Omelie di Mons. Antonio Donghi

4 marzo 2010

II DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 28 Febbraio 2010

Filed under: b. Febbraio 2010 — papolino25 @ 21:53

Letture del Giorno:    Gen 15,5-12.17-18                 Fil 3,17 – 4,1               Lc 9, 28-36

OMELIA

Condotti dallo Spirito Santo anche noi, con Gesù, siamo entrati nella vita quotidiana della prova perché si rivelasse quello che dentro di noi era presente e attivo.

Attraverso l’esperienza della purificazione, guidati dallo Spirito Santo, abbiamo acquisito quella purezza del cuore che ci permette di accedere alla visione di cui abbiamo sentito or ora parlare dal Vangelo.

Chi, nella ferialità, si lascia purificare dallo Spirito è in grado di vedere la gloria di Gesù: ecco perché questa mattina veniamo condotti dallo Spirito Santo a entrare in questa meravigliosa nube e ad avvertire la profondità dell’interpellanza che il Padre ci rivolge: “Ascoltate!”

Ma cosa dobbiamo ascoltare contemplando Gesù nella trasfigurazione?

Il testo evangelico ci invita ad accedere a quel dialogo tra Gesù, Mosè ed Elia e ad entrare nel contenuto di questo dialogo; l’esodo cui Gesù doveva percepire per poter accedere all’esperienza della gloria: Gerusalemme.

Ma cosa ha rappresentato la parola “esodo” nella persona di Gesù poiché, accedendo a questa esperienza di Gesù, noi stessi possiamo poi vivere in quella imitazione del Maestro di cui Paolo ha parlato nella lettera ai Filippesi?

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26 febbraio 2010

I DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 21 febbraio 2010

Filed under: b. Febbraio 2010, Omelie Anno 2010 — papolino25 @ 22:22

Letture del Giorno:   Ger 17,5-8                  1 Cor 15,12.16-20                 Lc 6,17.20-26

OMELIA

Il cristiano sa che nella sua esistenza è chiamato ad assumere la stessa sapienza del Cristo: goderne la mentalità operando scelte che siano la traduzione della vita stessa del Maestro.

E’ quel vivere di fede, è fare della nostra esistenza una professione di fede di cui ci ha parlato l’apostolo Paolo.

All’inizio della quaresima questa nostra vocazione viene profondamente interpellata perché questa mentalità del Signore possa permeare la mente, il cuore, la volontà.

L’inizio del testo evangelico ascoltato ci aiuta a come, in questo tempo quaresimale, approfondire questa sensibilità del Maestro in modo che possiamo acquisire quella mentalità evangelica che è propria di chi segue Gesù in ogni frammento della sua vita.

Nel testo iniziale del Vangelo abbiamo colto due grossi valori: la dimensione del deserto come luogo di tentazione, la creatività dello Spirito Santo nella persona di Gesù.

Due elementi sui quali questa mattina dobbiamo soffermarci per poter veramente cogliere fino in fondo quella mentalità evangelica che ci deve continuamente trasformare.

Innanzitutto il primo elemento è dato dal fatto che Gesù viene condotto nel deserto per essere tentato.
Se questo brano lo volessimo tradurre nell’ordine dell’esistenza potremmo così riesprimerlo: nello Spirito siamo condotti nella nostra quotidianità perché attraverso la prova dell’istante possa emergere ciò che veramente vale per la nostra vita.

La tentazione, luogo della verità delle nostre persone….. tutto questo avviene nel “deserto del quotidiano”.
Spesse volte, all’inizio della quaresima, ci poniamo la domanda su cosa possiamo o dobbiamo fare per poter in modo più profondo immedesimarci a Gesù e quindi a viverne il mistero.

La risposta che Gesù ci dà è molto semplice: ama la vita, ama la tua vita, scopri nel quotidiano il luogo della verità della tua storia.
La vera tentazione, in senso positivo, è l’innamoramento del feriale, è l’innamoramento delle pareti della propria casa, è l’innamoramento della propria storia; imparare a comprendere, lì, nel tuo feriale, Dio che ti parla.

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17 febbraio 2010

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C, 14 Febbraio 2010

Filed under: b. Febbraio 2010, Omelie Anno 2010 — papolino25 @ 23:30

Letture del Giorno:   Ger 17,5-8                  1 Cor 15,12.16-20                 Lc 6,17.20-26

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OMELIA

Quando il discepolo con purezza e apertura di cuore accoglie il Maestro e ne vive tutta la paradossalità si ritrova nell’esperienza delle beatitudini; infatti, se risentiamo attentamente l’introduzione alla sapienza delle beatitudini, ci accorgiamo che Gesù volge lo sguardo verso i discepoli e in quell’atteggiamento scopriamo che il discepolo è chiamato ad avere un cuore puro per lasciarsi invadere dalla personalità del Maestro.

Le beatitudini sono l’espressione verbale della comunicazione che Gesù fa di se stesso al discepolo perché il discepolo sia l’incarnazione della sua sapienza.

Se leggiamo attentamente queste beatitudini ci accorgiamo come esse siano fondamentalmente paradossali: il dramma storico, la gloria eterna…..Per entrare in questa sapienza attraverso lo sguardo del cuore attento al volto del Maestro dobbiamo chiederci cosa significa che il discepolo è chiamato ad assumere questa sapienza che, in modo immediato, è tutt’altro che acquistabile dall’uomo comune.

Qui scopriamo una grossa verità che ci deve permeare in modo che la sapienza di Gesù divenga la nostra sapienza.: in modo immediato – come metodo – non dobbiamo porci nell’atteggiamento di capire letteralmente le beatitudini perché esse sono delle formulazioni paradossali per l’uomo concreto ma, l’esperienza delle beatitudini, è permettere a Dio Padre che suo Figlio, morto e risorto, viva dentro di noi.

Le beatitudini sono il Cristo attivo in noi.

In certo qual modo, noi non partiamo dalle beatitudini per viverle, ma partiamo dell’accoglienza del Cristo che rivive in noi la sua sapienza e, di riflesso, ne viviamo l’interiorità che sono le beatitudini. Gesù con lo sguardo del cuore penetra dentro di noi e quando lo sguardo del cuore accoglie il Maestro, e il Maestro vive dentro di noi, ci accorgiamo che le beatitudini fioriscono in modo immediato.

Le beatitudini non sono da imitare, ma sono il risultato della imitazione di Cristo.

Potremmo dire che le beatitudini sono quattro (come Vangelo di Luca), le beatitudini sono otto (come Vangelo di Matteo), le beatitudini sono sedici (se guardiamo la tradizione neo-testamentaria), ma le beatitudini in ultima analisi sono infinite…perché le beatitudini sono il fiorire della personalità di Gesù dentro di noi.

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11 febbraio 2010

5 DOMENICA T.O. – ANNO C – 07 Febbraio 2010

Filed under: b. Febbraio 2010, Omelie Anno 2010 — papolino25 @ 21:40

Letture del Giorno:  Is 6,1-2.3-8 1 Cor 15, 1-11 Lc 5,1-11

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OMELIA

Gesù in queste domeniche ci si presenta come il compimento di ogni promessa diventando, attraverso la semplicità del cuore, la nostra vera consolazione.

Il discepolo nell’atto della fede ha la consolazione della divina Presenza. Questo oggi di Gesù si ritraduce con uno stile di vita, con una mentalità che ci deve profondamente qualificare poiché la gioia di essere consolati dal Maestro si traduce nello stile delle scelte quotidiane.

Davanti a questa urgenza di dover incarnare la consolazione di Gesù nella realtà quotidiana ci ritroviamo di fronte all’esperienza della paradossalità del Vangelo: è il dialogo ascoltato tra Gesù e Pietro, è l’annuncio che la Chiesa antica ha evidenziato nell’esperienza apostolica. Due realtà che nell’ordine della nostra comprensione razionale creano non poche difficoltà…

Nel dialogo tra Gesù e Pietro ci accorgiamo come la proposta del Maestro razionalmente risulti impossibile per l’intelligenza di Pietro poiché, secondo le categorie normali  – di giorno non si pesca nulla – , dall’altra l’annuncio che Paolo ci ha regalato nella seconda lettura ci dice che la morte è diventata resurrezione.

Ma, per l’uomo concreto, la morte è un fallimento…. è uno scomparire…. tanto è vero che l’uomo contemporaneo non pensa più alla morte perché ha il dramma del fallimento.

Davanti a queste proposizioni l’intelligenza ha delle grosse difficoltà eppure, l’atto di fede, deve essere un atto razionale.

Com’è possibile conciliare la paradossalità dell’annuncio del Vangelo con l’esigenza dell’intelligenza di intravedere il senso delle verità di fede?

Pietro, nella sua risposta, ci dà la soluzione: “Sulla tua parola lancerò le reti” ….Le tue parole, Maestro, sono per me incomprensibili, ma tu sei la Parola! Accolgo le tue parole perché accolgo il mistero della tua Persona…

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