Omelie di Mons. Antonio Donghi

30 settembre 2013

XXVI DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 29 Settembre 2013

Filed under: i. Settembre 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 20:05

Letture: Am 6,1.4-7 1 Tm 6,11-16 Lc 16,19-31

OMELIA

Jacopo-Bassano-Lazzaro-ed-il-Ricco-Epulone-Cleveland-Museum--650x420Gesù in queste domeniche ci stimola a confrontarci col momento finale della nostra vita per poter veramente assumere quella sapienza evangelica che ci rende i suoi autentici discepoli.

Oggi, Gesù, attraverso la figura di Lazzaro ci invita a imitare il suo mistero.

Nella parabola di Lazzaro scopriamo tutta la storia di Gesù; in Lazzaro cogliamo le dinamiche più profonde dell’esperienza del Maestro e riscopriamo quale debba essere il criterio seguendo il quale, lentamente, possiamo entrare nell’esperienza di Gesù.

Se guardiamo la figura di Gesù ci accorgiamo che Gesù è colui che vive continuamente della gratuità del Padre attraverso la convinzione che agli occhi degli uomini non deve contare.

Infatti, c’è una bella preghiera di Gesù nel Vangelo di Luca che ritraduce questa sensibilità: “Io ti rendo lode Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascosto queste cose a quelli che contano e le hai rivelate a quelli che non contano”.

Per poter accedere alla grandezza del regno occorre essere come Gesù: persona che non è raggiunta dall’attenzione degli uomini, che non è interessante per gli uomini…… Infatti, dobbiamo sempre tener presente, che Gesù è nato a Nazareth e, Nazareth, era una realtà di emarginazione rispetto alla cultura dominante dell’epoca.

Davanti all’affermazione che Gesù è il Messia venuto da Nazareth di Galilea si risponde: cosa può venire di buono da Nazareth?

(more…)

XXV DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 22 Settembre 2013

Filed under: i. Settembre 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 19:55

Letture : Am 8,4-7 1 Tm 2,1-8 Lc 16,1-13

OMELIA

fc12_pag_119-1_2943264_709144Il discepolo è chiamato nel tempo ad assumere progressivamente la sapienza del Vangelo e questa sapienza si costruisce attraverso il coinvolgimento che ogni discepolo del Signore deve portare avanti accogliendo il Maestro come il signore della sua vita.

Gesù oggi attraverso la parabola che abbiamo ascoltato ci pone dinanzi al criterio di fondo della nostra esistenza: nella vita cosa scegliamo?

La parabola, al di là del linguaggio letterario, vuole fondamentalmente dirci una cosa: qual è il criterio delle nostre scelte? Quale è la luce con la quale  leggiamo la nostra storia quotidiana?

Ricordando che quell’espressione con la quale il Vangelo si è concluso: “Non potete servire Dio e la ricchezza” deve essere interpretata in questo modo: non potete servire Dio e di chi non è Dio.

Il discorso è molto più ampio: scegliamo il Signore o il non-Signore, la luce o le tenebre , il mistero di Dio e le esigenze della società odierna?

Gesù ci dice oggi, davanti al grande ideale che ci prospetta di crescere nella sua mentalità, nella sua sensibilità, che dobbiamo operare delle scelte: l’uomo costruisce sé stesso attraverso le opzioni quotidiane.

Non esiste una rottura tra la nostra scelta cristiana e le scelte del quotidiano, tra la professione di fede e il vissuto. Gesù ce lo ha detto: nelle piccole e grandi cose della vita, diciamo il criterio della nostra esistenza, ogni scelta, è il linguaggio attraverso il quale scegliamo il Signore e il suo mistero.

In certo qual modo potremmo usare questa immagine: l’uomo quando formula delle espressioni  incarna quello che ha nel suo cuore,attraverso quel linguaggio del quotidiano l’uomo alimenta la ricchezza presente nel suo cuore.. così, nel cammino della fede, se vogliamo entrare nella autentica mentalità di Gesù, in tutto quello che facciamo, scegliamo lui perché divenga sempre più il signore della nostra esistenza.

(more…)

TRASFIGURAZIONE DELL’ ICONA DEL SANTO JESUS – 15 Settembre 2013

Filed under: i. Settembre 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 19:48

Letture: Is 52,13-15;53,2-5 1 Pt 1,3-12 Lc 9,18-26

OMELIA

Santo-Jesus-vecchioDomenica scorsa Gesù ci insegnava ad acquisire quella sapienza che è imparare ad amare e a leggere la storia con il cuore e la mente di Cristo.

È quella sapienza alla quale il Vangelo continuamente ci richiama.

Oggi il Signore ci aiuta ad entrare in modo più profondo in questo mistero attraverso una domanda: “cosa è la croce per il cristiano?”

Noi quando siamo davanti al mistero della croce, in modo immediato, abbiamo il pensiero della sofferenza e della morte; dovremmo invece entrare nel cuore di Gesù, nella sua intenzionalità, per riscoprire la profondità del mistero della croce come la cattedra quotidiana della sapienza del cristiano.

Contemplando il Crocifisso possono nascere tre affermazioni che ci fanno intuire la profondità della sapienza di Dio espressa nella croce di Gesù: la croce è un mistero di comunione, la croce è un regalo di amore, la croce è il luogo per ritornare a contemplare il volto del Padre.

Innanzitutto la croce è un mistero di comunione.

Se guardassimo attentamente quello che gli Evangelisti ci dicono degli ultimi istanti della vita di Gesù noi ci accorgiamo che essi sono stati caratterizzati da un’intensa comunione con il Padre.

Guardare il Crocifisso è guardare l’ineffabile comunione, nello Spirito Santo, tra Gesù e il Padre.

Per cui il cristiano quando nell’intensità del suo cuore si lascia prendere dal Crocifisso si sente attirato in questa meravigliosa comunione, poiché tutta la vita del discepolo è costruire una vita di comunione. Su quella croce vediamo espressa, in modo mirabile e profondo, questa unità amativa tra il Padre e il Figlio e, in questo, ritroviamo che la grandezza della vita dell’uomo – quando questi guarda il Crocifisso – è che la vita è comunione, la vita è fraternità, la vita è reciprocità perché la bellezza della vita è il gusto di essere sempre “noi” superando ogni tentazione dell’io.

(more…)

11 settembre 2013

XXIII DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 08 Settembre 2013

Filed under: i. Settembre 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 20:17

Letture: Sap 9,13-18 Fm 1,9-10.12-17 Lc 14,25-33

OMELIA

40837Gesù in queste domeniche lentamente ci vuole educare a crescere nella consapevolezza di cosa voglia dire essere suoi discepoli e, oggi,  vuol aiutarci a fare un passo in profondità, ci aiuta ad assumere la sua sapienza, “il suo stile di amare, di pensare e di agire”.

La sapienza di Cristo è amare e leggere la storia in un’intensa comunione con il Padre; di fronte a questo grande ideale che Gesù oggi ci vuole regalare – la parola che abbiamo ascoltata – ci aiuta a cogliere un itinerario per giungere a questa ricchezza.

La prima sottolineatura ce la offre l’evangelista Luca nel modo con il quale inizia la narrazione evangelica: “….una folla numerosa andava con Gesù, egli si voltò e disse loro..”: l’esperienza cristiana non è un’esperienza di massa.

È una verità sulla quale l’evangelista Luca vuol trattenerci perché, spesse volte, noi pensiamo che l’evento cristiano sia un evento “universale” nel suo significato più profondo……

È vero, Dio,  nell’ordine della storia della salvezza ha tantissimi modi perché l’uomo possa giungere a gustare la comunione con il Padre. Nell’evento cristiano tuttavia, l’esperienza a cui siamo chiamati è l’esperienza personale.

L’evento cristiano è un coinvolgimento della persona con la persona di Gesù.

Infatti Gesù, facilmente, nell’ambito del Vangelo usa la parola: seguire.

E la parola “seguire” ritraduce il desiderio di una relazione personale: Gesù desidera che noi entriamo nella sua intimità perché, se noi non entriamo nella sua intimità, non sapremo mai cosa vuol dire essere discepoli.

(more…)

Older Posts »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.