Omelie di Mons. Antonio Donghi

27 agosto 2012

XX DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 19 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:42

Letture: Pr 9,1-6 Ef 5,15-20      Gv 6, 51-58

OMELIA

La bellezza, nel cammino della fede, ci ha fatto gustare la presenza di Cristo dentro di noi.

Una presenza che ci ha introdotto nella pregustazione dell’eternità beata poiché, chi crede, è già passato da questa all’altra vita.

Gesù tuttavia, davanti a questa vocazione primaria e fondamentale dell’uomo alla fede, oggi ci fa fare un passo più avanti: la bellezza della fede deve diventare linguaggio, la coscienza dell’ inabitazione di Cristo in noi deve diventare una relazione sacramentale.

Ecco perché Gesù ha detto: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io in lui”.

La vita di fede deve diventare mangiare e bere.

L’io totalmente imbevuto della presenza del Signore deve condividere il Corpo e il Sangue del Signore.

Ma cosa vuol dire nel linguaggio di Gesù, mangiare la sua carne e bere il suo sangue, nell’esperienza del segno?

E allora è importante riuscire a intuire cosa vogliano dire quelle espressioni: mangiare e bere….poiché, in queste due parole, noi troviamo il linguaggio – attraverso il quale – la bellezza e la fecondità della fede diventano un mistero che ci trasfigura.

Se guardiamo attentamente cosa significhi la coppia “mangiare-e-bere” potremmo trovare due significati: l’uomo brama mangiare e bere perché ama la vita. Il principio di fondo del mangiare e del bere è il vivere….. quindi, quando l’uomo desidera mangiare e bere, in quel momento, dice nel linguaggio concreto che desidera vivere!

Di riflesso, quel mangiare quel bere nutre, ravviva, rafforza questo desiderio della vita.

Gesù dicendoci che dobbiamo mangiare sacramentalmente il suo Corpo e bere sacramentalmente il suo Sangue ci dice che il senso della nostra storia è quella vita eterna… e quella vita eterna deve essere continuamente alimentata dalla realtà del mangiare e del bere.

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18 agosto 2012

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – 15 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 10:54

Letture: Ap 11,19; 12,1-6.10 1 Cor 15,20-26     Lc 1,39-56

OMELIA

La Chiesa in questo tempo ci fa percorrere un itinerario spirituale per aiutarci a crescere nell’esperienza della fede.

Davanti ai grandi orizzonti che essa offre, quali il primato dell’Invisibile rispetto al visibile e la continua attrazione operata dal Padre per consegnarci a Cristo suo figlio, noi possiamo cadere nella tentazione di ritenere questo discorso troppo alto.

Allora la Chiesa oggi, attraverso la figura di Maria Santissima assunta in cielo, ci vuole offrire la soluzione per cogliere come l’esperienza della fede sia un’esperienza che val la pena di essere vissuta.

Infatti possiamo, usando le immagini e le parole di Elisabetta, anche noi essere stupiti da quell’affermazione: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”…. Maria è per eccellenza la donna credente.

Se è vero che la bellezza della fede è ritrovare il gusto della nostra umanità, la bellezza della fede è collocare la nostra vita in un cammino di eternità; infatti, quello che avviene in Maria, deve essere presente nel nostro spirito e, come Maria è stata la donna che nella fede ha dato ospitalità a Dio, anche noi, nel nostro cammino quotidiano, siamo chiamati a dare ospitalità a Dio con la conseguenza che, come Maria è stata ospitata nella Gerusalemme del cielo, così anche noi possiamo essere ospitati nella luminosità del paradiso; chi dà ospitalità a Dio nel tempo diventa ospite di Dio nell’eternità beata.

Ma cosa vuol dire che, nella fede, diamo “ospitalità a Dio”?

Il cammino che stiamo percorrendo ci ha fatto intravedere che credere non è il luogo per capire o non capire….. ma la bellezza della fede è spalancare la propria esistenza alla venuta del Signore, è spalancare la nostra esistenza al Signore con tutte le nostre caratteristiche….. tante volte noi pensiamo che la fede sia un fatto di intelligenza o sia un fatto di volontà.

Ora, la fede, se nel suo significato più profondo è aprire la nostra esistenza a Dio che viene, lasciarlo abitare nella nostra persona, noi ci accorgiamo che tutte le nostre facoltà sono imbevute della divina Presenza.

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XIX DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 12 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 10:49

Letture: 1 Re 19,4-8 Ef 4,30-5,2     Gv 6,41-51

OMELIA

In queste domeniche Gesù ci sta educando all’esperienza fondamentale della nostra vita cristiana: l’esperienza della fede.

E per introdurci in questa affascinante avventura, dopo averci fatto cogliere l’abbondanza della sua Presenza in mezzo a noi attraverso la moltiplicazione dei pani, ci ha detto che in essa dobbiamo vedere un segno.

Non possiamo accedere a Gesù che sfama e disseta ogni uomo se non entriamo nell’esperienza dell’Invisibile; poiché, ciò che Gesù compie, è segno del regalarsi della sua Presenza a ciascuno di noi.

Ma questa mattina Gesù vuole aiutarci a fare un passo ulteriore…. non solo dobbiamo vivere dell’Invisibile, per poter rendere feconda la fede, ma dobbiamo intravvedere come l’esperienza della fede sia un atto della gratuità di Dio.

Gesù, infatti, nel testo evangelico ci ha detto: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato. Sta scritto nei profeti : “e tutti saranno istruiti da Dio”.

La bellezza della fede è entrare nell’azione gratuita di Dio che ci attira………

Infatti, abbiamo notato come nel testo evangelico Gesù ripeta continuamente l’espressione: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo” e in questa espressione “disceso dal cielo” ci stimola a percepire che l’esperienza della fede e della conoscenza di Gesù scaturisce dall’essere attirati da colui che ha mandato Cristo Gesù.

La fede è un processo di attrazione nel mistero del Padre poiché credere è nascere continuamente da Dio!

Gesù stesso, nell’ultima cena, ci ha detto che: “senza di me non potete far nulla”….. l’esperienza della fede è un atto della gratuità di Dio,  il Padre…… quando noi entriamo in un autentico cammino di fede, dobbiamo prendere consapevolezza che noi siamo attirati e guidati.

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6 agosto 2012

IIX DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 05 Agosto 2012

Filed under: h. Agosto 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:09

Letture: Es 16,2-4.12-15 Ef 4,17.20-24 Gv 6,24-35

OMELIA

Gesù, dopo aver sfamato le folle, riempie quelli che lo hanno seguito del desiderio di poter continuamente accogliere questo cibo. Gesù ci dice questa mattina che chi lo accoglie, lo segue e fà di lui il senso della vita è un uomo veramente realizzato.

“Chi viene a me non avrà fame, chi viene a me non avrà sete… e mai!” perché Gesù è il compimento di ogni umano desiderio; la bellezza di seguire Gesù è realizzare quell’uomo nuovo di cui ci ha parlato l’apostolo Paolo; l’immagine del mangiare e del bere è un’immagine alla quale Gesù si richiama partendo dal miracolo della moltiplicazione dei pani per dire agli uomini: chi incontra me è uomo realizzato e, quanto più – dice Gesù – voi rimarrete nella mia influenza e, vivrete la mia Presenza, la vostra umanità maturerà continuamente.

Perché la fede alla quale Gesù questa mattina ci chiama è il compimento dell’uomo.

L’uomo non è chiamato a credere, quasi che la fede fosse una sovrastruttura della nostra identità umana, ma la bellezza e la profondità della fede è il compimento della nostra natura umana.

Potremmo stabilire una forte equazione: quanto più credi, tanto più hai il gusto della vita.. e quanto più puoi avere il gusto della vita, tanto più devi entrare nell’esperienza della fede.

Ora questo orizzonte, che dovrebbe affascinare la nostra esistenza per cui incontrando Gesù non abbiamo più né fame né sete perché noi siamo creature realizzate, si costruisce attraverso un particolare sul quale Gesù questa mattina ci chiama a riflettere attraverso il dialogo che si stabilisce tra quelli che lo stanno cercando e le espressioni di Gesù: quelle persone stanno cercando il pane corporeo, Gesù dà il segno.

“Voi mi cercate per il pane che avete mangiato, ma io vi dò il segno di qualcosa di più grande” ed allora è importante cercare di comprendere cos’è questo segno al quale noi continuamente siamo chiamati, in modo che entrando nel segno, noi possiamo gustare la nostra umanità.

Ma che cos’è il segno?

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