Omelie di Mons. Antonio Donghi

27 maggio 2011

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A – 22 maggio 2011

Filed under: e. Maggio 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 20:47

Letture : At 6,1-7 1 Pt 2, 4-9 Gv 14, 1-12

OMELIA

Il cristiano seguendo il Cristo, porta delle pecore, riscopre sempre più il dono della libertà e gode la fecondità inesauribile di Dio.

Questo ampio orizzonte che Gesù ci aveva delineato domenica scorsa oggi viene ulteriormente approfondito perché, l’Evangelista, ci colloca ad uno dei punti centrali dell’esperienza della fede  – punti centrali che tante volte l’uomo non riesce ad intendere –  ma che è la condizione per poter camminare ogni momento nella speranza della vita.

Gesù, per introdurci in questa meravigliosa esperienza, ci pone dinnanzi tre passaggi che dovrebbero così alimentare la nostra speranza e donarci l’entusiasmo della vita.

Innanzitutto dobbiamo prendere coscienza che noi abitiamo nel Signore.

Gesù ci ha detto chiaramente che nella storia non dobbiamo avere alcun timore perché nel suo mistero di morte e risurrezione noi ormai stiamo abitando in Lui. E’ la stessa immagine che abbiamo ascoltato dalla prima lettera di Pietro: “Noi siamo pietre vive fondate sulla pietra viva e la pietra viva è il Cristo risorto”.

L’uomo nel cammino della sua esistenza ha questo unico riferimento: abito nel Risorto.

Questa verità dovrebbe essere così profonda nel nostro Spirito che – se per paradosso – qualcuno ci chiedesse dove abitiamo, dovremmo rispondere che abitiamo nel Risorto. E’ la grandezza della nostra vita!

Noi siamo radicati in lui e in lui, noi, istante per istante, esistiamo: “il posto” di cui Gesù ci ha parlato è niente altro che la sua persona gloriosa.

Oggi, nel Signore, abbiamo il nostro posto perché la nostra esistenza è totalmente radicata in lui. Ecco perché il cristiano, in qualunque istante della vita, commenta continuamente a sé stesso queste congiunzioni: “sono in lui e in lui l’eternità è già cominciata” per ciascuno di noi….. è questione solo di calendario.

(more…)

Annunci

16 maggio 2011

IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO A – 15 maggio 2011

Filed under: e. Maggio 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 21:27
Letture : At 2,14.36-41 1 Pt 2, 20b-25 Gv 10,14
OMELIA

Il rapporto con il Risorto che siamo chiamati a costruire ogni giorno ci porta a vivere la stessa esperienza degli Apostoli così come gli Atti che la comunicano: una forte esperienza di libertà.

Gli Apostoli seguendo intensamente il Maestro, nella potenza dello Spirito Santo, non fanno niente altro che gridare la loro libertà interiore annunciando il Vangelo.

Gesù questa mattina facendoci ritrovare insieme nello Spirito Santo vuol regalarci la sua libertà e ce la vuol regalare attraverso un’immagine che poco fa abbiamo ascoltato dal testo evangelico: egli è la porta delle pecore e le pecore entrano, escono e trovano abbondanza di pascolo.

Gesù, porta della pecore, è la fonte della libertà degli discepoli per cui è importante ritrovare il senso di questa immagine :“Io sono la porta delle pecore” per poter, noi stessi, scoprire la bellezza della vera e autentica libertà.

Infatti, mentre ascoltiamo questa immagine di Gesù: “Io sono la porta delle pecore”, al nostro cuore emerge in modo molto chiaro un’altra immagine cara all’Antico Testamento: la porta chiusa dopo il peccato originale.

Dopo il peccato originale la porta del paradiso si è chiusa, gli uomini sono stati portati nel dramma della storia e nella schiavitù della loro situazione. L’uomo chiamato a libertà nel giardino dell’Eden, a causa del peccato è uscito dal giardino… la porta è rimasta chiusa e ben custodita…. gli uomini sono entrati nell’oscurità della storia.

Gesù, questa mattina, ci dice che quella situazione ormai è superata perché, nella sua morte e resurrezione, la porta è stata aperta ed Egli è entrato nell’esperienza della Vita e, chi lo segue e lo conosce, gode della sua stessa libertà.

(more…)

10 maggio 2011

III DOMENICA DI PASQUA – ANNO A – 08 maggio 2011

Filed under: e. Maggio 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 19:30
Letture : At 2,14.22-33 1 Pt 1,17-21 Lc 24,32
OMELIA

Il tempo di Pasqua vuole aiutarci progressivamente a comprendere che il Signore è in mezzo a noi e noi lo possiamo veramente vedere perché la nostra fede sia veramente radicata in lui.

Alla luce del brano ascoltato, desiderando fare questa esperienza del Risorto come criterio della nostra vita, Gesù, attraverso l’episodio dei discepoli di Emmaus, ci vuole aiutare ad entrare in questa esperienza del vedere il Maestro.

Il percorso che l’Evangelista ci offre può essere evidenziato in tre passaggi nei quali Gesù, lentamente, prepara quei discepoli a quell’incontro nel quale egli svelerà la sua persona: – Gesù si accosta ai due discepoli di Emmaus; – mediante il rimprovero rivela loro il senso delle Scritture; – essi dopo il dialogo/ascolto con il Maestro non possono più vivere senza di lui.

Innanzitutto il primo aspetto è questo accostarsi di Gesù ai discepoli i quali, si lasciano invadere dalla sua persona.

Infatti, come hanno fatto a passare da una condizione di tristezza a una condizione di gioia, da una chiusura dei loro pensieri in quel discutere e conversare continuamente, all’esultanza di correre ad annunciare l’evento della resurrezione? Il tutto si colloca in questo inizio di incontri.

I discepoli avrebbero potuto dire al forestiero: “Perché ti intrometti nelle nostre dialettiche, nelle nostre tristezze, nei nostro interrogativi?” …ma hanno avuto il coraggio di lasciarsi attirare dal Maestro.

Che cos’è scattato in quel momento?

E’ quello che scatta al momento dell’esperienza della fede: Gesù li ha affascinati, Gesù li ha amati, Gesù li ha attirati.

(more…)

4 maggio 2011

II DOMENICA DI PASQUA E DELLA DIVINA MISERICORDIA – ANNO A – 01 maggio 2011

Filed under: e. Maggio 2011 — papolino25 @ 20:18
Letture : At 2,42-47 1 Pt 1,3-9 Gv 20,1-31
OMELIA

L’esperienza della resurrezione del Signore porta il discepolo ad un intenso desiderio di voler vedere il Maestro.

E’ ciò che è presente in ciascuno di noi: vedere il Signore è il senso di tutta la nostra esistenza.

Questo “vedere” nasce da una relazione che Egli stabilisce con noi perché, attraverso queste viventi relazioni, noi entriamo nel suo mistero e quando entriamo nella sua area di influenza il cuore, come il discepolo che Gesù amava, vede e crede.

Questa mattina, Gesù, attraverso la narrazione del vangelo di Giovanni ci offre una possibile pista per alimentare questo intenso desiderio di voler vedere il Signore.

La pista è espressa dal modo con il quale Gesù appare e dalla relazione che i discepoli vivono davanti alla manifestazione del Maestro.

Gesù “appare”, comunica la sua pace mostrando le mani e il fianco.

I discepoli, di riflesso, nel vedere il Signore che sta mostrando le sue mani e il suo costato sono ricolmi di gioia.

In questa esperienza dialogica possiamo accedere a questa esperienza del vedere il Signore….innanzitutto l’apparire del Maestro, che non è un apparire senza una chiara connotazione storica.

Gesù appare con i segni della Passione: le mani, il costato e nel dialogo con Tommaso, anche i piedi.

Il Gesù che appare è il Gesù che ci rimanda al mistero della sua croce, al mistero del suo amore. In quei segni nel fianco, nelle mani e nei piedi noi troviamo il fuoco dell’amore di Gesù per il Padre e per l’umanità; troviamo il mistero della sua misericordia.

(more…)

Blog su WordPress.com.