Omelie di Mons. Antonio Donghi

14 settembre 2015

XIII DOMENICA T.O. – ANNO B – 28 Giugno 2015

Filed under: f. Giugno 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:08

Letture: Sap 1,13-15; 2,23-24 2Cor 8,7.9.13-15 Mc 5,21-43

OMELIA

1614786916La gioia d’essere discepoli è godere la vita. Ce lo ha detto molto bene il testo sapienziale nel quale l’autore sacro dice che l’uomo è stato creato per la vita, per una comunione di vita che va al di là del tempo e dello spazio e, nella quale, l’uomo è veramente e pienamente se stesso. Siamo stati pensati dall’eternità in Cristo Gesù perché in Cristo Gesù godessimo eternamente l’esperienza della comunione divina e con tutti fratelli.

È il senso stesso dell’esistenza…nel cuore dell’uomo c’è un profondo desiderio di questa vita, di questa eternità beata dove l’uomo ritrova pienamente se stesso, ma a causa del peccato questo mistero si è corrotto e, allora, – ed è la bella frase dell’apostolo Paolo – Gesù si è incarnato, è diventato povero per donarci la sua ricchezza. Il Signore è entrato nella storia nel mistero dell’incarnazione per ristabilire quest’aspirazione fondamentale all’interno della vita: “ ..da ricco che era divenne per noi povero perché, attraverso la sua povertà, gustassimo la sua ricchezza…”.

La bellezza della vita è che noi siamo un pensiero eterno di Dio, che si è fatto storia perché eternamente cantassimo il mistero della vita.

Ora davanti a questo orizzonte che la parola di Gesù questa mattina ci offre, l’interrogativo che nasce è: come possiamo accedere a questo mistero della vita?

Il mistero della morte, il mistero della sofferenza, è un grosso interrogativo per l’uomo. Vediamo allora come, sia il capo della sinagoga, sia la donna ammalata, diventano “supplica”.

L’uomo davanti al dramma della storia, davanti al dramma dell’esistenza, diventa una supplica, cioè, l’intenso desiderio della vita. Quell’uomo e quella donna attraverso il linguaggio verbale e non verbale si accostano al Maestro per gridare il desiderio della vita.

L’uomo nella sua povertà deve imparare sempre a gridare! (more…)

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XII DOMENICA T.O. – ANNO B – 21 Giugno 2015

Filed under: f. Giugno 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:03

Letture:  Gb 38,1.8-11 2Cor 5,14-17 Mc 4,35-41

OMELIA

fc17-3La conoscenza del Maestro è la condizione per costruire in modo autentico la nostra vita, ma questa conoscenza attorno alla quale elaboriamo le nostre scelte passa necessariamente attraverso la prova. Questa mattina Gesù attraverso il brano di Marco vuole aiutarci a comprendere che senza l’esperienza dei turbinii della storia Gesù non è conoscibile. Infatti, se guardiamo attentamente il contesto e l’inizio del brano che abbiamo ascoltato questa mattina, ci accorgiamo di quanto questo sia vero. Domenica scorsa Marco, concludendo il racconto delle parabole, ci ha regalato quell’inciso: Gesù parlava alle folle – attraverso le parabole-  poi, in casa, separatamente spiegava tutto ai discepoli. Nell’intimità della casa Gesù dà spiegazioni dell’annuncio del Vangelo.

All’inizio del brano di questa mattina l’Evangelista dice che i discepoli presero Gesù sulla barca così com’era, lo hanno accolto in tutta la sua identità, ma davanti alla prova hanno rivelato di non conoscere Gesù.”Chi è costui a cui il mare e il vento obbediscono?”

Gesù non lo si conosce perché dialoghiamo con lui e su di lui..Spesse volte pensiamo che la conoscenza di Gesù passi attraverso le tante conoscenze intellettuali, oppure, “accolgo Gesù così come è” da cui nasce l’entusiasmo della vita. Ma Gesù si conosce solo entrando nella prova perché attraverso la prova veniamo introdotti nella paradossalità gioiosa del Vangelo.

Che la scelta di Gesù sia paradossale, lo dice chiaramente la narrazione di questa mattina. Se con la fantasia cerchiamo di immaginare il racconto evangelico, ci chiediamo se sia possibile un narrazione di questo genere.

C’è il vento forte, Gesù dorme. La barca è quasi piena d’acqua e dorme sul cuscino. E’ a poppa dove ci sono i comandi della barca. (more…)

XI DOMENICA T.O. – ANNO B – 14 Giugno 2015

Filed under: f. Giugno 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 19:59

Letture: Ez 17,22-24 2Cor 5,6-10 Mc 4,26-34

OMELIA

il granello di senape icona (1)Il discepolo è colui che giorno per giorno cresce nel fascino di Cristo e questo fascino deve necessariamente riprodursi nella storia poiché Gesù si è incarnato per far nuove tutte le cose. Questa verità l’abbiamo accolta molto bene attraverso l’immagine che le due parabolette ci hanno regalato questa mattina: il regno di Dio. È la grande meta di tutto l’evento della salvezza dove il regno di Dio è portare l’umanità, il cosmo, nell’armonia di Dio.

Gesù è entrato nella storia perché tutte le realtà create fossero un inno armonioso alla gloria di Dio.

È l’immagine molto bella della seconda paraboletta dove tutti gli uccelli vanno a fare il loro nido sui rami dell’albero. Il Signore è entrato nella storia per dire all’uomo la grandezza della sua vocazione.

Davanti a questo orizzonte che è il fascino attivo di Gesù che costruisce la storia secondo il meraviglioso progetto del Padre, Gesù, questa mattina, ci offre due sollecitazioni per ritrovare il metodo per accedere a questa meravigliosa armonia: la piccolezza e il nascondimento.

L’uomo contemporaneo ha dimenticato questi due valori e, avendo dimenticato queste due coordinate essenziali, si ritrova in un contesto di disarmonia esistenziale. Quella piccolezza e quel nascondimento hanno caratterizzato la vita di Gesù: la piccolezza del diventare uomo nell’evento dell’incarnazione e il nascondimento dei trent’anni di Nazareth. La bellezza del mondo nuovo, ci dice Gesù attraverso queste parabolette, passa attraverso l’acquisizione di queste due verità: la piccolezza e il nascondimento.

Ma come possiamo interpretare la piccolezza?

Quando siamo davanti a questo orizzonte dobbiamo tenere presente che il valore della piccolezza non è mai la depressione. L’uomo, quando si sente piccolo, corre il rischio di dire: non valgo!

La bellezza della piccolezza è il gusto di avere un’esistenza con dei limiti. (more…)

6 agosto 2015

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – Anno B – 07 Giugno 2015

Filed under: f. Giugno 2015 — papolino25 @ 21:00

Letture: Es 24,3-8 Eb 9,11-15 Mc 14,12-16. 22-26

OMELIA

Giusto_di_gand,_comunione_degli_apostoli,_1473-1474 (4)La Chiesa, attraverso una molteplicità di feste, ci fa penetrare da diverse angolature nella persona di Gesù, ma poiché l’uomo è sempre tentato di vedere i fatti  e non la persona che li vive , oggi ci offre la festa del Corpus Domini, la festa della presenza di Cristo nel mistero eucaristico.

Domenica scorsa  l’evangelista Matteo concludendo il suo Vangelo diceva: “Ecco io sono con voi fino alla fine dei tempi”. Davanti a questa affermazione l’interrogativo che può essere nato in noi potrebbe essere questo: dove incontro il Signore? La risposta ce l’ha data il Concilio quando ha detto “Cristo è sempre presente nella sua chiesa, in modo particolare nella celebrazione dei divini misteri”. Oggi  celebriamo  la festa in cui contempliamo la persona di Gesù come persona in mezzo a noi, come una persona presente nella storia perché la bellezza della fede è la persona di Gesù. Gesù, volendo rimanere in qualunque tempo e in qualunque spazio, prese quel pane e quel calice, e rese grazie perché la sua presenza dovesse essere attuale, in qualunque tempo e in qualunque spazio. Gesù non ci ha dato dei riti, ci ha donato la sua presenza perché la bellezza del rito è contemplare la Presenza!

Il Papa nella sua enciclica sulla fede ci offre una affermazione molto forte: “Quando il credente non vede il volto vivo di Gesù quando celebra i divini misteri cade nella idolatria”. La bellezza della fede è la persona di Gesù!

Quando diciamo persona  diciamo relazione. È’ una cosa questa che dovremmo sempre riuscire ad evidenziare. La verità di una presenza, la verità di una presenza personale è fondamentalmente stabilire una relazione; Gesù attraverso quel gesto della convivialità e del rendimento di grazie ci ha detto: voglio sempre essere in relazione con ciascuno di voi.

Una presenza senza relazione non esiste.

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