Omelie di Mons. Antonio Donghi

10 gennaio 2015

SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE (ANNO B) – 28 Dicembre 2014

Filed under: l. Dicembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 11:58

Letture:  Gen 15,1-6;21,1-3 Eb 11,8.11-12.17-19  Lc 2,22-40

OMELIA

santa_famiglia_nataleL’evento del Natale ci ha introdotti nella contemplazione del senso più profondo della nostra vita: la gioia del Natale è la gioia di essere uomini in Gesù Cristo. Questa esperienza è qualcosa che deve penetrare dentro di noi, deve diventare la continua fecondità di Dio nella nostra esistenza come ci ha detto questa mattina l’esperienza di Abramo: Dio entra nella storia dell’uomo per rendere feconda la sua umanità . Che nell’evento dell’Incarnazione avvenga questo grande mistero lo cogliamo nell’inno con il quale Simeone glorifica e benedice Dio perché ha contemplato la realizzazione della pienezza del progetto del Padre. La bellezza dell’entrare nell’evento dell’Incarnazione è lodare e ringraziare Dio perché il suo mistero di amore, nel compimento della storia della salvezza, si è realizzato per ogni umana creatura.

Ma questo evento come accade e quali modalità assume? Come questo evento in cui riscopriamo la bellezza dell’umanità nostra si può veramente concretizzare nella vita quotidiana? E il brano evangelico che può sembrare all’inizio una semplice narrazione ritraduce la vera modalità attraverso la quale  possiamo dare verità e compimento al gusto d’essere uomini:

  • Gesù è presentato al tempio,
  • nel tempio implicitamente si ritrova la presenza di chi accoglie i doni
  • vengono offerti dei doni.

Questi tre elementi  caratterizzano l’atteggiamento di Giuseppe e di Maria nel rito della presentazione al tempio.. In questi tre passaggi c’è tutto il mistero della fecondità della nostra esistenza umana. Infatti in quell’incontro si realizza un cambiamento di orizzonti: Giuseppe e Maria vanno al tempio a Gerusalemme perché in quel loro andare a Gerusalemme avviene una mutazione: non c’è più il tempio di Gerusalemme costruito con le mura, ma c’è il vero Tempio che è Gesù. Gesù è il vero tempio nel quale l’uomo realizza sé stesso. È’ quella profonda convinzione che il discepolo è chiamato ad abitare in Gesù Cristo.

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SANTO STEFANO (ANNO B) – 26 Dicembre 2014

Filed under: l. Dicembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 11:56

Letture: At 6,8-12;7,54-60 Mt 10,17-22

OMELIA

StefanusNell’evento del Natale,  nel Verbo fatto carne, l’uomo ritrova la bellezza della propria umanità e l’effetto di questo grande evento lo cogliamo questa mattina nella figura di Stefano che, dalla parola di Dio proclamata, appare come l’uomo veramente libero. Davanti ai suoi persecutori egli gode la libertà della parola e nel momento del martirio la libertà di consegnarsi nelle mani del Padre.

Chi veramente si lascia qualificare dalla persona di Gesù gode la libertà. Ma in che senso dalla parola che abbiamo ascoltato possiamo cogliere la profonda esperienza di libertà che nasce a noi dal Natale?

I testi che abbiamo ascoltato ci permettono di cogliere alcune sfumature del dono della libertà.

Innanzitutto Stefano è messo in luce come l’uomo che era “pieno” di Spirito Santo, di fede, di sapienza e quell’essere pieno nasce da quello che abbiamo ascoltato ieri “e dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia”.

La libertà è dell’uomo riempito dalla potenza di Dio. La libertà è niente altro che il regalo che Dio fa di sé stesso all’uomo perché l’uomo possa gustare la pienezza di Dio. Infatti, quando entriamo nel senso vero della libertà, ci accorgiamo che la libertà è niente altro che il gustare nel cammino della vita la relazione vivificante con Dio.

L’uomo è libero perché dice la pienezza di Dio nella sua vita.

Infatti, spesse volte, abbiamo una visione un po’ errata dell’esperienza della libertà come espressione dell’l’uomo che compie di propria iniziativa  quello che pensa. Nell’ordine evangelico la libertà è dire in atto una pienezza che ricolma la nostra esistenza. Ecco perché il cristiano quando ritrova la propria identità umana in Gesù, ritrova la sua libertà. Come Gesù compiva le opere del Padre, così l’uomo nel cammino della vita, deve compiere le opere di Gesù.

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NATALE DEL SIGNORE – ANNO B – 25 Dicembre 2014

Filed under: l. Dicembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 11:54

Letture:  Is 52,-10 Eb 1,1-6  Lc 2,10-11

OMELIA

Gherardo-delle-notti-Natività1Ritrovarci a celebrare il mistero dell’Incarnazione è riscoprire che Dio non delude l’uomo che vive i suoi sogni. Il tempo dell’avvento ci ha introdotti nel sogno di Dio che l’uomo possa essere veramente sé stesso.

Nel mistero dell’Incarnazione il sogno è divenuto realtà; questa realtà l’evangelista Giovanni ce l’ha regalata attraverso quel versetto centrale del brano ascoltato: “e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi abbiamo veduto la sua gloria”.

In questi tre passaggi riscopriamo tutta la ricchezza del mistero che abbiamo atteso durante il tempo dell’avvento e, nel quale, l’uomo riscopre veramente se stesso.

Qual è il senso del primo elemento del brano ascoltato e che ci deve illuminare?         “Il Verbo si è fatto carne”.

Davanti a questa espressione non siamo davanti semplicemente ad una constatazione, ma al pensiero interiore di Dio, alla passione di Dio per l’uomo… la grandezza dell’amore è diventare in pienezza la storia dell’Amato… allora intuiamo come nel pensiero di Dio, questi, ha creato l’uomo a sua immagine perché divenisse sua somiglianza.

Questo passaggio dall’essere immagine di Dio a diventare sua somiglianza si ritraduce nell’evento dell’Incarnazione nel quale Dio realizza il sogno creativo che lo ha condotto a creare l’uomo, ad amare l’uomo e a condurlo alla sua pienezza attraverso il mistero dell’Incarnazione.

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IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) – 21 Dicembre 2014

Filed under: l. Dicembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 11:49

Letture: 2 Sam 7,1-5.8-12.14.16 Rm 16,25-27 Lc 1,26-38

OMELIA


annunciazioneMentre stiamo avvicinandoci alla celebrazione del mistero del Dio che rivela la sua gloria, la Chiesa, oggi, riproponendoci la figura di Maria, ci offre alcuni criteri seguendo i quali possiamo, in verità e in semplicità, accostarci al grande evento del Natale.

La parola che abbiamo ascoltata ci aiuta a mettere in luce tre aspetti che, nello spirito di Maria, avvertiamo profondamente e che dovrebbero animare e qualificare la nostra storia.

Innanzitutto per potere andare incontro al Signore occorre avere coscienza delle meraviglie di Dio, della sua fedeltà, delle cose meravigliose che egli ha promesso.

A monte dell’attesa c’è la grandezza delle promesse di Dio, promesse che abbiamo accolto nella prima lettura dove è offerta a Davide una discendenza gloriosa, quelle promesse realizzate nel bell’ inno conclusivo della lettera ai Romani, nelle parole dell’angelo che dicono a Maria la grandezza del mistero.

L’attesa deve essere sempre ricolma delle meraviglie che Dio ha promesso. Anzi, se vogliamo entrare nella profondità delle promesse di Dio, siamo chiamati a entrare nel sogno di Dio nei confronti dell’umanità. L’uomo che non si lascia prendere nel sogno di Dio difficilmente desidera le grandezze di Dio. Questa è una verità che cogliamo molto bene quando ci accostiamo alle Scritture e ci accorgiamo che la parola del Signore va al di là delle realizzazioni storiche; le promesse di Dio sono molto più grandi delle manifestazioni della storia perché la fede è entrare in un sognare: il sogno stesso di Dio nell’atto della creazione dell’uomo.

Dovremmo qualche volta chiederci perché l’uomo abbia avuto in dono “il sogno”. (more…)

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