Omelie di Mons. Antonio Donghi

7 gennaio 2013

SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE – ANNO C – 30 Dicembre 2012

Filed under: l. Dicembre 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 21:24

Letture: Sam 1,20-22.24-28   1Gv 3,1-2.21-24    Lc 2,41-52

OMELIA

7%20Giorgione%20-%20Sacra%20Famiglia%20BensonLa gioia di Dio nel grande evento dell’Incarnazione è una gioia che progressivamente deve maturare in ciascuno di noi. Questa mattina la Chiesa ci conduce ad entrare nel mistero della famiglia di Nazareth per accogliere qualche suggerimento perché la gioia del Natale, la gioia del Dio fatto uomo, possa essere veramente feconda.

Per noi potrebbe essere di stimolo, a tale riguardo, l’atteggiamento di Giuseppe e di Maria che regolarmente, tutti gli anni, vanno a Gerusalemme. In questa annotazione dell’Evangelista noi troviamo non solo la spiritualità di Nazareth, ma la spiritualità di ogni famiglia, la spiritualità di ciascuno di noi; per poter godere la gioia del Natale dobbiamo andare a Gerusalemme, essere in pellegrinaggio verso Gerusalemme.

Quali sono gli elementi che possiamo cogliere in questo atteggiamento?

Gerusalemme -lo sappiamo- è il luogo della dimora di Dio, il luogo in cui si entra nella gloria di Dio, è la gioia di stare alla sua presenza.

Il mistero che i tre componenti della famiglia di Nazareth stanno vivendo nel loro pellegrinaggio verso Gerusalemme è quest’ansia interiore di stare davanti a Dio. È il mistero che raggiunge ogni uomo, è il mistero nel quale ogni uomo ritrova veramente sè stesso, è l’esperienza che abbiamo ascoltato dalla lettura del libro di Samuele: Anna, la mamma di Samuele, che va al tempio per stare alla presenza di Dio….

È il senso fondamentale della vita poiché, lo stare alla presenza di Dio, è contemporaneamente un atteggiamento di ringraziamento perché l’esistenza nasce dall’atto creante di Dio e la vita dell’uomo è una ricerca del volto di Dio.

Il compiere la volontà -come ci ha detto la prima lettera di Giovanni e come Gesù ha risposto ai suoi genitori- ritraduce questa esperienza: ricercare il volto di Dio vivendone quotidianamente la misteriosa volontà.

(more…)

Annunci

3 gennaio 2013

SANTO STEFANO – 26 Dicembre 2012

Filed under: l. Dicembre 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 21:38

Letture: At 6,8-12;7,54-60 Mt 10,17-22

OMELIA

StefanusUno dei dati costanti nella tradizione della preghiera della Chiesa, sia in Occidente che in Oriente, è che la festa di santo Stefano segue sempre la celebrazione dell’Incarnazione; è significativo come la tradizione abbia coniugato queste due circostanze: l’elemento che li unisce è la parola “testimonianza”.

Il Verbo incarnato è testimone del Padre, il discepolo nella sua vita è testimone del Risorto che è tale perché ha donato la sua vita. Non c’è gioia -come dicevamo ieri- di godere della presenza del Maestro divino se non si entra nel mistero della gloria che è la croce gloriosa; non si dà gioia natalizia senza l’ebbrezza del martirio.

È una verità, questa, sulla quale poche volte noi riflettiamo eppure, la bellezza della vita cristiana, la sua fecondità storica, l’esultanza della salvezza passano attraverso l’esperienza del martirio, ma attorno a questa parola che dovrebbe inebriare ogni cristiano -ce lo ha detto molto bene Gesù nel Vangelo- come si costruisce la nostra vita di sequela di Gesù?

Tre possono essere gli aspetti perché possiamo comprendere che non si dà gioia dell’evento dell’Incarnazione senza il coraggio del martirio.

Il primo momento di riflessione è che la fonte del martirio è amare la storia concreta.

Chi ama il suo oggi, chi ama la sua storia, chi ama le pareti della sua esistenza entra nell’autentica esperienza del Vangelo. Spesso la nostra vita cristiana passa in modo collaterale al vissuto quotidiano; la bellezza dell’esperienza cristiana è amore alle pareti della propria casa, l’amore alla propria storia.

Questo primo elemento -in cui Stefano è per noi un grande maestro- è che questa storia quotidiana non è una storia monotona ed asfissiante, ma è una storia che leggiamo alla luce della rivelazione divina. Qual è stato l’elemento che ha fatto scattare l’ irosità degli ascoltatori di Stefano, se non il fatto che Stefano, nella sua esposizione davanti al Sinedrio, ha riletto nello stile del Vangelo la storia di Israele?

(more…)

27 dicembre 2012

NATALE DEL SIGNORE – 25 Dicembre 2012

Filed under: l. Dicembre 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:57

Letture: Is 9,1-6 Tt 2,11-14 Lc 2,1-14

OMELIA

nativitalorenzolotto1La gioia di ritrovarci questa mattina nella celebrazione eucaristica è la gioia di chi contempla il compimento dell’opera della salvezza. Le attese, sostenute dalle parole dei profeti, e il desiderio dell’intensa volontà presente nell’uomo di autenticità esistenziale, oggi, si sono compiute. Ed è molto bello ritrovare come, la gioia del Natale, sia la gioia di Dio che nel Verbo incarnato vede la realizzazione di tutto il disegno della salvezza, come ci ha giustamente detto l’autore della lettera agli Ebrei: “Dio dopo aver parlato molte volte e in diversi modi ai nostri padri, mediante i profeti, oggi ha parlato a noi nel Figlio.”

In certo qual modo come Dio compiendo l’opera della creazione disse che era una cosa molto buona la creazione dell’uomo, così – oggi  – Dio è contento che il suo progetto di salvezza si sia realizzato.

La nostra gioia non è un bambino, la nostra gioia è la gioia di Dio che, appassionato dell’uomo, ha potuto collocare l’uomo nella verità della sua esistenza. E’ l’esultanza dell’artista davanti al suo capolavoro. Nel Verbo incarnato il Padre vede l’umanità intera che nel Verbo incarnato ha la possibilità d’accedere per grazia alla sua autenticità.

Ma come Dio ha realizzato questo progetto facendo sì che l’uomo possa essere vero ed autentico? Il Vangelo questa mattina ce lo ha detto, in quei tre passaggi centrali nel racconto del prologo di Giovanni: “e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedremo la sua gloria”.

In questi tre passaggi è descritta l’incarnazione della gioia di Dio e il metodo che ogni creatura deve assumere per essere sè stessa.

Innanzi tutto “il Verbo si è fatto carne”.

Attraverso questa espressione noi scopriamo il mistero dell’amore di Dio nei confronti dell’umanità. Un mistero che noi non comprenderemo mai perché, se comprendessimo il mistero dell’Incarnazione, vorrebbe dire che noi abbiamo e viviamo lo stesso amore di Dio. Dobbiamo sempre ricordarci che siamo creature amate.

(more…)

IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C – 23 Dicembre 2012

Filed under: l. Dicembre 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:54

Letture: Mi 5,1-4a Eb 10,5-10 Lc 1,39-45

OMELIA

0605md06L’uomo per potersi accostare in verità al mistero di Dio deve continuamente lasciarsi ricreare dalla sua novità: noi attendiamo colui che in noi si fa attendere.

A questa esperienza che noi facciamo ogni giorno d’essere rigenerati dalla potenza di Dio che opera in nome è autentica, ed è feconda nella nostra vita, solo quando la comunichiamo.

Ogni dono di Dio è fecondo, è comprensibile, è principio di vita nuova nel momento in cui lo regaliamo condividendolo. È il mistero che Maria, questa mattina, ci regala nel misterioso evento della sua visita ad Elisabetta; infatti, guardando attentamente la narrazione evangelica, noi notiamo un particolare: Maria non canta il Magnificat dopo l’annunciazione, Maria canta il Magnificat dopo la visitazione.

Noi uomini se fossimo raggiunti da una grandezza divina, come lo è stato per Maria, l’evento dell’annunciazione avremmo subito esultato per quel dono: Maria ha esultato per il dono della divina maternità dopo averlo regalato ad Elisabetta.

I doni di cui Dio ci ricolma continuamente sono fecondi quando gli regaliamo, quando i doni diventano scelte storiche, quando i doni diventano speranza per i fratelli. Ecco perché la grandezza della nostra scelta di Cristo diventa un’esperienza in noi profonda, solo quando – in una profonda comunione con i fratelli – la condividiamo.

E questo appare in quell’espressione del Vangelo in cui si dice che Maria “in fretta” si diresse verso la casa di Zaccaria, ma cosa vuol dire l’Evangelista con questo “in fretta”?

Spesso volte noi leggiamo quel “in fretta” come un andare a dare un aiuto concreto ad Elisabetta, ma se noi guardiamo attentamente la narrazione evangelica questo non è probabile……… perché, terminato il cantico del Magnificat, si dice nel testo evangelico che: “Maria rimase con lei circa tre mesi e poi tornò a casa sua”.

(more…)

Older Posts »

Blog su WordPress.com.