Omelie di Mons. Antonio Donghi

1 maggio 2012

IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO B – 29 Aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 11:14

Letture: At 4,8-12  1Gv 3,1-2  Gv 10,11-18

OMELIA

Il cristiano è chiamato a testimoniare l’esperienza della resurrezione attraverso l’esuberanza della vita.

Questa meravigliosa verità, tuttavia, si costruisce attraverso un’intensa esperienza di dialogo, poiché la bellezza del ritrovare e riscoprire la gioia d’essere del Risorto investe direttamente l’uomo, lo coinvolge, perché la testimonianza sia la persona del discepolo che comunica luce ad ogni uomo.

E questa esperienza dialogica oggi ci  è offerta dall’immagine del rapporto tra il Pastore e le pecore, tra colui che dona la vita e il discepolo che vive in stato di ascolto.

Ecco allora che il primo passo che dobbiamo effettivamente compiere è entrare nella contemplazione del Pastore, il quale dona la vita.

Sotto questa forma “donare la vita” noi intravediamo tutto il mistero di Gesù, il mistero di Gesù che è entrato in dialogo con noi, divenendo uomo… e Gesù è diventato uomo perché “gli uomini gli sono stati regalati dal Padre”.

Gesù, ci guida ai pascoli del regno, perché è consapevole che gli uomini, tutti gli uomini, gli sono stati regalati.

Ma tante volte noi ci poniamo la domanda: chi possiamo essere? E se noi entriamo nella profondità del pensiero dell’evangelista Giovanni noi scopriamo che noi siamo un “regalo” del Padre al Figlio.

E quindi la coscienza all’interno di Gesù che, il donare la vita per le pecore, è niente altro che rispondere a questa vocazione che il Padre ha iscritto nella sua storia: l’uomo deve essere nella comunione divina.

E allora Gesù dà la vita perché deve dilatare nell’uomo la consapevolezza del dono della vita; in certo qual modo Gesù dona la vita perché deve regalare agli uomini quella comunione con il Padre per la quale ogni uomo è stato creato.

Spesse volte, quando siamo davanti ai grossi interrogativi dell’esistenza, noi ci chiediamo: chi siamo?

E la grande risposta: noi siamo proprietà del Padre, regalata al Figlio, perché il Figlio ci possa veramente far maturare nel progetto del Padre e darci il gusto della vita… darci il gusto della comunione.

Il cristiano perciò, sempre, ha davanti a sé questa immagine del buon Pastore… … E quando noi entriamo in questa esperienza ci sentiamo totalmente capolavoro di Dio!

Spesse volte noi cadiamo nel pessimismo a causa di tutti i limiti che in un modo o in un altro avvolgono la nostra esistenza, ma non dobbiamo mai dimenticare che al di là dei nostri limiti, siamo un dono del Padre al Figlio e il Figlio ci regala la sua vita per introdurci nella comunione con il Padre.

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26 aprile 2012

III DOMENICA DI PASQUA – ANNO B – 22 Aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:23

Letture: At 3,13-15.17-19     1Gv 2,1-5    Lc 24,35-48        

OMELIA

L’esperienza della resurrezione è esperienza chiave per ognuno di noi poiché, è nel mistero della Risorto, che riscopriamo il senso della vita.

Questa domenica, Gesù, vuole aiutarci ulteriormente ad entrare nella convinzione che Gesù è risorto e tutto questo attraverso quella espressione che poco fa abbiamo udito dal Vangelo: noi siamo chiamati ad essere testimoni.

La fede nella resurrezione, infatti, noi la percepiamo e la gustiamo attraverso la testimonianza.

Gesù risorto nessuno l’ha visto nel momento della resurrezione, ma i dodici lo hanno visto attraverso l’esperienza delle sue apparizioni e noi siamo convinti del Risorto perché essi ne sono stati testimoni.

Quindi la bellezza, la profondità e la fecondità della resurrezione passano attraverso la bellezza della testimonianza.

Ed allora, riandando alla parola che Gesù questa mattina ci sta rivolgendo, chiediamoci che cosa vuol dire essere testimoni, quale sia il contenuto e quali gli effetti….. in modo che l’esperienza della resurrezione sia quella realtà che ci qualifica istante per istante.

L’esperienza della resurrezione passa attraverso la testimonianza e la testimonianza, quando noi andiamo alla scuola dell’evangelista Luca, è qualcosa di molto semplice: è il traboccare di una pienezza.

Non è semplicemente dire quello che si è visto, ma è una esuberanza interiore…. per cui la bellezza dell’incontro con il Risorto deve essere comunicata, condivisa.

L’esperienza del Risorto è qualcosa che tracima al di là dei soggetti per diventare una meravigliosa esperienza di comunione.

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II DOMENICA DI PASQUA ( DIVINA MISERICORDIA) – ANNO B – 15 aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 19:45

Letture:  At 4,32-35  1Gv 5,1-6  Gv20,19-31        

OMELIA

L’esperienza della Pasqua ci ha collocato nell’evento della morte e resurrezione del Maestro.

Abbiamo scoperto come la nostra vita sia “nascosta con Cristo in Dio”.

Gustiamo la resurrezione perché noi siamo immersi nel meraviglioso rapporto di amore Padre e Figlio che ha fatto fiorire la luce della resurrezione.

Questa grande visione che ci ha preso nelle celebrazioni della Pasqua di resurrezione tuttavia è un’esperienza che deve essere regalata.

Il cristiano non è semplicemente colui che è immerso in questo glorioso rapporto tra il Padre e il Figlio, ma è chiamato ad essere sacramento, segno visibile di questo ineffabile rapporto.

Ecco perché Gesù, questa mattina, apparendo ai discepoli dice loro: “Come il Padre ha mandato me così io mando voi, ricevete lo spirito Santo”.

E qui noi scopriamo come la bellezza della resurrezione è continuare l’esperienza del Risorto che fa “nuove tutte le cose”.

La storia di Gesù diventa la storia della Chiesa attraverso anche la vocazione iscritta in ciascuno di noi    d’ essere il segno visibile del mistero della resurrezione.

Noi, siamo la missione di Cristo che continua nel tempo e nello spazio.

Ora, se noi entriamo nell’ esperienza di Gesù, riusciamo a scoprire due grosse verità che nel brano di questa mattina emergono in modo ben evidente. Gesù è colui sul quale scende lo Spirito Santo e nel quale lo Spirito Santo rimane perché egli è l’Agnello che toglie il peccato del mondo.

L’evento della resurrezione è l’evento nel quale si rivela, in pienezza e in verità, questo mistero.

Gesù nello Spirito Santo è l’Agnello che toglie il peccato del mondo.

Gesù è entrato nella storia, è stato ricolmato di Spirito, per dare inizio ad un mondo nuovo.

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11 aprile 2012

LUNEDI’ DELL’ANGELO – ANNO B – 09 Aprile 2012

Filed under: d. Aprile 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:46

Letture: At 2,14.22-33 Mt 28,8-15

OMELIA

Il grande evento della risurrezione è tutto nascosto nel mistero di Dio.

Paolo, ieri mattina, ci diceva che la nostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio.

Solo collocandoci in questo meraviglioso incontro tra il Padre e il Figlio noi possiamo gustare l’esperienza della risurrezione, ma come l’uomo può rendere fecondo questo incontro con il Risorto in modo da ritrovare la bellezza e la speranza nella vita?

Poiché la grandezza della risurrezione è ritrovare la convinzione che noi siamo la fedeltà di Dio in atto.

L’evangelista Matteo nel racconto della risurrezione del Maestro ci pone, attraverso la figura di quelle donne, due atteggiamenti che dovrebbero aiutarci ad avvertire come l’evento della risurrezione sia un evento che determina radicalmente la nostra vita.

L’evangelista ci ha detto che quelle donne “con timore e gioia grande” abbandonarono il sepolcro.

Timore e gioia grande.

I due atteggiamenti che rendono feconda l’esperienza della risurrezione e che ci permettono di maturare, giorno per giorno, nel mistero della risurrezione.

Innanzitutto quelle donne furono colpite da “timore”: quando noi ci accostiamo a questa parola e la rileggiamo sullo sfondo della divina Rivelazione essa ha un valore totalmente diverso dalla accezione che noi tante volte le diamo.

Il timore, infatti, è l’incontro tra la povertà dell’uomo che sospira qualcosa di grande e l’accadere di un’esperienza che va al di là dei disegni umani.

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