Omelie di Mons. Antonio Donghi

21 aprile 2014

IV DOMENICA DI QUARESIMA  Laetare (ANNO A) – 30 Marzo 2014

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Letture: 1 Sam16,1. 31Ef 5,8-14Gv 9, 1-41

OMELIA

cieco2La conoscenza di Gesù è il senso della nostra vita. In queste domeniche il divin Maestro lentamente ci conduce a ritrovare il metodo attraverso il quale possiamo giungere a questa conoscenza.

Domenica scorsa la sete ha condotto quella donna a porre l’atto di fede nel Maestro divino; oggi Gesù ci insegna un metodo sicuramente più difficile, ma è il metodo che nel cammino della fede Gesù ci vuole proporre: la coscienza di essere obbedienti al Maestro entrando nella solitudine del cuore.

Questi due filoni appaiono chiaramente nel testo evangelico.

Innanzitutto emerge l’atteggiamento di obbedienza: quel cieco nato, incontrato da Gesù, lascia fare a Gesù tutto quello che vuole e gli obbedisce; egli si consegna pienamente all’azione di Gesù.

Infatti, se guardiamo attentamente il linguaggio usato da Gesù, ci accorgiamo come egli renda il cieco ancora più cieco: una mentalità, questa, che difficilmente riusciremo a comprendere, ma quando l’uomo entra nell’obbedienza non guarda mai le modalità. Quando l’uomo entra nell’obbedienza, nell’ascolto e nell’esecuzione, la Parola è il principio della vita. Infatti nell’obbedienza la creatura si affida al Signore, facendo proprio i suoi atteggiamenti e le sue parole.

Quell’uomo cieco dalla nascita, ascoltando il Maestro e lasciandolo operare nella sua vita, giunge alla Luce. Non per niente nel linguaggio che abbiamo ascoltato dall’evangelista, la piscina di Siloe è il segno di Cristo, colui che viene dal Padre.

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III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) – 23 Marzo 2014

Filed under: c. Marzo 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 10:37

Letture: Es 17,3-7Rm 5,1-2.5-8Gv 4,5-42

OMELIA

guercino-cristo-e-la-samaritanaLa conoscenza di Gesù Maestro attraverso le difficoltà della vita ci porta a godere della meravigliosa gloria che il Maestro semina dentro di noi.

La gioia di essere discepoli è sentirci interiormente trasfigurati; tale verità ci è ulteriormente offerta oggi in quella espressione di Gesù che abbiamo poco fa udito: “E’ venuta l’ora, ed è questa, in cui veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”. Il cristiano è un vivente culto a Dio.

Il culto al Signore non è più in un tempo, in uno spazio, il culto che offriamo al Signore è una comunione che nasce dal Signore inabitante in noi. È il vero luogo in cui ci rapportiamo con il Padre.

L’apostolo Paolo ce lo ha detto in modo più chiaro: la fede, la speranza e la carità sono il Cristo, lo Spirito il Padre dimoranti in noi. La bellezza del culto si scopre vivendo delle e nelle tre Persone divine, che animano ogni nostro atteggiamento umano. In questo esse rendono la nostra esistenza un fecondo sacramento di salvezza e di trasformazione interiore e relazionale.

La bellezza della trasfigurazione interiore alla quale siamo chiamati è un’esperienza di interiorità: il Signore ha abolito tutte le cose esteriori, il Signore ci ha detto che la verità della nostra vita è dentro di noi perché il vero culto è Gesù in noi che ci comunica la comunione con il Padre.

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II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) – 16 Marzo 2014

Filed under: c. Marzo 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 10:26

Gen 12,1-2 Tm 1,8B -10Mt 17,1-9

OMELIA

downloadLa Quaresima è scuola di identità cristiana e, attraverso l’esperienza della prova, lentamente l’uomo è condotto dallo Spirito Santo a ritrovare profondamente sé stesso.

Questa mattina Gesù vuol darci il respiro davanti alle dinamiche della prova aprendo il nostro sguardo sul mistero della luce di Dio, sul mistero della patria beatificante nella quale ognuno di noi è chiamato ad entrare.

Il coraggio nell’esperienza della prova è la luce luminosa che avvolge la nostra esistenza che oggi pregustiamo e domani la godremo in pienezza. Davanti a questo grande mistero che ci ricolma di gioia e di speranza la parola ascoltata ci aiuta a condividere la prova in questo orizzonte di luce nel quale ognuno di noi ritrova la speranza.

Due sono le immagini che la parola di questa mattina ci offre: salire sul monte come i discepoli e ascoltare la parola di Dio rivolta ad Abramo “vattene”.

Due immagini che ci possono aiutare a come entrare in questa visione che è la grande speranza della nostra vita. La prima immagine: salire con Gesù sul monte.

Noi sappiamo che nel linguaggio antico il monte dice vicinanza con Dio, dice il luogo in cui Dio rivela la sua gloria e noi tutti siamo protesi verso questa gloria; “salire sul monte” è lasciarsi attirare continuamente dal mistero, è salire il monte del Signore nella profonda consapevolezza che lui ci attira continuamente. È quel desiderio continuamente amato da Dio che ci permette lentamente di giungere alla meta. E’ Dio che in noi è amore, si fa desiderare perché possiamo nell’amore rimanere.

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16 marzo 2014

I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) – 09 Marzo 2014

Filed under: c. Marzo 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 11:45

Letture: Gen 2,7-9;3.1-7 Rm 5.12-19 Mt 4,1-11

OMELIA

download (7)Il cristiano è chiamato a costruire in modo sempre più solido la propria scelta di fede, e il tempo della Quaresima è il tempo nel quale in modo straordinario siamo chiamati a vivere ciò che è ordinario.

Nel momento nel quale il Signore voglia effettivamente costruire in noi il suo mistero, ci deve educare a che possiamo diventare sempre più il suo capolavoro. Siamo sua grazia e opera delle sue mani. In questo itinerario l’uomo è messo alla prova: la prova è la pedagogia di Dio per costruire la nostra identità cristiana. Anzi, l’uomo quanto più è amato da Dio tanto più è messo alla prova perché nel momento in cui siamo collocati nella prova riveliamo chi siamo e siamo docili all’oggi di Dio.

È una meravigliosa pedagogia divina alla quale non sempre siamo educati perché pensiamo che le prove siano un fatto negativo; la prova è un atto dello strano, ma meraviglioso amore di Dio.

È una sapienza che potremmo ritrovare anche nelle dinamiche umane, perché le prove della vita ci portano progressivamente a cogliere il senso della vita stessa. L’uomo nella prova riesce a capire il senso della sua vita, la prova ci permette di passare dall’immaturità alla maturità esistenziale.

Se questo è vero in termini pedagogici, è chiaro anche in termini di fede. Tutta la vita di Gesù è stata una prova.

Qualche volta, davanti al testo evangelico, possiamo lasciarci un po’ catturare da quei 40 giorni poiché pensiamo che Gesù sia stato tentato per 40 giorni. Tuttavia il linguaggio è molto più profondo: da quando Gesù ha iniziato la vita pubblica, fino alla croce, fu sempre messo alla prova.

Tutta la vita di Gesù è stata una prova.

Quando nello Spirito Santo facciamo la scelta di diventare discepoli, dobbiamo mettere in conto questa pedagogia divina: chiunque faccia la scelta di seguire il Maestro sappia che incomincia la sua vita nella dinamica esistenziale e teologale di prova.

La tentazione è un dono quotidiano dello Spirito Santo perché, in certo qual modo, il Signore vuole che cresciamo nel gusto di appartenergli.

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