seguirlo per non cadere nei lacci di Satana.

(more…)

Annunci

27 agosto 2014

XXI DOMENICA T.O. – ANNO A –24 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:49

Letture: Is 22,19-23 Rm 11,33-36 Mt 16,13-20

OMELIA

Ma_voi_chi_dite_che_io_sia_htm_m401a9c71L’esperienza della fede è l’esperienza nella quale il cristiano ritrova pienamente sè stesso e la fede scaturisce da un’intensa relazione che nello Spirito Santo si costruisce tra il Cristo e noi. Oggi, questa esperienza di fede raggiunge uno dei suoi punti culminanti o determinanti: Gesù ci chiede chi egli sia per noi, quale sia il valore della sua presenza nella nostra vita e la risposta che Pietro dà, a nome dell’intera Chiesa, è estremamente significativa: ”Tu sei!”.

Noi tante volte quando ascoltiamo la risposta di Pietro siamo più portati a vedere quello che viene dopo: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”.

Se guardiamo attentamente il senso della risposta di Pietro, il punto di partenza è quel “tu sei” perché, in questo linguaggio, noi scopriamo il significato della fede: Tu, Gesù, nella tua storicità, nello stile della tua vita, nella tua interiorità, sei la solidità della mia vita.

In quel “tu sei” c’è la coscienza da parte di Pietro che il suo “io”, come discepolo, ha il suo unico fondamento nel “tu” di Gesù.

Credere è accogliere una vivente relazione nella quale la personalità di Gesù di Nazareth diventa la nostra personalità. “Tu, Signore sei la roccia della mia vita”.

È quell’esperienza che dovremmo continuamente ritradurre e rivivere nella nostra esistenza.

Quando Gesù nel cammino della nostra vita ci chiedesse: chi sono io per te?

Noi dovremmo dire: “Il senso del mio istante! Senza di te non riuscirei a vivere, senza di te non saprei leggere la storia, senza di te il mio istante sarebbe senza speranza!

La bellezza della fede è che la nostra umanità si realizza nell’ umanità di Gesù. In questo noi avvertiamo come la bellezza della fede è affermare che, in qualunque esperienza della vita ci possiamo trovare, la vera consistenza è lui, il Signore! E’ il nostro io che vive solo del tu di Gesù.

In questo noi avvertiamo il profondo clima di autentica realizzazione della nostra vita, perché Gesù è molto semplice: dire “tu sei” vuol dire “in te respiro”. (more…)

XX DOMENICA T.O. – ANNO A -17 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:36

Letture: Is 56, 1.6-7 Rm 11,13-15.29-32 Mt 15,21-28

OMELIA

Gesù-CananeaLa visione che ci ha avvolti venerdì scorso della glorificazione universale degli uomini in Cristo Gesù viene ribadita oggi dalla parola che abbiamo ascoltato dal Maestro perché ogni uomo è chiamato a glorificare eternamente il Signore poiché, quando Dio crea l’uomo, lo crea perché eternamente lo possa lodare.

Quante volte ci poniamo l’interrogativo che senso abbia la vita, e spesso ci fermiamo a degli orizzonti molto limitati. Se andiamo alla scuola di quello che Gesù questa mattina potrebbe rivelarci, ci accorgiamo che non c’è uomo che, nel profondo della sua esistenza, non sia chiamato a questa luce gloriosa che il mistero della assunzione gloriosa di Maria ci ha regalato.

La bellezza della vita è la nostalgia dell’eternità beata.

Entrando nel cuore dell’uomo, ci accorgiamo che vi è presente questa aspirazione continua ad entrare in questa luce eterna in cui ogni nostro desiderio avrà il suo appagamento.

La condizione perché questo effettivamente si realizzi è che noi diventiamo uomini di fede.

È la bella immagine che l’evangelista Matteo ci regala questa mattina della donna cananea e, in questa immagine, scopriamo che il principio per entrare nel gaudio del paradiso è unicamente l’atto di fede.

Se il paradiso è il luogo in cui dialogheremo cantando con le tre Persone divine, dobbiamo fin da ora imparare ad entrare in dialogo con Dio da questa vita e, la fede si costruisce in un meraviglioso dialogo.

Ma come si realizza questo dialogo nella figura della donna che l’evangelista ci pone dinnanzi?

Se, in modo immediato, la donna chiede la guarigione della figlia, ma il punto di partenza è il fascino di Gesù, come afferma la donna “Pietà di me Signore, figlio di Davide”. In questa espressione scopriamo come l’esperienza della fede sia essenzialmente questo rapporto tra l’uomo povero, l’uomo nel disagio, l’uomo nel limite che diventa un’intensa supplica, e la grandezza dell’amore divino rivelatosi in Cristo Gesù. (more…)

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – 15 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:34

Letture: Ap 11,19 a; 12,1-6A. 10 ab 1 Cor 15,20-27 a Lc 1,39-56

OMELIA

madonna_assuntaLa fecondità del cammino della fede si ritraduce nel mistero della glorificazione.

Chiunque crede entra nel mistero della gloria: è quello che questa mattina ci dice la Chiesa attraverso il ricordo della gloriosa assunzione di Maria, la donna che ha creduto. Chiunque crede ha l’esperienza della novità della vita.

Spesse volte il cristiano si pone l’interrogativo circa il domani della sua storia e, quando il cristiano si pone l’interrogativo del domani della sua storia, dimentica la fecondità dell’oggi.

Credere è un mistero creativo.

Infatti, Maria è stata glorificata nella pienezza della sua personalità perché è stata una credente; lo abbiamo poc’anzi ascoltato nel testo evangelico “beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Ma perché l’esperienza della fede è un’esperienza di glorificazione?

Quando accediamo al dono della fede, dobbiamo partire da una convinzione nella quale ormai dovremmo esserci radicati.

La fede è fondamentalmente spalancare la propria vita ad accogliere il dono della salvezza.

Il credente è colui che nella sua vita lascia spazio assoluto alla presenza divina, che è essenzialmente creatrice. Il credente ha il gusto del Cristo che abita il mistero della sua personalità umana e, quando l’uomo si apre a questa presenza del divino, sa esattamente che il divino dimorante in noi è un divino creativo perché il divino è la presenza di tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Noi ben sappiamo che le tre Persone sono nell’anima del credente altamente dinamiche, non sono persone che rimangono ferme e statiche in noi, ma sono persone che sono intrinsecamente operative e la loro operatività ci trasfigura nel processo di divinizzazione, che costituisce il compimento della nostra dignità umana.

Quando con il cuore crediamo vuol dire che tutta la nostra persona, intelligenza, volontà, cuore, sensibilità sono sotto l’azione creatrice di Dio. Il cristiano, quando si pone in modo autentico in un’esperienza di fede, avverte la vivacità di Dio in se stesso e Dio lo trasfigura, lo rende partecipe della sua luce gloriosa!

La gloria non è una realtà futura, la gloria è una realtà che stiamo gustando già in questo momento perché nel momento in cui siamo veramente credenti, avvertiamo l’operatività divina che ci crea, ci trasfigura, ci dà il gusto dell’eternità, ci rende creature nuove ad imitazione del Cristo risorto.

Il cristiano, quando si pone il problema del domani, deve imparare a gustare l’oggi perché la vita è una somma di oggi in cui Dio è in modo ineffabile meraviglioso! (more…)

Older Posts »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.