Omelie di Mons. Antonio Donghi

30 gennaio 2012

III DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO B – 22 Gennaio 2012

Filed under: a. Gennaio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 20:42
Letture: Gn 3,1-5.10  1Cor 7,29-31 Mc 1,14-20
OMELIA

Gesù, attraverso la sua presenza nella nostra storia, ci stimola ad un inesauribile cammino di ricerca.

La gioia di rimanere con il Maestro è nient’altro che il coraggio di lasciarci continuamente interpellare da lui per rendere la nostra vita vivace e creativa ogni giorno. In questo percorso, la gioia di rimanere con il Signore è la gioia di accogliere la sua persona.

È il mistero che Gesù, questa mattina, ci vuole insegnare attraverso il testo dell’evangelista Marco, che ci pone dinanzi due momenti di riflessione dove l’uno è strettamente collegato all’altro: da  una parte l’annuncio e, dall’altra, la vocazione alla testimonianza.

Innanzitutto la gioia di rimanere con Gesù è la gioia di accogliere la sua persona.

L’evangelista Marco con le parole che ha messo sulle labbra di Gesù riassume tutta la vita del Vangelo: “Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo”. Chiunque abbia fatto la scelta di stare con il Maestro vive effettivamente questi quattro elementi poiché, in Gesù, c’è il compimento della fedeltà di Dio, in Gesù noi avvertiamo l’accadere della signoria di Dio che vuol fare nuove tutte le cose e, dall’altra – attraverso la conversione – ci poniamo in tale atteggiamento di accoglienza del Maestro da rendere la nostra vita una continua consegna a lui nell’esperienza della fede. Il cristiano, rimanendo con Gesù, scopre come Gesù sia creativo di novità di vita.

È un’esperienza che, nella semplicità, ogni discepolo ogni giorno elabora nella propria storia.

Gesù ci insegna una pienezza che noi sperimentiamo nel consegnarci a lui.….. l’accoglienza diventa una esuberanza che si incarna nel restituirci a lui, ma poiché questa esperienza potrebbe facilmente rinchiudersi nel cammino della persona e non elaborare un cammino di autentica fecondità, ecco che l’evangelista Marco, dopo aver evidenziato il nucleo del Vangelo, ci dice che dobbiamo essere delle persone che, chiamate, regalano ai fratelli la presenza del Maestro divino.

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22 gennaio 2012

II DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO B – 15 Gennaio 2012

Filed under: a. Gennaio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 11:22
Letture: 1Sam 3,3-10.19 1Cor 6,13-15.17-20 Gv 1,35-42
OMELIA

Il cammino della fede che siamo chiamati a percorrere è il luogo nel quale Dio continuamente ci rivela il suo volto poiché, all’interno del cuore dell’uomo, il senso della ricerca del volto di dio è un’esperienza estremamente profonda. Il cristiano rivive continuamente il salmo “Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto”.

La meta dell’eternità beata, il gusto della comunione eterna con il Maestro, la bellezza di cantare il canto nuovo nella Gerusalemme del cielo è la grande anima della nostra vita. Se questo è il grande orizzonte che qualifica il nostro cammino nel tempo Gesù, oggi, con la parola ascoltata, ci indica la via perché questo desiderio di eternità e pienezza di vita possa veramente sedimentarsi dentro di noi… anche perché, e ce lo ha detto molto bene l’apostolo Paolo, noi siamo proprietà di Dio perché siamo stati “comperati a caro prezzo”.

Il Signore – in noi – fa desiderare in modo continuo il suo volto. Tale itinerario lo costruiamo attraverso l’atteggiamento quotidiano di Samuele: “Parla Signore perché il tuo servo ti ascolta”. L’itinerario verso la pienezza della gloria è un itinerario che scaturisce dal progetto di Dio sull’uomo che non smette mai di chiamarlo a sè, creando in lui il desiderio dell’ascolto.

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BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO B – 08 Gennaio 2012

Filed under: a. Gennaio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 11:12
Letture:   Is 55,1-11 1Gv 5,1-9 Mc 1,7-11
OMELIA

Il grande impegno che lo Spirito Santo ci ha rivelato in questo scorrere di feste natalizie è che noi cresciamo nella conoscenza di Gesù.

Davanti al rivelarsi di questo amore ci è stato sottolineato che noi possiamo entrare in questa esperienza di rivelazione se sappiamo, come Maria, rendere la nostra vita un intenso silenzio e, con la vita dei Magi che hanno fatto l’esperienza della fede, come rendimento di grazie a Dio.

In questa esperienza, oggi, noi intuiamo uno degli aspetti fondamentali della nostra scelta cristiana: la rivelazione del volto del Padre.

La bellezza e la grandezza dell’esperienza cristiana è godere del Padre che svela il suo volto. Infatti, la verità della conoscenza di Gesù è il gusto di rivolgerci a Dio chiamandolo Padre.

In quel momento cogliamo la verità della nostra esistenza.

Questo itinerario passa attraverso l’esperienza della rivelazione per la manifestazione che Dio fa di sè stesso; noi dobbiamo lasciarci prendere da questa manifestazione perché solo lì possiamo fare emergere l’esperienza della paternità di Dio. Ma cosa è questa rivelazione, questa manifestazione che il Signore ci offre nella prospettiva di entrare nella paternità di Dio?

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EPIFANIA DEL SIGNORE – 06 Gennaio 2012

Filed under: a. Gennaio 2012, Omelie anno 2012 — papolino25 @ 10:57
Letture: Is 60, 1-6 Ef 3,2-3a.5-6 Mt 2,2
OMELIA

L’esperienza del Natale ci porta progressivamente a formulare la nostra vita e professione di fede.

Dopo esserci introdotti nel silenzio di Maria, che ha aperto il nostro cuore ad accogliere il Signore rendendone feconda la presenza, oggi veniamo invitati ad assumere i sentimenti dei Magi in modo che la nostra professione di fede sia veramente un atto con il quale noi evidenziamo la stretta comunione con il Maestro.

Infatti, l’atteggiamento finale dei Magi diventa per noi significativo per “come” siamo chiamati a vivere l’esperienza della fede. Che cosa scopriamo in quell’atteggiamento dei Magi che offrono oro, incenso e mirra? Possiamo cogliere alcuni elementi che ci possono aiutare a rendere l’incontro con il Signore che viene, una profonda professione di fede…

La prima osservazione che possiamo cogliere nel testo evangelico è che i Magi “offrono” dopo essersi prostrati ed aver adorato.

In questi due atteggiamenti del prostrare e dell’adorare vediamo l’atteggiamento dell’accoglienza. Essi, nel loro itinerario, giungono dal divin Maestro e davanti a lui si prostrano come le creature che vivono del Creatore e lo adorano: entrano in intimità di vita.

L’esperienza che i Magi fanno è la condizione di quello che essi, poi, porranno in atto: offrire oro, incenso e mirra. Senza l’atteggiamento previo del prostrarsi e dell’adorare essi non avrebbero portato quei doni. Qualche volta, noi, sulla scorta del brano di Isaia pensiamo che questi tre doni siano stati portati dall’Oriente; questi tre doni sono l’espressione simbolica dell’atto di fede dei Magi, i quali, prostrandosi e mettendosi in atteggiamento di adorazione vengono avvolti dalla personalità del Maestro.

L’atto dell’offrire oro, incenso e mirra non è altro che l’atteggiamento della fede che restituisce a Dio ciò che Dio prima ha dato a loro.

Infatti, cosa vogliono dire quei tre doni, qual è il simbolo Pasquale che questi tre doni hanno in sè stesso? Innanzitutto: l’oro. Noi sappiamo che l’oro è espressione di ricchezza, di gioia, di gloria e di risurrezione. Essi offrono l’oro perché nell’atteggiamento di adorazione hanno accolto il Risorto.

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