Omelie di Mons. Antonio Donghi

8 luglio 2013

XIII DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 30 Giugno 2013

Filed under: f. Giugno 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 20:14

Letture: 1Re 19,16.19-21 Gal 5,1.13-18 Lc 9,51-62

OMELIA

1971285871La conoscenza di Gesù è il fascino della nostra storia e questa conoscenza noi la acquisiamo progressivamente vivendo come il Maestro è vissuto.

Conoscere Gesù e vivere come Gesù è la stessa identica cosa poiché la nostra conoscenza è direttamente proporzionale alla imitazione che noi, giorno per giorno, operiamo nella personalità del Maestro e questa mattina l’evangelista Luca ci offre uno spaccato dello stile di vita di Gesù cui noi siamo continuamente chiamati a imitare: Gesù sale a Gerusalemme.

In questo linguaggio che l’Evangelista ci offre non c’è semplicemente un itinerario – Gesù dalla Galilea va a Gerusalemme – ma in questo cammino c’è il senso della sua vita.

E questo lo cogliamo attraverso tre elementi che emergono dall’annuncio del Vangelo:

-Gesù va a Gerusalemme

-perché deve compiere quello che il Padre vuole

-e va a Gerusalemme in modo deciso.

Tre aspetti che l’Evangelista ci offre e attorno ai quali noi possiamo imparare lo stile di vita di Gesù.

Innanzitutto, cosa vuol dire andare a Gerusalemme?

L’esperienza che noi cogliamo dalla tradizione spiritualistica ci fa intuire che Gerusalemme è il luogo della fedeltà di Dio, è il luogo in cui Dio realizza le sue promesse, clima in cui la presenza del divino dà la gioia alla vita.

Salire a Gerusalemme è accedere al mistero di Dio stesso.

Infatti se guardiamo attentamente la narrazione di Luca, chiunque si allontana da Gerusalemme è un deluso, come i discepoli di Emmaus…… chi si allontana da Gerusalemme è colui che non vuole vivere l’oggi misterioso di Dio, come il sacerdote e il levita che scendono da Gerusalemme nel racconto del samaritano.

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XII DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 23 Giugno 2013

Filed under: f. Giugno 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 20:07

Letture: Zc 12,10-11;13,1 Gal 3,26-29 Lc 9,18-24

OMELIA

250px-Giotto_-_Scrovegni_-_-32-_-_Christ_before_CaiaphasLa bellezza di essere discepoli è conoscere Gesù: è l’unico itinerario a cui lo spirito Santo continuamente ci orienta perché conoscere Gesù è la pienezza della nostra vita.

Ma cosa vuol dire conoscere?

Tutti noi abbiamo la passione per la conoscenza di Gesù, ma nello stesso tempo, in noi nasce l’interrogativo del senso di questa espressione “conoscere Gesù”. Spesse volte nella nostra cultura “conoscere” è un fatto intellettuale: uno studia, medita e giunge alla conclusione di conoscere qualcosa. Ma quando siamo di fronte alla domanda di Gesù: “Ma voi chi dite che io sia?” la conoscenza assume un’altra sfaccettatura.

Uno può conoscere Gesù quando vive come Gesù.

Infatti quando entriamo nel più profondo della nostra vita e ci poniamo in una situazione di autentica relazionalità impariamo a conoscere.

Fino a che non si entra nell’intimità dell’altro non c’è conoscenza.

Si possono sapere tante cose, si può percepire un itinerario storico, l’insieme delle vicissitudini della vita, ma non si può dire di conoscere l’esistenza.

La vera conoscenza noi l’abbiamo quando viviamo la stessa vita dell’altro.

Ecco perché Gesù, questa mattina, di fronte alla risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo di Dio” offre agli ascoltatori della sua persona e anche a lui il metodo per poterlo conoscere: “Il figlio dell’uomo deve soffrire, morire e risorgere”.

In quel momento Gesù ci dice il metodo per entrare nella conoscenza: vivere come gli è vissuto.

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17 giugno 2013

XI DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 16 Giugno 2013

Filed under: f. Giugno 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 19:47

Letture: 2 Sam 12,7-10.13 Gal 2,16.19-21 Lc 7,36-8,3

OMELIA

gesu_peccatriceGesù, domenica scorsa, ci invitava ad essere spettatori della sua gratuità, ma davanti all’esperienza di Gesù che gratuitamente si regala all’uomo nasce in lui l’esigenza di rispondere e, la grande risposta che questa mattina accogliamo dalla parola di Dio, è la risposta della fede.

Difatti, se guardiamo attentamente il brano evangelico,  ci accorgiamo che la ricchezza di quella donna è  la fede: “Va’,  la tua fede ti ha salvato”. È quello che lo stesso Paolo ci ha regalato nella seconda lettura: l’uomo entra in comunione con Dio perché crede.

E allora, cerchiamo di comprendere, come quella donna è stata una credente, poiché l’esperienza del peccato e del perdono la vive solo il credente….. solo il credente ha coscienza di essere peccatore, solo il credente avverte l’ebbrezza del perdono… solo il credente gusta la comunione conviviale con il Maestro.

Ora, il primo passaggio, per entrare in questa esperienza della fede lo possiamo cogliere nella frase di Gesù: “Le è molto perdonato perché molto ha amato”.

Ma cos’è l’amore, se non la bellezza della fede?

Quando l’uomo crede spalanca la propria vita al Signore, quando l’uomo crede gusta che Dio dimori in lui, l’uomo che crede percepisce la creatività di Dio.

E allora l’uomo capisce d’ essere amato……….. la bellezza della fede è la fecondità dell’amore.

Un credente quando si ritrova tale?

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16 giugno 2013

X DOMENICA DEL T.O. – ANNO C – 09 Giugno 2013

Filed under: f. Giugno 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 10:13

Letture: 1 Re 17,17-24 Gal 1,11-19 Lc 7,11-17

OMELIA

vedova_di_NaimIl Signore è presente in mezzo a noi: questa è una verità che continuamente è risuonata nelle domeniche passate e, questa certezza rappresenta la fonte della nostra fiducia mentre camminiamo in qualunque tempo e in qualunque spazio: il Signore è veramente con noi.

Il brano che abbiamo poc’anzi ascoltato ci permette di intravedere il senso di questa presenza che è un canto alla gratuità.

In genere, quando siamo di fronte a qualunque miracolo, facilmente assistiamo ad un dialogo tra Gesù e l’ammalato che chiede qualche cosa, incarnando la sua fede.

Nel brano che abbiamo ascoltato Gesù è l’unico grande protagonista, perché la bellezza di ciò e che  l’evangelista Luca ci vuol comunicare è quella di farci capire chi sia Gesù, quale sia il senso della sua incarnazione, quale sia il valore della sua presenza in mezzo a noi, per attingervi sempre un processo di inesauribile speranza.

Attraverso l’analisi di alcuni verbi che l’Evangelista utilizza saremo aiutati a percepire questo volto meraviglioso di Gesù che vuol dare all’uomo la vera vita.

Il primo verbo che l’Evangelista ci offre è quel: “vedendola”..

In questo linguaggio cogliamo come Gesù entri in dialogo con quella donna e, in lei, entri in dialogo con l’umanità che attende la salvezza, entri in dialogo con le drammaticità della storia. Mediante lo sguardo Gesù assume l’altro e lo fà entrare nella propria persona.

Infatti lo sguardo ricco di amore rappresenta il passaggio obbligato tra due persone. L’uno assume pienamente l’altro con tutte le sue gioie e problematiche.

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