Omelie di Mons. Antonio Donghi

3 settembre 2013

XXI DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 25 Agosto 2013

Filed under: h. Agosto 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 21:45

Letture: Is 66,18-21 Eb 12,5-7. 11-13 Lc 13,22-30

OMELIA

pensiero260807_2Il Signore entrando nella nostra storia vuole salvare tutti gli uomini e la sua presenza è sempre fonte di continua interpellanza e di riflessione  perché vuole che ogni uomo in lui possa godere il volto del Padre.

Questo desiderio di Gesù di salvare tutti gli uomini lo vediamo ritradotto molto bene nel linguaggio che la parola di Dio ci offre questa mattina poiché l’evangelista Luca si premura di leggere la nostra storia attuale collocandola nell’incontro finale con Gesù.

Sicuramente è nella prospettiva dell’incontro finale con Gesù che nasce quella stimolazione perché possiamo costruire in modo autentico la nostra vita oggi. Lo sguardo sul futuro dà forza e coraggio nella costruzione di ogni scelta quotidiana.

Gesù oggi ci offre tre stimoli perché possiamo veramente entrare in questa esperienza di salvezza per la quale egli ha donato la sua vita.

Innanzitutto egli ci si presenta come la porta stretta oppure, usando l’espressione che abbiamo cantato nel testo alleluiatico, egli ci si offre come “… io sono la via la verità e la vita…”.

L’unico modo di accedere all’esperienza della gloria del Padre è lui! In quel porta stretta cerchiamo di comprendere che lui è l’unica porta, il passaggio obbligato per accedere alla realizzazione della nostra esistenza come comunione con il Padre. In questa prospettiva la nostra esistenza viene costruita unicamente sul suo metro, sullo stile della sua storia, in sintonia con il suo cuore.

Gesù è venuto perché gli uomini che il Padre gli ha regalato vivano solo di lui.

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ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – 15 Agosto 2013

Filed under: h. Agosto 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 21:42

Letture: Ap 11,19;12,1-6.10 1 Cor 15,20-26 Lc 1,39-56

 OMELIA

200px-Reni,_Guido_-_Himmelfahrt_Mariae_-_1642La preghiera della Chiesa si fa oggi particolarmente solenne perché vuol orientare il nostro sguardo verso le realtà eterne. La tensione verso il paradiso a cui Gesù ci richiamava domenica scorsa, ora si realizza nella verità. Pensare al paradiso non è pensare ad un’illusione, è pensare a qualcosa di concreto… nella grandezza di Maria assunta in cielo noi diciamo:  il paradiso attende tutti noi e questa gloria diventa la forza e la speranza del nostro cammino nel tempo.

Ma se guardiamo attentamente l’affermazione che noi oggi celebriamo di Maria assunta in corpo e anima noi troviamo due grosse verità che devono imprimersi nel nostro spirito in modo che il senso dell’eternità, il gusto del paradiso animi la nostra vita feriale.

Innanzitutto una prima affermazione ci deve farci profondamente pensare  perché la Chiesa, nel cammino della storia, ci offre delle verità di fede che siamo chiamati ad accogliere.

Noi spesse volte potremmo pensare che le verità di fede che la Chiesa giustamente ci propone siano delle verità da capire…… da accogliere……

Se guardiamo attentamente ogni verità di fede è autentica perché è in vista della costruzione dell’uomo.

Ogni verità di fede sono verità che illuminano l’esperienza dell’uomo. Noi non crediamo a delle verità di fede perché appartengono al mondo di Dio semplicemente, noi accogliamo delle verità di fede perché esse appartengono all’umano.

Quanto più noi entriamo nella contemplazione di quello che la Chiesa ci offre più troviamo le piste per realizzare la nostra umanità; una verità di fede che non avesse un chiaro riferimento alla costituzione della nostra umanità non è una verità di fede.

Non per niente Gesù è l’uomo perfetto! E tutto ciò che noi predichiamo di Gesù è in vista della realizzazione della nostra umanità. Ora questo principio si realizza a perfezione nella festa di oggi: Maria assunta in anima e corpo.

Per cui la bellezza della festa di oggi è riscoprire l’autentico amore alla nostra corporeità, è ritrovare l’autentico amore al mistero dell’Incarnazione, è riscoprire che il cammino verso l’Eterno si elabora attraverso l’intensità dell’umano.

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XIX DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 11 Agosto 2013

Filed under: h. Agosto 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 21:40

Letture: Sap 18,6-9 Eb 11,1-2.8-19 Lc 12,32-48

OMELIA

Gesù-e-i-pescatoriDomenica scorsa Gesù ci invitava ad arricchire secondo Dio, a costruire un’esistenza dove nel fascino del Signore eravamo chiamati ad impegnarci a costruire le realtà di tutti giorni attraverso quel compiere il nostro dovere nelle realtà quotidiane.

Ma Gesù, questa mattina, ci pone dinanzi un grosso interrogativo: qual è il segno attraverso il quale noi possiamo dire che lavoriamo intensamente ogni giorno vivendo una profonda comunione con lui?

La verità che  dobbiamo continuamente sviluppare  è quella di lavorare per crescere nella comunione con il Signore e con i fratelli. Questa è una verità molto chiara e alquanto evidente. La proposta che Gesù ci dà oggi è quella di avere la capacità di “attendere”, poiché l’attendere è l’espressione di un cuore che nella verità non smette mai di cercare.

L’uomo è veramente libero in quello che fa quando la sua esistenza è tutta un’attesa del Signore impegnati profondamente nell’oggi, dilatando in modo intenso la comunione con lui, noi siamo persone in attesa. E’ l’intenso desiderio del volto del Signore.

La bellezza della vita è attendere, perché espressione dell’uomo autentico che vive intensamente l’oggi proiettato in avanti. Gesù oggi ci dice cosa significhi “attendere”.

Noi, in genere, quando pensiamo all’attesa pensiamo al domani; la bellezza del vivere nel mistero della Chiesa è invece quella di dare somma importanza all’intensità dell’ oggi. La verità dell’oggi è l’attesa che ci rende liberi da quello che facciamo e ci rende aperti a Dio che entra nella nostra storia. Infatti l’uomo dal modo di procedere della sua esistenza avverte la propria identità. Egli è tentato d’ essere un uomo che distende la propria storia in un divenire continuo: oggi faccio questo, domani faccio quest’altro, dopo domani altrettanto e quindi aspettiamo qualcosa che verrà al termine di tutto quello che noi programmiamo o pensiamo…… Ora questa visione non è di un credente!

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XIX DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 11 Agosto 2013

Filed under: h. Agosto 2013 — papolino25 @ 21:36

Letture: Sap 18,6-9 Eb 11,1-2.8-19 Lc 12,32-48

OMELIA

downloadDomenica scorsa Gesù ci invitava ad arricchire secondo Dio, a costruire un’esistenza dove nel fascino del Signore eravamo chiamati ad impegnarci a costruire le realtà di tutti giorni attraverso quel compiere il nostro dovere nelle realtà quotidiane.

Ma Gesù, questa mattina, ci pone dinanzi un grosso interrogativo: qual è il segno attraverso il quale noi possiamo dire che lavoriamo intensamente ogni giorno vivendo una profonda comunione con lui?

La verità che  dobbiamo continuamente sviluppare  è quella di lavorare per crescere nella comunione con il Signore e con i fratelli. Questa è una verità molto chiara e alquanto evidente. La proposta che Gesù ci dà oggi è quella di avere la capacità di “attendere”, poiché l’attendere è l’espressione di un cuore che nella verità non smette mai di cercare.

L’uomo è veramente libero in quello che fa quando la sua esistenza è tutta un’attesa del Signore impegnati profondamente nell’oggi, dilatando in modo intenso la comunione con lui, noi siamo persone in attesa. E’ l’intenso desiderio del volto del Signore.

La bellezza della vita è attendere, perché espressione dell’uomo autentico che vive intensamente l’oggi proiettato in avanti. Gesù oggi ci dice cosa significhi “attendere”.

Noi, in genere, quando pensiamo all’attesa pensiamo al domani; la bellezza del vivere nel mistero della Chiesa è invece quella di dare somma importanza all’intensità dell’ oggi. La verità dell’oggi è l’attesa che ci rende liberi da quello che facciamo e ci rende aperti a Dio che entra nella nostra storia. Infatti l’uomo dal modo di procedere della sua esistenza avverte la propria identità. Egli è tentato d’ essere un uomo che distende la propria storia in un divenire continuo: oggi faccio questo, domani faccio quest’altro, dopo domani altrettanto e quindi aspettiamo qualcosa che verrà al termine di tutto quello che noi programmiamo o pensiamo…… Ora questa visione non è di un credente!

Il credente sa veramente che l’unica cosa che conta è: “oggi”.

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