Omelie di Mons. Antonio Donghi

30 marzo 2015

I DOMENICA QUARESIMA – Anno B – 22 Febbraio 2015

Filed under: b. Febbraio 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 21:01

Letture: Gen 9,8-15 1Pt 3,18-22 Mc 1,12-15

OMELIA

10Il cristiano è un ricercatore infaticabile del volto di Cristo poiché attraverso questo percorso riscopre ogni giorno l’identità di essere discepolo. È la bellezza dell’itinerario quaresimale che ci stimola a riscoprire cosa significhi essere cristiani.

Se questo è il criterio che ci affascina e ci attira ogni giorno nel tempo della Quaresima tale vocazione risulta ancor più evidente: siamo chiamati a riscoprire la vocazione di discepoli attraverso quel meraviglioso dialogo tra la storia di Dio e la nostra storia umana.

Gesù, questa mattina, ci aiuta ad entrare in questa vocazione d’ essere discepoli attraverso il testo della prima lettura di Pietro che mette in luce la profondità esistenziale del discepolo. In una struttura letteraria che mette in luce l’identità di Gesù riscopriamo la nostra vocazione battesimale. L’uomo, come è immerso profondamente nell’acqua del rito battesimale, così nella sua esistenza è profondamente immerso nella storia di Dio. Il cristiano è la vivente storia di Dio: è la bellezza d’essere discepoli!

Il discepolo è colui che ha il gusto di respirare la storia di Dio per esserne un segno vivo.

Quando ci poniamo la domanda cosa voglia dire essere cristiani l’aspetto che dobbiamo immediatamente evidenziare è riscoprire il mistero che è ognuno di noi e, il mistero che è ognuno di noi, è essere immersi nella storia di Dio. Quando ci poniamo la domanda circa la nostra identità dobbiamo sempre rispondere: sono la storia di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.

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VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B – 15 Febbraio 2015

Filed under: b. Febbraio 2015 — papolino25 @ 20:56

Letture: Lv 13,1-2.45-46 1Cor 10,31-11,1 Mc 1,40-45

OMELIA

gesu_e_il_lebbrosoIl cammino della nostra imitazione di Cristo ci ha condotti domenica scorsa a contemplare la libertà di Gesù davanti alla storia. Il Cristo è talmente in comunione con il Padre e con gli uomini da percorrere l’esperienza quotidiana in una grande libertà interiore non lasciandosi condizionare dalle situazioni storiche . Questa libertà che avvolge Gesù, diventa principio di liberazione dell’uomo, è l’episodio evangelico che poc’anzi abbiamo ascoltato: Gesù dà libertà al lebbroso. Infatti, parlare di un lebbroso, è parlare di una persona sostanzialmente non realizzata, il lebbroso a causa della malattia – che è una malattia contagiosa – non può vivere il rapporto con gli altri, vive da segregato e quindi non realizza la sua vocazione umana di essere in relazione con i fratelli. Dio creando l’uomo disse: “Non è bene che l’uomo sia solo”.

L’uomo è essenzialmente comunione.

Gesù davanti a quest’uomo che, a causa della sua situazione non può vivere la sua relazionalità perché vive in stato di schiavitù, gli offre la libertà. In quella affermazione “Lo voglio, sii guarito” Gesù porta quell’uomo emarginato, schiavo dei suoi limiti, estraneo alla storia, in una esperienza di intensa comunione.Gesù uomo libero dà libertà agli uomini.

È’ la bellezza all’interno del cammino di fede. La bellezza del cammino di fede si incarna nel regalare libertà ai fratelli, ponendo essi stessi in una visione di relazionalità autentica.

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