Omelie di Mons. Antonio Donghi

30 luglio 2012

XVII DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 29 Luglio 2012

Filed under: g. Luglio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:36

Letture: 2 Re 42-44 Ef 4,1-6 Gv 6,1-15

OMELIA

Gesù, domenica scorsa, ci aveva espresso il suo stato d’animo davanti alle folle che erano come pecore senza pastore; il suo cuore si era aperto alla misericordia e alla compassione per cui la sofferenza dei fratelli era diventata la sua sofferenza.

Ora Gesù questa mattina ci dice che la vera compassione non è qualcosa di intimistico, la vera compassione si ritraduce nella concretezza della vita: è il brano evangelico che poco fa abbiamo ascoltato nel quale, l’evangelista Giovanni, ci descrive “lo stile e il perché” Gesù sia ricco di misericordia.

Andando perciò alla scuola del Maestro noi, questa mattina, dovremmo ritrovare la bellezza e il gusto della nostra speranza.

Il primo elemento che emerge dalla narrazione evangelica è il fascino di Gesù.

Gesù si ritira sul monte con i suoi, cioè con i suoi entra nella comunione con il Padre e, in questa sua esperienza, egli diventa il polo di attrazione delle folle: Gesù nella comunione con il Padre vede le folle che vanno a lui.

E lui è il principio di quelle folle….. le folle vedono in lui il senso della vita, la loro ricerca di verità li conduce a seguire intensamente il Maestro….e lo seguono in modo così forte, in modo così prorompente, che dimenticano anche quello che era normale per la vita di un uomo: le provviste.

Quando l’anima è assetata di qualcosa di grande e, davanti a questo qualcosa di grande, vede il Maestro che insegna…. dimentica sè stesso.

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25 luglio 2012

XVI DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 22 Luglio 2012

Filed under: g. Luglio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:24

Letture: Ger 23,1-6 Ef 2,13-18 Mc 6,30-34

OMELIA

 L’esperienza d’essere cristiani ci educa ogni giorno al fascino di Gesù poiché senza di Lui noi non possiamo vivere. Da un’altra parte, tuttavia, se noi ci accorgiamo del ritmo di vita a  cui quotidianamente siamo sottoposti, essere proprietà di Cristo nella piena consapevolezza, diventa molto difficoltoso.

L’uomo infatti dei nostri giorni (quindi ognuno di noi) è sempre preso dalle tante cose che in un modo o in un altro lo catturano e gli danno l’incapacità di porsi la domanda di fondo: qual è il senso della vita? Soprattutto i grossi interrogativi all’interno della storia quotidiana rimangono senza risposta perché l’uomo non ha più tempo di riflettere.

L’uomo corre, è travolto dagli avvenimenti, è subissato dalla mentalità del produttivo…. e davanti alla domanda di fondo: chi sono? …egli tante volte si trova in grave difficoltà.

Ora se il fascino di Gesù è il senso portante della nostra storia e dall’altra parte avvertiamo come il ritmo di vita contemporaneo ci impedisce di illuminare la nostra storia, Gesù oggi, alla scuola anche delle stimolazioni del profeta Geremia ci insegna una verità fondamentale della nostra esistenza: il riposo.

Entrare nella solitudine dinamica di Gesù.

Infatti, se guardiamo attentamente la narrazione evangelica sullo sfondo del testo profetico, noi ci accorgiamo che il riposo non nasce da un desiderio dell’uomo….. il riposo nasce da un desiderio di Dio, di Gesù stesso, perché il riposo – in certo qual modo – è il dono che Dio dà all’uomo, perché l’uomo ritrovi sè stesso.

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18 luglio 2012

XV DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 15 Luglio 2012

Filed under: g. Luglio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:05

Letture: Am 7,12-15 Ef 1,3-14 Mc 6,7-13

OMELIA

La diuturna familiarità con Cristo ci ha condotti alla convinzione che la nostra esistenza ha una sua consistenza autentica solo in lui. L’apostolo Paolo, nel testo di questa mattina tratto dalla lettera agli Efesini, ce lo ha detto in modo molto chiaro: tutta la nostra esistenza nella creazione, nella redenzione e nel vissuto ecclesiale è in Lui.

È una verità nella quale noi dovremmo continuamente soffermarci perché il cristiano, nella presenza del Maestro divino, ritrova veramente sè stesso.

Noi sappiamo tuttavia che la bellezza di ogni dono è che esso venga regalato.

Poiché il dono che noi abbiamo d’essere, nel Maestro, di vivere di lui, per camminare con lui è un’esperienza che o è diffusa, regalata, comunicata, condivisa…. oppure si atrofizza nel nostro individualismo.

Ogni dono di Dio è per la gioia degli altri, è una verità questa che noi dovremmo continuamente meditare perché si possa realizzare una autentica comunicazione di questo evento centrale che è Gesù Cristo.

Ecco perché Gesù, questa mattina, invia i suoi discepoli.. perché possano compiere le sue stesse opere.

Ma quali sono le condizioni perché questa comunicazione si possa veramente realizzare e possa essere feconda?

Penso che due potrebbero essere gli elementi a cui richiamarci: l’iniziativa del Maestro divino, la profonda convinzione della propria povertà.

Innanzi tutto il primo elemento è che non siamo noi ad andare….. Nel testo evangelico – che è la realizzazione di quello che ha detto il profeta Amos nella prima lettura – l’iniziativa nasce da Gesù….. è lui che manda, perché il discepolo deve annunciare solo Lui.

Gesù è l’inizio, l’anima, la mèta di ogni invio… ecco perché non sono i discepoli che vanno, ma è Gesù che li manda, in modo che i discepoli abbiano profonda convinzione che il loro andare dai fratelli è niente altro che un atto che nasce dal Signore.

Solo in questo modo si può realizzare il criterio: se Gesù ci manda, dobbiamo parlare solo di Lui, dobbiamo comunicare solo Lui, dobbiamo compiere solo i suoi gesti, dare agli uomini la speranza di Dio.

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11 luglio 2012

XIV DOMENICA DEL T.O. – ANNO B – 08 Luglio 2012

Filed under: g. Luglio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 19:47

Letture: Ez 2,2-5 2Cor 12,7-10 Mc 6,1-6

OMELIA

L’esperienza che Gesù domenica scorsa ci ha offerto è stata un’esperienza di resurrezione. Il mistero di Cristo è il mistero che fa nuovo il cuore dell’uomo quando questi, in povertà e semplicità, sa supplicare. Oggi Gesù ci aiuta a fare un passo più avanti soprattutto davanti alla reazione che i suoi concittadini hanno nei suoi confronti; dice infatti il testo evangelico che gli si meravigliava della loro incredulità ed allora, dobbiamo chiederci, come mai l’uomo ha così difficoltà davanti al mistero di Gesù che fa nuove tutte le cose a porre l’atto di fede?

Ed allora possiamo cogliere alcuni aspetti che possono aiutarci ad entrare in questo clima di fede in modo che, la nostra esistenza, pur con tutte le sue povertà possa essere un miracolo vivente.

Allora possiamo cogliere alcuni aspetti che possono aiutarci ad entrare in questo clima di fede in modo che la nostra esistenza pur con tutte le sue povertà possa essere un miracolo vivente.

Il primo elemento sul quale dovremo cercarvi di soffermarci è questo: i suoi concittadini sono “ammirati” di quello che egli operava, ma davanti alle evidenze umane erano scandalizzati……

Due sentimenti contrastanti che però sono due sentimenti che dobbiamo tenere presenti nel cammino della fede: i suoi concittadini erano ammirati di quello che Gesù faceva, ma non riuscivano a porre l’atto di fede, perché l’ammirazione è sicuramente un sentimento positivo, ma l’ ammirazione è anche molto labile. Uno può lasciarsi affascinare al momento………. e poi perdere tutto la strada…. la bellezza della fede è passare dalla ammirazione che avvolge l’uomo alla imitazione………

L’esperienza della fede è assumere i sentimenti di Gesù, il suo cuore, la sua intelligenza, il suo messaggio, il suo stile relazionale……… occorre riscoprire l’idea che, in ogni frammento della nostra esistenza, dobbiamo crescere in lui.

L’ammirazione è un’illusione quando questa porta l’uomo a non immedesimarsi nel mistero stesso di Cristo.

Ora, come può avvenire questa immedesimazione poiché, la bellezza di diventare discepoli del Signore è assumere fino in fondo il suo mistero?

Allora due passaggi ci possono aiutare in modo che non rimaniamo legati semplicemente ad una ammirazione psicologica, ma sappiamo costruire un’intensa relazione con lui.

Il primo momento è questo: dobbiamo essere convinti che Gesù è nostro contemporaneo, Gesù non è un passato, Gesù è essenzialmente un presente, Gesù è qualcuno che oggi si pone in rapporto con noi.

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