Omelie di Mons. Antonio Donghi

29 giugno 2012

NATIVITÀ’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA – ANNO B – 23 giugno 2012

Filed under: f. Giugno 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 21:31

Letture: Is 49,1-6 At 13,22-26 Lc 1,57-66.80

OMELIA

La Chiesa, oggi, offrendoci la contemplazione di Giovanni il Battista vuol aiutarci nel nostro cammino di discepoli del Signore a ritrovare alcune caratteristiche che possano ricolmare di speranza la nostra esistenza.

Trovare Giovanni Battista accanto a noi nel cammino della vita ci aiuta, da una parte, a recepire quanto Dio sia meraviglioso nella nostra esistenza e, dall’altra, a recuperare quel senso di speranza che avvolge la nostra vita per poterla poi comunicare agli altri.

E allora se diventiamo alunni della Parola che abbiamo ascoltato noi scopriamo immediatamente come nella figura di Giovanni si realizzino due valori: la coscienza della radicale povertà dell’uomo e dall’altra la magnificenza delle meraviglie di Dio.

Due realtà che si coniugano nella figura di Giovanni. Innanzitutto la consapevolezza della radicale povertà.

Infatti, se entriamo nella storia della nascita di San Giovanni così come Luca ce la presenta ci accorgiamo che l’esperienza di Giovanni è l’esperienza di una persona che, nel suo limite, è diventato il capolavoro di Dio! 

Il fatto che sia nato da genitori che umanamente non potevano dare alla luce nessuno, ci fa intuire come Dio ami essere meraviglioso nelle povertà storiche degli uomini anzi, sembra che riandando alla storia di Dio più una persona ha coscienza di essere povero…. più Dio è meraviglioso.

Mentre l’uomo contemporaneo è portato ad evidenziare le sue doti, i suoi pregi, le sue capacità quindi a sentirsene poi valorizzato, nell’ordine del Vangelo le cose non sono così. Dio sceglie chi non conta, come dicevamo domenica scorsa, sceglie i poveri che vivono continuamente nella gratuità di un altro…. il che ci porta a riscoprire la gioia della nostra povertà personale.

…….Ritrovare il gusto della vita nei limiti di ogni giorno.

Perché i limiti non sono un fatto negativo, perché i limiti – se noi li guardiamo attentamente – sono il luogo della libertà di Dio.

Se noi, ripeto, andiamo alla scuola della storia di Dio troviamo facilmente questo tipo di sapienza: Dio sceglie chi è impotente perché l’uomo capisca che le grandezze le compie Dio!

Questa è la bellezza che nasce dalla profondità della fede! L’uomo è sempre tentato nel cammino della sua esistenza di sentirsi “qualcuno”……… La bellezza della vita è che un altro sia meraviglioso!

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XI DOMENICA DEL T.O.– ANNO B – 17 Giugno 2012

Filed under: f. Giugno 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 21:07

Letture: Ez 17,22-24 2 Cor 5,6-10 Mc 4,26-34

OMELIA

L’esperienza di Gesù Cristo ci introduce nella consapevolezza di quante meraviglie il Padre operi nella storia dell’umanità.

Chiunque si accosti all’esperienza del Vangelo in purezza di cuore ne coglie tutto il fascino e ritrova sempre più l’entusiasmo nel costruire la vita cristiana; tuttavia, davanti a questo dispiegarsi della benevolenza divina, Gesù vuole aiutarci nel tempo della vita ordinaria a ritrovare il metodo con il quale questa esperienza delle meraviglie di Dio possa diventare feconda per la nostra storia.

Le parabole di questa mattina ci aiutano a scoprire il metodo feriale per gustare le meraviglie del Signore.

Il metodo è semplicemente quello della piccolezza desiderando il nascondimento, due verità che si intersecano l’uno nell’altra, ma che sono le caratteristiche di chiunque voglia, nella sua vita, gustare la bellezza del rivelarsi di Dio.

Se guardiamo il dispiegarsi della storia della salvezza ci accorgiamo come Dio scelga chi non conta; Gesù sceglie chi non vale; Dio sceglie chi, agli occhi degli uomini, non è un valore.

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18 giugno 2012

SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO – ANNO B – 10 Giugno 2012

Filed under: f. Giugno 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 19:50

Letture: Es 24,3-8 Eb 9,11-15    Mc 14,12-16. 22-26

OMELIA

Gesù, lasciando i suoi discepoli nel cammino della storia, ha voluto consegnare sè stesso attraverso il rito eucaristico. La Chiesa, oggi, attraverso la festa del Corpo e del Sangue del Signore vuole aiutarci ad entrare in questa volontà di Gesù di rimanere in mezzo a noi: ecco perché – questa mattina – la parola che Gesù ci ha rivolto attraverso le Scritture ci aiuta ad entrare nel mistero che Gesù ci ha regalato nella profonda convinzione che il mistero è lui, la Pasqua è lui.

Se guardiamo attentamente quello che è il nucleo centrale del racconto che l’evangelista Marco ci ha offerto, ci accorgiamo che tutto il mistero che Gesù ci ha consegnato è sedimentato in due espressioni: “recitò la benedizione”, “rese grazie”.

In queste due parole ci è consegnata la personalità di Gesù perché, attraverso il mangiare e il bere, tale personalità divenga la nostra vita. Gesù non ci ha regalato un rito…. Gesù ci ha regalato sè stesso, attraverso un rito, perché noi vivessimo della sua interiorità.

Cerchiamo di entrare nell’atteggiamento orante di Gesù poiché ciò che fa l’eucaristia è la preghiera…

L’eucaristia è essenzialmente preghiera, infatti, quale è stata l’anima di Gesù nel momento in cui ha consegnato sé stesso i discepoli? Il primo atteggiamento è il rapporto con il Padre.

La bellezza del mistero eucaristico è Gesù che predica, Gesù che entra in relazione con il Padre.

Usando un linguaggio caro alla tradizione evangelica, Gesù, in quel momento ha alzato gli occhi al cielo, è entrato in comunione con il Padre, ha assunto i sentimenti del Padre e, in quel momento, ci si è regalato a noi.

E pregare è niente altro che l’atteggiamento della creatura che, ponendosi in relazione con il Creatore, ne accoglie tutto il mistero.

L’eucaristia è preghiera e, nel momento in cui l’uomo si pone in preghiera, in quell’istante, fà l’esperienza della creatività di Dio. In questa preghiera Gesù ha rivelato i suoi sentimenti: noi diciamo che la Messa è sacrificio, ma questo è sacrificio perché, come ci ha insegnato l’autore della lettera agli Ebrei, Gesù si è lasciato guidare da uno spirito eterno. Il vero sacrificio è l’anima in stato di obbedienza.

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6 giugno 2012

SANTISSIMA TRINITA’ – ANNO B – 03 Giugno 2012

Filed under: f. Giugno 2012 — papolino25 @ 20:23

Letture: Dt 4,32-34.39-40 Rm 8,14-17 Mt 28,16-20

OMELIA

Nel nostro abituale cammino di credenti, al nostro orizzonte, appaiono sempre le grandi verità della fede: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Qualche volta possiamo essere tentati di avere un possibile dubbio: tutte queste verità di fede, che senso hanno per la nostra vita, poiché sappiamo che l’evento cristiano è nella prospettiva di  – costruire – la nostra umanità.

Ecco perché la festa di oggi vuole aiutarci a fare un salto dalla visione delle tante verità di fede che noi professiamo alla presa di coscienza che queste verità sono la vita della nostra vita.

A cogliere le verità della fede è il desiderio, del cuore dell’uomo, di realizzare la propria identità umana. Gesù ci si rivela non perché la nostra esistenza sia ricca di tante nozioni…. il Signore si rivela noi semplicemente per educarci ad essere uomini: è il senso della festa di oggi.

Spesse volte, quando siamo davanti al mistero della Santissima Trinità, facilmente diciamo che è una verità di fede e, in questo modo, diciamo che è qualcosa che non comprendiamo… e la mettiamo da parte…. mentre, il mistero di oggi, è l’anima della nostra anima. Questo ce lo ha detto molto bene Gesù nel brano evangelico: “Andate in tutto il mondo, fate discepoli l’intera umanità battezzandola nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ” per cui, questa mattina, vorremmo – in semplicità – riuscire ad intravedere cosa abbia voluto dire Gesù con la formula: “Battezzando nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Qualche volta pensiamo che Gesù, in quel momento, abbia avuto davanti a sé il rito battesimale… per cui, sentendo quelle parole del Maestro, diciamo che attraverso il mistero dell’acqua vengo battezzato, sono purificato e divento figlio di Dio.

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