Omelie di Mons. Antonio Donghi

18 marzo 2010

IV DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 14 Marzo 2010

Filed under: c. Marzo 2010 — papolino25 @ 22:42

Letture del Giorno:     Gs 5,9-12                    2 Cor 5,17-21             Lc 15,1-3.11-32

OMELIA

Il cammino di novità di vita che l’esperienza quaresimale ci offre vive di questa pazienza divina nella quale la creatura ritrova continuamente se stessa.

La gioia di camminare continuamente in novità di vita nasce dalla fiducia che Dio ha nei confronti dell’uomo perché l’uomo possa lentamente ritrovare se stesso. Quando l’uomo accoglie questo itinerario nella pazienza di Dio si ritrova nella storia di Dio.

E’ quello che Gesù ci vuole o ci potrebbe voler regalare questa mattina: inserire la nostra storia nella storia di Dio in modo che si realizzi il principio che Paolo ha annunciato in modo meraviglioso: “Chi è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove”.

In  questo orizzonte la parabola la potremmo qualificare da due angolature.

La prima parte la possiamo leggere come la storia di Dio nei confronti dell’umanità.

La seconda parte è l’invito di Dio all’uomo perché l’uomo entri in questa storia di Dio.

La prima parte della parabola la potremmo definire la storia di Dio nei confronti dell’umanità e scopriamo come Dio ami la libertà dell’uomo. Se guardiamo attentamente l’atteggiamento del padre, scopriamo come il padre non faccia obiezioni alla scelta del figlio, obbedisce alla libertà del figlio.

Se entriamo nello sviluppo della storia divina ci accorgiamo che nel momento in cui l’autore sacro ci dice che l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, scopriamo una grossa verità: se l’uomo è immagine di Dio per diventare somiglianza di Dio, Dio è la fonte di amorosa libertà. La grandezza di Dio è libertà amorosa, per cui l’uomo ritrova fondamentalmente se stesso in questa libertà di Dio.

Ecco perché il padre non fa obiezioni alla scelta del figlio, perché qualora il padre facesse obiezioni o bloccasse la decisione del figlio non sarebbe più il padre che ha regalato la libertà.

Tutta la storia di Dio è un inno alla libertà dell’uomo, perché l’uomo goda sempre della sua libertà!

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12 marzo 2010

III DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 7 Marzo 2010

Filed under: c. Marzo 2010 — papolino25 @ 21:30
Letture del Giorno: Es 3,1-8.13-15 1 Cor 10,1-6.10-12 Lc 13,1-9

OMELIA

Il nostro cammino verso la Pasqua è entrare in quella esperienza di esodo nella quale facciamo l’esperienza della presenza del Signore rivolgendo in modo continuo lo sguardo a Lui.
Camminando continuamente con lo sguardo verso il Signore noi possiamo sicuramente accedere alla stessa esperienza spirituale di Mosè – la meravigliosa rivelazione di Dio all’uomo – e possiamo costruire questo cammino (ci ha detto l’autore della prima ai Corinzi) accostandoci a Cristo roccia e allo Spirito Santo nostra bevanda.
Lo sguardo rivolto al Signore diventa per noi fonte di continua ricchezza interiore perché si realizzi in noi quel desiderio di pienezza di vita che è all’interno della vita di ogni discepolo.
Davanti a questo mistero che si è ritradotto con quella parola: “Convertitevi”, in noi nasce  l’interrogativo: “Dio ci ama continuamente, la nostra vita è continuamente abbeverata alla gratuità di Dio?” ….e, in certo qual modo, abbiamo la certezza che in questo cammino storico di non essere mai soli, ma noi ci accorgiamo che la nostra esistenza non corrisponde a quello che effettivamente il Signore vuole da noi.
Ma il Signore – e la paraboletta con cui di è concluso il Vangelo, ce lo dice – ha una pazienza inesauribile.
Noi, davanti alle grandezze di Dio, riusciamo a respirare “nella pazienza di Dio”.
Che cos’è questa pazienza di Dio per cui noi siamo il capolavoro vivente della pazienza di  Dio?
Spesse volte questa espressione “pazienza” la rileggiamo in modo molto negativo.
Richiamiamo sempre alle nostre orecchie quell’opera di misericordia spirituale che abbiamo imparato a catechismo: “Sopportare pazientemente le persone moleste”, ma questa pazienza non è evangelica.
Ecco perché dobbiamo cercare di comprendere la pazienza di Dio, perché nella pazienza di Dio c’è la nostra speranza, nella pazienza di Dio c’è il coraggio della vita, nella pazienza di Dio non c’è mai sconfitta esistenziale.
Potremmo ritradurre la pazienza di Dio in tre aspetti in modo che la nostra vita possa maturare e maturare continuamente nella fiducia che viene dall’alto.
Innanzitutto il primo aspetto della pazienza di Dio, frutto dello Spirito Santo, è niente altro che Dio che soffre con noi, assume i drammi della nostra storia.

4 marzo 2010

II DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C, 28 Febbraio 2010

Filed under: b. Febbraio 2010 — papolino25 @ 21:53

Letture del Giorno:    Gen 15,5-12.17-18                 Fil 3,17 – 4,1               Lc 9, 28-36

OMELIA

Condotti dallo Spirito Santo anche noi, con Gesù, siamo entrati nella vita quotidiana della prova perché si rivelasse quello che dentro di noi era presente e attivo.

Attraverso l’esperienza della purificazione, guidati dallo Spirito Santo, abbiamo acquisito quella purezza del cuore che ci permette di accedere alla visione di cui abbiamo sentito or ora parlare dal Vangelo.

Chi, nella ferialità, si lascia purificare dallo Spirito è in grado di vedere la gloria di Gesù: ecco perché questa mattina veniamo condotti dallo Spirito Santo a entrare in questa meravigliosa nube e ad avvertire la profondità dell’interpellanza che il Padre ci rivolge: “Ascoltate!”

Ma cosa dobbiamo ascoltare contemplando Gesù nella trasfigurazione?

Il testo evangelico ci invita ad accedere a quel dialogo tra Gesù, Mosè ed Elia e ad entrare nel contenuto di questo dialogo; l’esodo cui Gesù doveva percepire per poter accedere all’esperienza della gloria: Gerusalemme.

Ma cosa ha rappresentato la parola “esodo” nella persona di Gesù poiché, accedendo a questa esperienza di Gesù, noi stessi possiamo poi vivere in quella imitazione del Maestro di cui Paolo ha parlato nella lettera ai Filippesi?

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