Omelie di Mons. Antonio Donghi

2 dicembre 2009

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO ANNO C – 29 Novembre 2009

Filed under: f. Novembre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 23:11

Letture del giorno: Ger 33,14-16 1 Ts 3,12-4,2 Lc 21,25-28.34-36

Scarica il file completo dell’omelia

OMELIA

La solennità di domenica scorsa ci ha introdotti nella pienezza della nostra vita.

Contemplare la signoria di Cristo da cui fluisce la vita dell’uomo e a cui ogni cristiano continuamente tende è godere del vero gusto della vita.

Di fronte a questo orizzonte l’uomo si scontra sempre con la propria povertà storica; l’esistenza è un coniugare in modo continuo il gusto di una pienezza che è la presenza trinitaria di Dio nella nostra storia e, dall’altra, la povertà continua che qualifica la nostra esistenza.

Ecco perché il tempo dell’ Avvento è il tempo nel quale l’uomo ritrova il realismo della sua esistenza: nella grande Luce che è la pienezza di Dio l’uomo si ritrova un povero con il quale Dio ama dialogare.

L’esperienza dell’Avvento è il dialogo storico – salvifico fra Dio che entra nella comunicazione dell’uomo e l’uomo che, nella propria povertà, entra in dialogo con Dio. Nel buio della storia che affligge continuamente l’umanità la luce, che è la presenza del Signore nella nostra esistenza, è quel calore, quell’energia, quella capacità di camminare che ci dice che se anche la storia può schiacciare la nostra esistenza, nella Luce che viene dall’alto, noi continuamente ritroviamo il respiro.

Il tempo dell’Avvento è la scuola per costruire in modo continuo questo meraviglioso dialogo. Non per nulla,  il brano evangelico di questa mattina – in parte ridetto dal salmo responsoriale – ci ha detto di guardare verso l’alto in una storia che nella sua oscurità ci sta schiacciando nell’esperienza umana/terrestre, l’Avvento ci dice di guardare in alto perché, guardando in alto, rompiamo quella chiusura dell’io che è fonte di oscurità per entrare nel mistero della Luce.

Se noi riuscissimo a costruire la nostra vita come un dialogo non avremmo mai timore davanti alle nostre fragilità, ai limiti che ci accompagnano continuamente, perché li rivedremmo in quella Luce.

L’uomo non riesce a camminare nella storia perché tante volte non ha il coraggio di dialogare con quella Luce che penetra nella sua esistenza e perciò si rinchiude nelle proprie paure, nelle proprie fragilità, nei propri limiti. Anche davanti al dramma della sofferenza, che è un grosso interrogativo per l’uomo storico, l’uomo lasciandosi inondare da quella Luce si accorge che anche la sofferenza è redenzione, è purificazione verso una pienezza….di fronte agli interrogativi che tante volte la fede ci pone dinnanzi, ecco questo dialogo ci conduce ad affermare: Dio è veramente con noi! Non intendo, non capisco, ma Lui è nella mia vita!

(more…)

Annunci

21 novembre 2009

NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO, RE DELL’UNIVERSO – 22 Novembre 2009

Filed under: f. Novembre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 15:22

Letture del giorno:  Dn 7, 13-14 Ap 1, 5-8 Gv 18, 33-37

Scarica il file completo dell’omelia

 

OMELIA

Il cammino nel tempo ci ricorda ogni giorno la costante attrazione verso la meta della nostra esistenza: conoscere pienamente il Cristo nostro Signore e contemplare eternamente il Padre. Questa tensione è viva ogni giorno nel nostro spirito: è l’anima di ogni discepolo.

L’apertura sull’infinito non ci distoglie dalla storia, ma infonde continue energie per costruire ogni frammento di vita nella vera speranza della gloria; anzi, ci impedisce di atrofizzarci in un presente chiuso in se stesso, che non sa più amare il suo passato e non riesce più a desiderare una pienezza di significato da offrire allo scorrere inesauribile del tempo.

La festa di oggi ci introduce nella certezza che il nostro proiettarci verso la pienezza della gloria non è un’illusione. Davanti al nostro sguardo appare la luce che riempirà di esultanza le nostre persone per tutta l’eternità. Infatti veniamo introdotti nella gustazione nella nostra piena immersione nella personalità di Gesù: “Cristo, centro del cosmo e della storia, signore del mondo e compimento di ogni desiderio di vita”.

La parola odierna del Maestro ci aiuta ad intuire questa meta, dicendoci che nella persona di Gesù sofferente e glorioso la signoria di Dio si rivela in pienezza. Se infatti vogliamo cogliere il luogo per eccellenza della regalità di Cristo, lo possiamo avvertire entrando nel mistero della sua passione e della sua crocifissione come ci è stato detto nel vangelo: “Io sono re”.

In quel “Io sono” riscopriamo in modo continuo la convinzione che siamo profondamente radicati in lui, poiché egli è il respiro del nostro respiro, la luce che ci inebria in ogni istante di quella pienezza di vita che progressivamente facciamo nostra.

Il culmine di questo percorso che ci immette nella regalità del Cristo è dato dalla sua passione gloriosa. E’ dalla croce che Gesù ha regnato perché tutti gli uomini volgessero in modo continuo lo sguardo a lui e ne accogliessero quella pienezza di vita che disseta ogni sete di verità presente nel cuore umano. Come siamo nati nell’ottica del Cristo,  è a lui che dobbiamo continuamente volgere lo sguardo, poiché solo da lui possiamo attingere e comprendere il significato della nostra vita quotidiana.

L’esperienza della regalità del Cristo è compresa in questo cammino terreno solo da coloro che si lasciano prendere dalla contemplazione del suo volto e forgiare dal suo spirito per essere creature sempre più nuove. Nella fede risentiamo infatti in modo continuo quella bella espressione di Gesù: “ Ecco io faccio nuove tutte le cose”.

Chi fissa lo sguardo su Cristo avverte penetrare nelle fibre della propria persona la novità dello spirito del Risorto. In questa progressiva immedesimazione nella interiorità del Maestro, il discepolo ne avverte la piena signoria.

(more…)

17 novembre 2009

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 15 Novembre 2009

Filed under: f. Novembre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 22:56

Letture del giorno:  Dn 12,1-3                   Eb 10,11-14.18                      Mc 13,24-32

Scarica il file completo dell’omelia

OMELIA

La Chiesa in questo tempo ci sta lentamente educando a quella visione di gloria nella quale ognuno di noi è chiamato ad entrare. La gioia dell’appartenenza a Dio e della comunione con i Santi, l’atteggiamento di gratitudine che avvolge chiunque viva solo del Signore, ci porta oggi a riscoprire il desiderio della gloria futura.

Il Signore è in noi e questa presenza del Maestro è la certezza che la meta della nostra vita è in Lui, vedere eternamente il Padre faccia a faccia.

E’ la grande aspirazione presente in ciascuno di noi. Se ci ponessimo la domanda quale sia la meta della nostra storia, la risposta è molto semplice: vedere  eternamente il Signore.

E’ quel fascino nel quale la Chiesa vuole introdurci e nel quale elaborare quotidianamente la nostra speranza. Questo cammino non è un’ illusione, perché noi siamo nel Maestro.

Nel momento in cui nell’atto di fede siamo diventati sua proprietà, noi siamo già da ora in quella grande luce nella quale Egli abita: la gloria del Paradiso.

Ecco perché il cristiano nell’itinerario della sua storia ha sempre questo intenso desiderio di pienezza di visione , perché lì ogni desiderio sarà veramente e pienamente realizzato.

Davanti a questo respiro che ci avvolge, che cosa Gesù, questa mattina ci vuole insegnare perché possiamo dilatare questo desiderio di vedere il Signore faccia a faccia?

Penso che nel testo evangelico emergano due connotazioni estremamente interessanti: il non sapere quando il Signore verrà e, secondo, vivere l’attesa nel travaglio. Sono due possibili sottolineature che Gesù questa mattina nel brano evangelico ci vuole regalare.

(more…)

12 novembre 2009

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 08 Novembre 2009

Filed under: f. Novembre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 00:37

Letture del giorno:  1 Re 17,10-16             Eb 9,24-28                 Mc 12,38-44

Scarica il file completo dell’omelia

OMELIA

Chiesa SposaLa solennità di tutti i Santi ci ha introdotto nella consapevolezza che apparteniamo alle tre Persone divine in una comunione che diventerà gaudio per tutta l’eternità.

Questo sfondo di gloria futura ci affascina continuamente poiché in questo orizzonte troviamo il senso portante di ogni istante e l’autentica e feconda speranza in ogni tormento della vita. Gustare l’eternità fin da adesso è cantare la speranza, coraggio nel buio, per realizzare questa meta.

Oggi il Signore ci dà un esempio perché tale esperienza possa essere autentica nel cammino della nostra vita; l’esempio ci è offerto dall’immagine di quella vedova che ci propone un cammino perché possiamo crescere in questa esperienza di eternità che sarà il compimento – appagamento di ogni nostro umano desiderio.

Ecco alcuni elementi che ci possono stimolare partendo dalla narrazione evangelica innanzitutto: perché l’elogio nei confronti di questa vedova? Se esaminiamo attentamente l’immagine della vedova cogliamo che, la vedova, vive in se stessa un vuoto radicale perché, in certo qual modo, la sua vita l’ha elaborata con qualcuno che è stato il senso della sua storia e quindi, la vedova, è una persona che si sente depauperata nel cammino dell’esistenza.

Questa vedova l’evangelista la colloca nel tempio poiché ella è l’immagine di ogni discepolo che non può più vivere senza il suo Signore. Nell’immagine della vedova noi cogliamo una profonda professione di fede: ella va al tempio perché la pienezza della sua vita è stare alla presenza di Dio.

Infatti il discepolo può vivere senza il Maestro? Il cristiano può costruire la sua storia se non in intima unione con Cristo Signore?…per cui, ognuno di noi, è in quella vedova perché le realtà della storia non appagano la nostra vita, le realtà della storia sono fuggevoli, sono contingenti, sono un piccolo frammento: il credente è se stesso quando è con il suo Signore.

Ecco perché ognuno di noi quando entra nel tempio della gloria di Dio – fin da adesso –  è se stesso.

Il dialogo con il nostro Maestro ci dà “la gioia della nuzialità”: senza il Maestro non possiamo vivere.

Ecco la prima sfaccettatura che dovremmo riuscire a cogliere nel nostro itinerario verso il Paradiso: avere il senso di un vuoto sacramentalmente ricolmato da una Presenza, l’immagine del tempio del Signore. Questa donna va al tempio nella coscienza radicale della propria povertà dove la povertà è il linguaggio dell’uomo che desidera la pienezza.

(more…)

Older Posts »

Blog su WordPress.com.