Omelie di Mons. Antonio Donghi

3 febbraio 2014

III DOMENICA T.O. – ANNO A – 26 Gennaio 2014

Filed under: a. Gennaio 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:31

Letture: Is 8,23b-9,3 1 Cor 1,10-13.17 Mt 4,12-23

OMELIA

chiamata_apostoliGesù è la luce e la gioia dell’uomo.

Il testo che abbiamo ascoltato dal profeta Isaia e che l’evangelista Matteo pone all’inizio del ministero pubblico di Gesù ci fa chiaramente intendere che incontrare Gesù, incontrare la sua storia, incontrare il suo ministero è essere nella luce poiché, nel grande mistero dell’evento della salvezza, Gesù è la luce gioiosa che investe ogni un uomo.

Infatti, abbiamo notato come questo apparire della luce che è Gesù, compimento dell’Antico Testamento, è il manifestarsi di un uomo che guarisce l’uomo, che annuncia la novità del mondo, regala la salvezza perché l’uomo sia una creatura nuova. sia veramente e pienamente se stesso.

Ma al di là di questo linguaggio, cosa vuol dire che Gesù è la luce gioiosa dell’uomo che guarisce? E allora se entriamo nel profondo della personalità del Maestro scopriamo una grossa verità: Gesù ha talmente fiducia dell’uomo da guarirlo.

La bellezza di questa luce che appare nelle tenebre è il canto di Dio che vede la positività dell’uomo. Il guarire, che nasce da un predicare, vive di questa convinzione all’interno del Dio fatto uomo. L’uomo, in qualunque situazione possa trovarsi, è il capolavoro della fiducia di Dio. Ricordiamoci sempre che l’agire di Gesù è un agire sacramentale che ha fiducia della creatura, è un porsi pienamente umano per dire qualcosa all’uomo e dargli respiro. Nel momento in cui Gesù parla, dialoga, guarisce, afferma che vuole generare a vita nuova l’uomo perché l’uomo in se stesso ha le possibilità per essere il suo capolavoro.

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BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A – 12 Gennaio 2014

Filed under: a. Gennaio 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:48

Letture: Is 42,1-4.6-7 At 10,34-38 Mt 3,13-17

OMELIA

410px-Piero,_battesimo_di_cristo_04Dio si è fatto uomo in Gesù perché ogni uomo potesse rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre”.

Il cristiano quando col cuore e con le labbra dice “Padre” gode l’autenticità della propria vita poiché in quel momento il battezzato si ritrova nella fonte della propria storia.

Non per niente il paradiso sarà un vivere eternamente questa esperienza di “Dio Padre”.

Davanti a questa grande meta alla quale siamo chiamati ecco che il Padre, oggi, perché possiamo realizzare questa meta, ci presenta il suo Figlio: “Questi è il mio figlio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento”.

Dio Padre, volendo che realizzassimo la nostra identità e potessimo giungere a contemplarne il volto, ci regala il suo figlio Gesù.

Gesù è il dono del Padre perché possiamo, in ogni frammento dell’esistenza, godere un’intensa relazione amativa con il Padre! È la bellezza dell’esperienza della rivelazione: le cose grandi a cui siamo chiamati scaturiscono tutte dalla gratuità feconda di Dio.

Infatti, chi è Gesù, nell’affermazione che l’evangelista questa mattina ci offre? E allora la prima immagine che appare al nostro orizzonte è: questi è il mio figlio!

Ora, cosa vuol dire essere figlio? È il mistero nel quale questa mattina veniamo introdotti poiché l’esperienza di Gesù possa veramente imprimersi nella nostra vita: il Figlio è colui che incarna l’inesauribile fecondità e bellezza del Padre.

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9 gennaio 2014

EPIFANIA DEL SIGNORE – ANNO A – 06 Gennaio 2014

Filed under: a. Gennaio 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:14

Letture: Is 60,1-6 Ef 3,2-3-6 Mt 2,1-12

OMELIA

Adorazione-dei-Magi-Hieronymus-BoschLa grandezza dell’evento dell’incarnazione si scopre attraverso l’apertura sull’esperienza della paternità di Dio.

Il cristiano conosce veramente l’esperienza della novità della storia quando, in Cristo Gesù, si rivolge a Dio chiamandolo “Padre”. Questa esperienza della paternità di Dio a cui siamo continuamente chiamati passa attraverso la conoscenza di Gesù.

Dicevamo ieri: “Dio mai nessuno l’ha mai visto; il Figlio unigenito che è nel seno del Padre lui ce lo ha rivelato”. Il Verbo si è fatto storia perché in Gesù potessimo dire: Padre! Questo cammino presuppone che il cristiano si ponga continuamente alla ricerca del mistero di Cristo, solo in lui , con lui e come lui possiamo avere accesso al volto del Padre. Nella festa di oggi ci accorgiamo come la storia sia un dialogo tra il manifestarsi del mistero nascosto da secoli in Dio e l’umanità che si mette in cammino.

È la bellezza della vita cristiana che è itinerario continuo di relazione eternità-storia, per vivere il dialogo che Dio vuol stabilire con l’uomo perché l’uomo, entrando nel mistero di Cristo, si rivolga al Padre con la sensibilità del Maestro divino.

Ci chiediamo allora qual sia il dinamismo che troviamo in questo cammino. Intuiamo allora come  emergano tre momenti per riuscire ad avvertire il senso di questo cammino:

  • la ricerca della verità,

  • il gusto della fede,

  • la vivacità dell’amore.

È un trinomio che anima il percorso esistenziale del cristiano quando questi si pone in cammino per raggiungere il Signore. Questo elemento è rappresentato dalla ricerca della verità.

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II DOMENICA DOPO NATALE – ANNO A – 05 Gennaio 2014

Filed under: a. Gennaio 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:11

Letture: Sir 24,1-4. 12-16 Ef 1,3-6. 15-18 Gv 1,1-18

OMELIA

Grande_PasquaLa bellezza dell’incarnazione è Dio che entra in dialogo con l’uomo perché l’uomo possa ritrovare la propria identità. Questa visione che l’esperienza del Natale ci ha offerta, racchiude la sua profondità attraverso la parola che questa mattina Gesù ci vuole rivolgere: nel Verbo che si è fatto carne, Dio ha creato la relazione con l’uomo per collocare l’uomo nel mondo di Dio.

È il messaggio che possiamo cogliere dalla parola di questa mattina poiché la bellezza dell’uomo è essere nel mondo di Dio.

Usando un’immagine, Dio è entrato nella storia per trasportare l’uomo nella grandezza di Dio.

Questo si ritraduce nell’affermazione con la quale si conclude il Vangelo di questa mattina che ci rivela una caratteristica del mondo di Dio che dovrebbe sempre più affascinarci: la paternità di Dio.

Gesù è entrato nella storia per dirci che Dio è padre.

Quando entriamo in questa immagine, dobbiamo avere come criterio iniziale il non lasciarci condizionare dall’immagine della paternità umana. Quando parliamo di Dio, dobbiamo sempre legarci sicuramente a delle immagini perché Dio, per natura sua, è incomprensibile. Se Dio fosse comprensibile secondo la mentalità degli uomini, non sarebbe più Dio. Le immagini sono come delle note musicali che ci aprono sul mondo inesauribile della rivelazione divina. Quando entriamo nel mondo di Dio, e Gesù ci vuole introdurre nel mondo di Dio, siamo raggiunti dall’immagine della paternità di Dio. Il nostro tentativo è quello di cercare di approfondire questa immagine innanzitutto partendo dall’esperienza di Gesù e, di riflesso, giungere alla nostra esperienza.

Se guardiamo attentamente il Vangelo di Giovanni, intuiamo come Gesù viva sempre del Padre e nel Padre.

Per lui vivere del Padre vuol dire essere in continua comunione con lui, perché la paternità è un’esperienza diuturna di comunione. Quando Gesù parla del Padre ci offre una interessante e meravigliosa affermazione: “io e il Padre siamo una cosa sola”. La paternità di Dio è un mistero inesauribile comunione. Il rapporto Padre-Figlio è il criterio della vita di Gesù con la conseguenza che Gesù compie sempre e solo le opere del Padre. Per Gesù il senso della paternità di Dio era incarnare in modo continuo e inesauribile l’affascinante amore che lo legava al Padre per incarnarne l’amore per l’umanità.

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