Omelie di Mons. Antonio Donghi

30 agosto 2009

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 30 agosto 2009

Filed under: c. Agosto 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 16:32

Letture del giorno: Dt 4,1-2.6-8                Gc 1,17-18.21b-22.27                       Mc 7,1-8.14-15.21-23

OMELIA

Gesu_che_predica

La gioia all’interno della nostra vita è quella di crescere da discepoli che giorno per giorno conoscono il Maestro.

Ecco perché Gesù ci diceva domenica scorsa che dobbiamo continuamente lasciarci attirare a lui cercando di costruire la nostra vita nelle suggestioni dello Spirito Santo. L’uomo è grande perché continuamente è immerso nella vita divina e da essa si lascia continuamente condurre.

Ma dove avviene questo meraviglioso atteggiamento di docilità e di disponibilità nelle mani di Dio? La parola ascoltata questa mattina ci dice il luogo in cui noi cresciamo giorno per giorno nella conoscenza di Gesù:  è il nostro cuore.

Il cuore è il principio dell’agire dell’uomo. Questo è un dato che noi riscontriamo già nell’Antico Testamento quando, attraverso il profeta Geremia, Dio ci dice che egli avrebbe parlato direttamente al cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo è l’uomo.

Infatti le motivazioni che determinano la vita non sono normalmente suggerite dall’intelligenza, ma dal cuore perché il cuore è quel propellente interiore che ci dà la capacità di affrontare il reale in tutta la sua verità e autenticità.

Un cuore ricco compie meraviglie.

Ecco perche Gesù questa mattina ci dice: non guardiamo tanto alle cose esteriori che ci danno l’illusione di essere uomini religiosi, ma guardiamo alle motivazioni del cuore: allora, cosa avviene nel cuore? Il libro del Deuteronomio, sullo sfondo anche del testo di Giacomo, ci dice che nel cuore avviene la percezione delle meraviglie di Dio. Il cuore è il luogo in cui il Signore si rivela, in cui la storia di Dio diventa feconda. Infatti noi potremmo conoscere tutta la storia della salvezza, potremmo avere davanti agli occhi, stando al linguaggio del Deuteronomio, tutte le meraviglie del Signore….. la nostra intelligenza potrebbe conoscere tutto, ma ciò che è nell’intelligenza e non passasse nel cuore non diventa una realtà operativa.

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23 agosto 2009

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 23 Agosto 2009

Filed under: c. Agosto 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 18:03

Letture del giorno: Gs 24,1-2.15-17.18                Ef 5,21-32                  Gv 6,60-69

OMELIA

Trasfigurazione - RaffaelloIl cammino che Gesù ci ha fatto percorrere in queste domeniche ci  ha introdotti progressivamente nella esperienza di quell’eternità beata che è il senso della vita presente ed è il compimento del nostro itinerario umano.

Ascoltando Gesù in queste domeniche abbiamo intuito come il  significato vera della vita sia una tale comunione con il Maestro da sentirci profondamente trasfigurati.

Davanti a questo entusiasmo che sicuramente è affascinante perch è Gesù ha affascinato le folle quando parlava con loro –  in particolare quando parlava ai discepoli –  nasce la domanda che abbiamo  ascoltato all’inizio del Vangelo di questa mattina: “Questa parola è dura, chi può ascoltarla?” soprattutto quando desideriamo misurare le parole di Gesù secondo metri nostri e quando noi   abbiamo un modo interpretativo che parte da noi è facile che noi, davanti al linguaggio di Gesù, possiamo avere la stessa reazione dei suoi contemporanei perché, in certo qual modo, veniamo quasi catturati dal concreto, dall’esperienza contingente e quotidiana che ci sembra impossibile avere una sensibilità spirituale elevata. Eppure Gesù nel brano ascoltato è stato molto deciso: questa è la sensibilità alla quale voi dovete pervenire.

Allora, poiché vogliamo, nel cammino della nostra vita lasciarci veramente trasfigurare da Gesù ecco due possibili filoni che Gesù ci ha suggerito questa mattina perché possiamo accedere veramente a questa grandezza divina che ci dà l’ebbrezza del nostro umano.

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15 agosto 2009

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (Messa del giorno) – 15 Agosto 2009

Filed under: c. Agosto 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 18:14

Letture del giorno: Ap 11,19; 12,1-6.10               1 Cor 15,20-26                      Lc 1,39-56

OMELIA

Assunzione della Vergine Maria - TizianoGesù in queste domeniche vuol farci pregustare lentamente la pienezza della gloria eterna.

Quel continuo rapporto tra il pane disceso dal cielo e la vita eterna che ne nasce ci ha fatto percepire che la bellezza del quotidiano rapporto con il Signore si tinge sempre di eternità.

Davanti a questo messaggio, la solennità di oggi, ritraduce come l’evento del Vangelo non è un evento utopistico ma è veramente radicato nella storia. Chiunque sceglie questo, pregusta l’eternità beata. Maria assunta in cielo perciò ci dice oggi che il senso stesso della nostra esistenza si colloca in questo clima di luminosità gloriosa.

Nel testo del Vangelo ascoltato, c’è una parola messa sulle labbra di Elisabetta che ci può illuminare in modo profondo in questa riscoperta del come noi oggi possiamo sull’esempio di Maria entrare in un itinerario di gloria eterna: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”     “La madre del mio Signore”….. in questa espressione noi possiamo cogliere la ricchezza di questo mistero di gloria che oggi avvolge Maria e che domani avvolgerà ciascuno di noi.

Cosa scopriamo in quella espressione “madre”? Immediatamente andiamo a due filoni che la tradizione scritturistica ci comunica: da una parte l’evento dell’Annunciazione, dall’altra lo stile di vita feriale che ha caratterizzato Maria Santissima. Innanzitutto l’evento dell’Annunciazione nel quale Maria dà ospitalità a Dio……E’ sempre bello ritornare a quella espressione di Luca quando nell’Annunciazione dice: “L’Angelo entrò da lei” linguaggio figurativo per dire quel rapporto che tra l’eternità e il tempo si è realizzato nella figura di Maria.

In quel “entrò da lei” è Maria che apre la sua personalità a dare ospitalità a Dio. E’ la bellezza di questa contemplazione per cui noi cogliamo la profondità dell’esperienza di Maria,….il suo essere mamma nasce dall’aver dato ospitalità a Dio.

Come ogni donna diventa mamma nel dare ospitalità all’invadenza dell’altro che la rende feconda, in certo qual modo, quindi intuiamo in quella parola “Madre” il principio della sua gloria, da quel momento la sua esistenza ruota tutta attorno a questa presenza che è il Verbo fatto storia. Nel dare l’umanità al Verbo ha dato ospitalità a Dio per cui nel suo accogliere il Verbo ella è già stata collocata in un’eternità beata.

E’ la grandezza fondamentale di Maria! In quel momento cogliamo tutto il senso della storia umana: dare ospitalità a Dio e quando noi diamo ospitalità a Dio, noi siamo come Maria, la sorella di Lazzaro, che ai piedi di Gesù dava ospitalità al suo Signore.

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9 agosto 2009

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO, Anno B – 09 Agosto 2009

Filed under: c. Agosto 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 20:30

Letture del giorno: 1 Re 19-4,8                 Ef 4,30-5,2                 Gv 6,41-51

OMELIA

Tramonto...Il cristiano sa, alla scuola di Gesù, che il senso della sua vita è unicamente il Maestro e per godere di questo dono il discepolo ogni giorno, nella fede ricca di stupore, si pone alla ricerca  di questo senso della vita poiché non scoprire il senso della vita è come quello che abbiamo ascoltato nella prima lettura: Elia, deluso dalla storia, deluso dagli uomini, attraverso quel cibo misterioso riesce a camminare per quaranta giorni e per quaranta notti fino a contemplare la gloria di Dio e, quel cibo misterioso, alla luce del testo del Vangelo è niente altro che Cristo, il pane vivo disceso dal cielo.

L’uomo, nel cammino del tempo, attraverso questa continua accoglienza di Cristo Signore riesce a camminare fino a lasciarsi trasfigurare nella visione, ma come noi possiamo accedere a questo cibo misterioso, Cristo Signore, che ci dà la capacità di camminare fino a giungere alla pienezza dell’incontro glorioso? Il Vangelo attraverso tre verbi ci aiuta ad entrare in questa affascinante avventura: dobbiamo lasciarci attirare, dobbiamo lasciarci istruire, dobbiamo ascoltare. Tre caratteristiche che Gesù questa mattina ci offre perché possiamo veramente accedere a quella gloria di Dio che è il senso portante nel cammino del tempo.

Innanzitutto dobbiamo lasciarci attirare “Nessuno viene a me se prima il Padre non lo attira a sé”.

Ora, cosa è questa attrazione che è la caratteristica del Vangelo di Giovanni?

Questa attrazione è niente altro che evidenziare il primato di Dio nella nostra esistenza; è quella condizione interiore per cui noi, nel fascino del divino, giorno per giorno ci lasciamo condurre dalla signoria di Dio che è la luce determinante la nostra storia. D’altra parte, questo nostro lasciarci attirare dal Padre a Cristo Gesù, è all’interno stesso della nostra natura.

Quando il Padre dall’eternità ci ha pensato in Cristo Gesù, in quel momento è incominciata la nostra attrazione a Cristo. E’ all’interno dell’uomo questo fenomeno che il Padre ha seminato nel cuore perché questa attrazione del Padre possa giungere a conoscere Gesù. E’ quella inquietudine interiore che diventa un continuo superamento del frammento storico per portarci in avanti; è quel camminare di Elia che in quel cibo si lascia travolgere-avvolgere dalla gratuità divina. Ma questa attrazione, ha detto Gesù, deve diventare istruzione.

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