Omelie di Mons. Antonio Donghi

25 ottobre 2009

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B -18 Ottobre 2009

Filed under: e. Ottobre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 15:10

Letture del giorno:  Is 53,2.3.10-11                       Eb 4, 14-16                Mc 10, 35-45

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OMELIA

La strada della vita...Il discepolo è chiamato a vivere della sapienza divina per incarnare nella storia quotidiana la convinzione che nel Signore tutto è possibile.

Il gusto della mentalità di Cristo rappresenta la nostra speranza nel cammino del tempo perché ci offre la capacità di avere  la sapienza dello Spirito nel vivere le realtà contingenti di tutti i giorni. Noi tutti, come suoi discepoli, gli apparteniamo per vivere con speranza le molteplici situazioni contingenti della vita.

Tale meta affascina ogni creatura che si sente appesantita dalle oscurità dell’esistenza.

Cresce allora l’interrogativo sul percorso da seguire perché la sapienza di Gesù possa diventare lo stile feriale e ordinario del nostro cuore e del nostro sentire: è’ la luce che il Maestro ci regala oggi nel dialogo con  i figli di Zebedeo. Tale è il percorso per crescere sempre più nella sapienza che viene dall’alto.

Innanzitutto Gesù pone loro la necessità di bere al calice al quale egli stesso si sta accostando. In questa immagine scopriamo il cuore del Maestro: l’esperienza del mistero dell’obbedienza alla misteriosa volontà divina; infatti – in questo linguaggio immaginifico – veniamo ricondotti alla figura del calice che è stato offerto a Gesù nell’orto degli olivi. Qui il Maestro avverte tutta la drammaticità della volontà divina. Nello stesso tempo, però cogliamo anche la grandezza del Maestro.  In quell’accostarsi al calice viene evidenziato il suo “sì” al Padre, atteggiamento interiore espresso nel linguaggio del “bere”. Con tale immagine comprendiamo che l’oggi di Dio deve penetrare nel nostro essere personale per essere radicalmente inebriati dalla sapienza divina.

In quel calice scopriamo la bellezza dell’amore di Dio per l’umanità,… un amore senza limiti,…. un amore che non si ferma di fronte a qualunque ostacolo… perché è proprio dell’amore  vivere l’impossibile per dare coraggio e speranza alla persona sommamente amata. Un amore che non viva la totalità non è amore evangelico.

Il dono della propria vita ad ogni uomo caratterizza la sua personalità, poiché la grande meta della sua esistenza è che ogni uomo possa ritrovare se stesso maturando nella grandezza del dono della vita stessa. Questo orizzonte, che illumina in modo positivo anche le situazioni negative della storia, rafforza la volontà oblativa di Gesù che nella radicale attenzione al Padre dimentica se stesso e fa proprio il disegno divino di donare vita e luce a chiunque a lui si accosti.

L’ebbrezza dell’oblazione amorosa anima quella sapienza che nello Spirito Santo deve permeare il cuore di chiunque voglia seguire il Maestro in tutta la sua verità, per acquisirne la sapienza.

Questo proposito passa all’azione nel desiderio del battesimo.

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18 ottobre 2009

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 11 Ottobre 2009

Filed under: e. Ottobre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 21:48

Letture del giorno:  Sap 7,7-11                  Eb 4,12-13                 Mc 5,3

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OMELIA

la Sapienza...La presenza di Gesù nella nostra esistenza genera inevitabilmente in ciascuno di noi l’acquisizione della sua mentalità.

Domenica scorsa Gesù ci diceva che dobbiamo leggere i diversi avvenimenti della vita partendo dalla storia stessa di Dio; in questa concentrazione sulla storia di Dio noi impariamo a leggere la nostra storia e quindi a ritrovare la bellezza della speranza.

Gesù oggi vuole aiutarci a fare un passo più avanti: non solo avere la sua mentalità, ma anche a vivere la sua sapienza dove – la sapienzaè la mentalità di Cristo in azione.

Imparare ad avere il gusto di Dio nello scegliere, nel leggere, nell’amare la vita di tutti i giorni.

Il cristiano ha la vocazione alla sapienza divina…è quel dono dello Spirito che noi ben conosciamo e che permette di avere una tale “sintonia” con Gesù che, davanti a qualunque avvenimento, in modo immediato – per grazia – noi leggiamo l’avvenimento come lo leggerebbe il Signore con il suo cuore e il suo occhio.

Davanti a questo orizzonte il discorso evangelico pocanzi ascoltato ci delinea la strada che dobbiamo percorrere per giungere alla sapienza di Dio, a vivere in modo fecondo il dono dello Spirito Santo che è appunto la sapienza.

Il passaggio ci è offerto nel dialogo tra Gesù e quel misterioso personaggio; in questo dialogo Gesù ci stimola a fare un salto, un salto dalla Tradizione dell’Antico Testamento alla novità del Nuovo testamento. Infatti nel dialogo appare un giovane, un personaggio che vive la Tradizione dell’Antico Testamento – che non è semplicemente una esecuzione di comandamenti  (poiché se guardiamo attentamente la Tradizione dell’Antico Testamento l’obbedire ai comandamenti era un atteggiamento di rendimento di grazie a Dio che aveva liberato il suo popolo), ma obbedire ai comandamenti era per l’Antico Testamento dire grazie a Dio. (more…)

13 ottobre 2009

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 04 Ottobre 2009

Filed under: d. Settembre 2009 — papolino25 @ 10:20

Letture del giorno:  Gen 2,18-24               Eb 2,9-11                   Mc 10,2-16

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OMELIA

Al matrimonioLa trasformazione che progressivamente il Signore opera in chi lo segue si deve necessariamente ritradurre in uno stile di vita; ciò che è interiore, ciò che è presente e attivo in noi diventa il metodo e il metro per la scelte quotidiane. Allora il cristiano, poiché vuol vivere in verità e pienezza la propria esistenza, chiede al Signore quale debba essere il criterio a cui richiamarsi per poter essere un discepolo autentico e qual è lo stile interiore perché questo metodo possa essere vero ed efficace.

Però ci accorgiamo che Gesù ci dice che il punto di partenza per leggere la nostra storia e quindi costruirla nello stile del Vangelo è andare alla Parola di Dio.

La citazione del matrimonio è solo un esempio di uno stile molto più radicale. L’uomo, quando vuole costruire in autenticità la sua esistenza, deve sempre andare all’origine della sua vita e la sua vita è originata in Dio, ha il suo metro in Gesù Cristo, ha la sua narrazione nel testo stesso delle divine Scritture.

Il cristiano quando ha davanti un problema apre la divina Rivelazione e ad essa si accosta come criterio fondamentale della sua storia poiché quelle parole non sono state scritte per narrare qualcosa degli avvenimenti succeduti, ma per impostare l’esistenza dell’uomo. Nel momento nel quale noi poniamo l’atto di fede, in quel momento, la storia di Dio deve divenire la nostra storia. Ecco perché nella esemplificazione del matrimonio Gesù dice: “Ma all’origine non era così”, cioè la riscoperta di quella che è la fondazione divina di ogni scelta umana è qualcosa che ci deve prendere!

La bellezza della vita è una sete inesauribile della fonte della storia della vita.

L’esistenza del cristiano è un meraviglioso dialogo: Dio parla – l’uomo ascolta, Dio rivela il suo progetto – l’uomo cerca di attuarlo….è’ una dialettica continua.

Le verità immutabili sono in Dio, ma non nella storia perché Dio si rivela progressivamente. E’ una verità questa  che noi non riusciamo a cogliere fino in fondo. Dio nel divenire della storia si rivela in modo inesauribile quindi, davanti agli interrogativi che noi inevitabilmente ci poniamo, qual è il metodo di lettura della nostra vita?……. andare alla Rivelazione perché in quella rivelazione Dio ci dice che cosa egli pensi a riguardo dell’uomo.

Per cui, ogni avvenimento della storia diventa un ulteriore interpellanza rivolta a Dio perché Dio ci parli.

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5 ottobre 2009

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 27 Settembre 2009

Filed under: d. Settembre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 13:00

Letture del giorno:  Nm 11,25-29             Gc 5,1-6                     Mc 9,38-43.45.47-48

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OMELIA

Chiesa, popolo di Dio in camminoLa gioia di essere discepoli è il gusto di adorare la presenza di Cristo in noi lasciandolo agire in tutta la sua libertà. Ora, la gioia di gustare tale presenza si deve ritradurre nel linguaggio concreto della vita poiché la bellezza dell’appartenenza al Signore si incarna nelle scelte quotidiane in modo che esse siano testimonianza della grandezza del Signore.

Ogni discepolo ha la vocazione ad edificare la comunione nella comunità’: è il linguaggio positivo che nasce dal Vangelo di questa mattina; se noi tentiamo di intuire come avvenga il passaggio dalla gioia del Cristo inabitante in noi a diventare segno attivo e positivo della edificazione della comunione, la parola che abbiamo sentito ripetere tre volte nel testo evangelico è che noi dobbiamo operare nel nome di Gesù:

Entrando in questa espressione “nel nome di Gesù” intuiamo come avvenga questo passaggio dalla grandezza della nostra vita, questa contemplazione spirituale del Signore in noi, alla dimensione operativa della storia.

La parola che ci può aiutare a vivere nel nome di Gesù (quindi nella persona di Gesù) – tale verità –  è la parola: ispirazione.

E’ quello che abbiamo intuito dalla prima lettura: lo Spirito che Dio ha depositato in Mosè viene fatto passare in quelle settantadue persone perché il criterio attorno al quale elaborare la vita è questo Spirito del Signore.

In certo qual modo, nella vita, nel cammino della fede e del Sacramento, il Padre fa passare in noi lo Spirito del Figlio e quindi ci dona l’ispirazione che ha animato la storia dell’uomo; l’uomo non sono i suoi comportamenti (quante volte ce lo siamo detti!), ma l’uomo è l’ispirazione della sua vita, quello che soggiace interiormente ad ogni scelta concreta. Infatti il discepolo, davanti alle scelte quotidiane, deve porsi la domanda: qual è l’anima, l’ispirazione della mia scelta?  Andiamo alla scuola di Gesù.

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