Omelie di Mons. Antonio Donghi

29 aprile 2013

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO C – 28 Aprile 2013

Filed under: d. Aprile 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 21:20

Letture: At 14,21-27 Ap 21,1-5 Gv 13,31-35

OMELIA

gesu-e-giovanni-iconaLa grandezza d’essere risorti in Cristo Gesù ci dà la convinzione che, nello stile umano, Gesù ci ama nella profonda consapevolezza che siamo nelle mani del Padre e del Figlio suo Gesù Cristo.

La bellezza di essere risorti si riscopre nel gusto d’essere nel mondo di Dio. Tale consapevolezza si incarna, di riflesso, nel modo con il quale noi ci accostiamo alla storia di tutti i giorni.

Il gusto di essere risorti nel Risorto, il gusto d’essere intensamente amati dal Signore, si incarna nella nostra capacità di leggere la storia. Ciò che è nel cuore dell’uomo si ritraduce nel pensare dell’uomo.

E Gesù, questa mattina, ci educa ad interpretare la storia secondo quel cuore che è la sua comunione con il Padre nell’inesauribile amore per l’uomo.

Rileggendo attentamente il testo evangelico di questa mattina, veniamo educati ad assumere tale orientamento.

Giuda esce dal cenacolo e Gesù, davanti a questo avvenimento, pensa immediatamente al Padre…. Infatti, se ci siamo accorti, Giuda esce e Gesù dice: si realizza la gloria di Dio!

Nel nostro modo di pensare o di concepire, in modo immediato, avremmo forse avuto una reazione di tipo abbastanza negativo. “Giuda (direbbe Gesù) l’ho intensamente amato, gli ho regalato la mia intimità, gli ho aperto orizzonti nuovi di vita, ora lui mi tradisce”. Il Maestro invece ha un criterio totalmente diverso: vede nel tradimento di Giuda il rivelarsi della gloria di Dio.

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24 aprile 2013

IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO C – 21 Aprile 2013

Filed under: d. Aprile 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 20:34

Letture: At 13,14. 43-52 Ap 7,9. 14-17 Gv 10,27-30

OMELIA

536-cristo-buon-pastore-2009-monastero-clarisse-cappuccine-ss-trinita-di-alessano-leGesù regalandoci l’ideale della vita di avere la sua stessa sensibilità e mentalità ci ha insegnato che realizzare questo progetto non nasce dalle nostre forze, ma dall’intensa consapevolezza che egli, il Signore, ci ama con tutta la sua ricchezza umana; noi possiamo camminare in novità di vita, sentirci creature nuove, perché intensamente amati nello stile umano di Dio.

Gesù vuol rafforzare in noi questa consapevolezza attraverso l’immagine ascoltata nel Vangelo e che è molto cara all’evangelista Giovanni: l’immagine della mano.

Dio ci ama non solo collocandoci nel suo amore umano, ma rassicurandoci che siamo nella sua mano, nella mano del Padre. Questa immagine che cosa può dirci perché possiamo crescere nella consapevolezza che siamo creature nuove?

Andando alla scuola dell’evangelista Giovanni troviamo due sottolineature: il senso della mano, il senso dell’essere amati da Dio.

Innanzitutto chiediamoci cosa vuol dire essere nella mano.

Nel senso di questa espressione troviamo la coscienza della protezione della comunione, del dialogo affettivo: l’amato è l’io che dà speranza al tu.

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20 aprile 2013

III DOMENICA DI PASQUA – ANNO C – 14 Aprile 2013

Filed under: d. Aprile 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 11:11

Letture: At 5,27-32.40-41 Ap 5,11-14 Gv 21,1-19

OMELIA

moltiplicazione-dei-pani-e-dei-pesci-particolare-centraleL’esperienza della resurrezione ci rende creature nuove perché continuamente perdonate da Dio.

La bellezza dell’esperienza della resurrezione è lasciarci ricreare continuamente dal Signore che fa di noi i capolavori della sua misericordia: è la creatività propria dello Spirito Santo in ciascuno di noi.

Tuttavia, la vitalità di questa esperienza della novità della resurrezione, passa attraverso il dialogo che il Maestro vuole stabilire con ciascuno di noi.

La bellezza della novità che il Signore regala a ciascuno di noi passa attraverso il rapporto che nel quotidiano il Signore vuole stabilire con ciascuno di noi ed è il meraviglioso dialogo tra Gesù e Pietro dove, questo misterioso dialogo tra Gesù e Pietro, rappresenta il dialogo nel quale ognuno di noi è chiamato ad entrare per poter godere d’essere creatura nuova.

Nel dialogo che abbiamo ascoltato noi accorgiamo come l’esperienza di Pietro non sia un’esperienza che all’inizio si sia lasciata scalfire dalle parole di Gesù. Il Maestro si rivolge a Pietro e gli dice: “Mi ami?” E Pietro gli risponde: ti voglio bene!

In questo dialogo iniziale ci accorgiamo che Gesù e Pietro si pongono su due piani diversi: da una parte Gesù che in quell’espressione “ti amo” rivela la grandezza della comunicazione che Dio fa di se stesso. In quel momento è Dio che ama l’uomo, a lui si comunica in modo creativo per stabilire una profonda comunione nella vita divina, ma Dio amando l’uomo in stile divino non riesce ad interpellare l’uomo, che si avverte su un altro piano.

Infatti l’amore di Dio è così alto che l’uomo non avverte la grandezza di questa rivelazione, per cui Pietro risponde con entusiasmo “ti voglio bene” perché non ha capito la grandezza del rivelarsi dell’amore di Dio. Non avvertiamo l’incontro tra la sensibilità divina e la mentalità umana.

È un po’ un dialogo tra una grandezza che si rivela e l’uomo che non si lascia interpellare.

Nel terzo passaggio avviene il grande cambiamento: Gesù non dice più “mi ami “-, ma  “Pietro, mi vuoi bene?”

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8 aprile 2013

II DOMENICA DI PASQUA – DIVINA MISERICORDIA – ANNO C – 07 Aprile 2013

Filed under: d. Aprile 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 20:04

Letture: At 5,12-16 Ap 1,9-11. 12-13. 17-19 Gv 20, 19-31

OMELIA

logo-divina-misericordiaL’esperienza del Risorto ci ha introdotti nella sua sensibilità, ne abbiamo acquisito la mentalità e, di riflesso, abbiamo goduto d’essere uomini nuovi.

La novità che il Risorto ci regala oggi acquista un maggior significato attraverso il dialogo che poco fa abbiamo registrato tra Gesù risorto e i suoi discepoli.

Gesù, apparendo loro, dà lo Spirito e li invia dicendo: “Perdonate il peccato”.

La novità che il Cristo porta nella storia è la novità dello Spirito Santo. E’ molto bello stabilire un rapporto tra il gesto che Gesù questa mattina pone sui discepoli e l’atto con il quale Dio ha creato l’uomo.

Nel momento in cui Dio ha creato l’uomo ha immesso in lui il suo soffio: l’uomo è il respiro di Dio!

Questa esperienza assume la sua pienezza nell’evento della Pasqua: il soffio di Dio Padre diventa il soffio di Cristo “Ricevete lo Spirito Santo”  ricevete la novità di Dio, entrate nella sintonia con il suo mistero, diventate quell’uomo nuovo pensato fin dall’eternità.

Ma come mai Gesù apparendo ai discepoli coniuga l’esperienza dello Spirito – che è novità di vita – con il perdono dei peccati?

Dobbiamo sempre ricordare a noi stessi che lo Spirito Santo è il perdono dei peccati, perché lo Spirito Santo è l’anima della novità alla quale noi siamo chiamati.

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