Omelie di Mons. Antonio Donghi

3 novembre 2009

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 25 Ottobre 2009

Filed under: e. Ottobre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 21:50

Letture del giorno:  Ger 31.7-9                  Eb 5,1-6                     Mc 10, 46-52

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OMELIA

Gesù insegna nel tempioIl cristiano come discepolo del Signore è chiamato a ritrovare se stesso nel Maestro: è l’itinerario che ci qualifica ogni giorno. Abbiamo la gioia di seguire Gesù per poter essere veramente noi stessi.

Questa vocazione che è dentro di noi in forza della chiamata alla fede si sviluppa attraverso due elementi che realizzano la nostra identità ma, nello stesso tempo, ci aiutano ad avere una concezione dinamica della nostra vita; infatti la bellezza dell’essere discepoli è dialogare.

Il discepolo è colui che nella sua vita continua, opera, una mediazione tra il mistero di Dio che opera in lui e le situazioni storiche in cui egli si ritrova a vivere, poiché la bellezza di essere discepoli non è quella di eseguire. Spesso noi abbiamo la visione dell’essere cristiani come di persone che “devono eseguire” quello che il Signore vuole, ma  noi sappiamo  esattamente che ciascuno di noi non saprà mai quello che Dio vuole da lui perché la bellezza dell’evento cristiano è la bellezza di un dialogo dove, da una parte Dio ama la libertà dell’uomo infondendo nell’uomo una esperienza di creatività evangelica e, dall’altra, l’uomo che continuamente opera delle scelte.

La bellezza della vita cristiana è la gioia di mediare con tutto lo spessore della nostra intelligenza interiore il Vangelo delle situazioni storiche della vita. Il cristiano perciò ha la vocazione d’essere creatore di atteggiamenti morali in accoglienza della divina Presenza. Questo è un aspetto da riscoprire continuamente perché nel momento in cui  Dio non amasse più la nostra libertà e non amasse più la nostra creatività non sarebbe il Dio della liberazione. Ecco perché il cristiano nell’itinerario della sua storia è un ricercatore inesauribile del volto di Dio attraverso le azioni che giorno per giorno qualificano la sua vita.

Per realizzare questa vocazione la Parola di Dio di questa mattina ci aiuta in modo da rendere viva ed efficace la nostra esistenza ritrovando tutta l’intensa responsabilità che abbiamo nell’operare le nostre scelte. Da una parte la profonda consapevolezza che la luce della vita è Cristo Gesù: è il punto di partenza del miracolo di oggi dove il cieco ha consapevolezza che la luce è il Signore. In quel linguaggio evangelico del Gesù che cammina e si pone accanto all’umanità, in certo qual modo, c’è la luce che invade l’uomo. Questa è dentro di noi perché il Signore è dentro di noi, ma dall’altra parte  l’uomo storico è consapevole di vivere nell’oscurità esistenziale… sono le cecità della vita, è la coscienza che l’uomo storico più rientra in se stesso più riscopre dentro di sé che nonostante l’intenso desiderio di luce, la storia gli offre continue manipolazioni.

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25 ottobre 2009

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B -18 Ottobre 2009

Filed under: e. Ottobre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 15:10

Letture del giorno:  Is 53,2.3.10-11                       Eb 4, 14-16                Mc 10, 35-45

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OMELIA

La strada della vita...Il discepolo è chiamato a vivere della sapienza divina per incarnare nella storia quotidiana la convinzione che nel Signore tutto è possibile.

Il gusto della mentalità di Cristo rappresenta la nostra speranza nel cammino del tempo perché ci offre la capacità di avere  la sapienza dello Spirito nel vivere le realtà contingenti di tutti i giorni. Noi tutti, come suoi discepoli, gli apparteniamo per vivere con speranza le molteplici situazioni contingenti della vita.

Tale meta affascina ogni creatura che si sente appesantita dalle oscurità dell’esistenza.

Cresce allora l’interrogativo sul percorso da seguire perché la sapienza di Gesù possa diventare lo stile feriale e ordinario del nostro cuore e del nostro sentire: è’ la luce che il Maestro ci regala oggi nel dialogo con  i figli di Zebedeo. Tale è il percorso per crescere sempre più nella sapienza che viene dall’alto.

Innanzitutto Gesù pone loro la necessità di bere al calice al quale egli stesso si sta accostando. In questa immagine scopriamo il cuore del Maestro: l’esperienza del mistero dell’obbedienza alla misteriosa volontà divina; infatti – in questo linguaggio immaginifico – veniamo ricondotti alla figura del calice che è stato offerto a Gesù nell’orto degli olivi. Qui il Maestro avverte tutta la drammaticità della volontà divina. Nello stesso tempo, però cogliamo anche la grandezza del Maestro.  In quell’accostarsi al calice viene evidenziato il suo “sì” al Padre, atteggiamento interiore espresso nel linguaggio del “bere”. Con tale immagine comprendiamo che l’oggi di Dio deve penetrare nel nostro essere personale per essere radicalmente inebriati dalla sapienza divina.

In quel calice scopriamo la bellezza dell’amore di Dio per l’umanità,… un amore senza limiti,…. un amore che non si ferma di fronte a qualunque ostacolo… perché è proprio dell’amore  vivere l’impossibile per dare coraggio e speranza alla persona sommamente amata. Un amore che non viva la totalità non è amore evangelico.

Il dono della propria vita ad ogni uomo caratterizza la sua personalità, poiché la grande meta della sua esistenza è che ogni uomo possa ritrovare se stesso maturando nella grandezza del dono della vita stessa. Questo orizzonte, che illumina in modo positivo anche le situazioni negative della storia, rafforza la volontà oblativa di Gesù che nella radicale attenzione al Padre dimentica se stesso e fa proprio il disegno divino di donare vita e luce a chiunque a lui si accosti.

L’ebbrezza dell’oblazione amorosa anima quella sapienza che nello Spirito Santo deve permeare il cuore di chiunque voglia seguire il Maestro in tutta la sua verità, per acquisirne la sapienza.

Questo proposito passa all’azione nel desiderio del battesimo.

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18 ottobre 2009

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B – 11 Ottobre 2009

Filed under: e. Ottobre 2009, Omelie Anno 2009 — papolino25 @ 21:48

Letture del giorno:  Sap 7,7-11                  Eb 4,12-13                 Mc 5,3

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OMELIA

la Sapienza...La presenza di Gesù nella nostra esistenza genera inevitabilmente in ciascuno di noi l’acquisizione della sua mentalità.

Domenica scorsa Gesù ci diceva che dobbiamo leggere i diversi avvenimenti della vita partendo dalla storia stessa di Dio; in questa concentrazione sulla storia di Dio noi impariamo a leggere la nostra storia e quindi a ritrovare la bellezza della speranza.

Gesù oggi vuole aiutarci a fare un passo più avanti: non solo avere la sua mentalità, ma anche a vivere la sua sapienza dove – la sapienzaè la mentalità di Cristo in azione.

Imparare ad avere il gusto di Dio nello scegliere, nel leggere, nell’amare la vita di tutti i giorni.

Il cristiano ha la vocazione alla sapienza divina…è quel dono dello Spirito che noi ben conosciamo e che permette di avere una tale “sintonia” con Gesù che, davanti a qualunque avvenimento, in modo immediato – per grazia – noi leggiamo l’avvenimento come lo leggerebbe il Signore con il suo cuore e il suo occhio.

Davanti a questo orizzonte il discorso evangelico pocanzi ascoltato ci delinea la strada che dobbiamo percorrere per giungere alla sapienza di Dio, a vivere in modo fecondo il dono dello Spirito Santo che è appunto la sapienza.

Il passaggio ci è offerto nel dialogo tra Gesù e quel misterioso personaggio; in questo dialogo Gesù ci stimola a fare un salto, un salto dalla Tradizione dell’Antico Testamento alla novità del Nuovo testamento. Infatti nel dialogo appare un giovane, un personaggio che vive la Tradizione dell’Antico Testamento – che non è semplicemente una esecuzione di comandamenti  (poiché se guardiamo attentamente la Tradizione dell’Antico Testamento l’obbedire ai comandamenti era un atteggiamento di rendimento di grazie a Dio che aveva liberato il suo popolo), ma obbedire ai comandamenti era per l’Antico Testamento dire grazie a Dio. (more…)

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