Omelie di Mons. Antonio Donghi

6 novembre 2011

XXXI DOMENICA T.O. – ANNO A – 30 ottobre 2011

Filed under: j. Ottobre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 12:45

Letture: Ml 1,14 – 2,2.8-10 1 Ts 2, 7-9. 13  Mt 23, 1-12

OMELIA

Il discepolo del Signore vive la consapevolezza che non esiste frammento nella propria esistenza che non debba essere espressione della vera identità dinamica di ogni umana creatura: essere alunno di Gesù, morto e risorto, per accogliere la rivelazione del Padre.

La nostra gioia di battezzati s’incarna nel desiderio veramente inesauribile di conoscere quel Dio che il Cristo ci regala continuamente nel cammino della fede, nella celebrazione delle azioni sacramentali, nel vissuto che ci permette di personalizzare la grandezza dell’amore divino.

Il testo evangelico odierno ci offre uno spunto abbastanza determinante con l’immagine della sinagoga, luogo in cui Gesù ci rivela il significato della propria incarnazione e della propria storia:essa esprime lo stile proprio dell’esperienza ebraica.

L’alleanza tra Dio e il suo popolo si costruisce in un costante dialogo tra il Dio che rivolge la sua parola ad Israele e, Israele che risponde nella fede alla divina rivelazione. Il tutto si costruisce nel clima di fede e di silenzio, di accoglienza e di benedizione, perché la fedeltà divina possa essere continuamente attiva e feconda.

In questo contesto, Gesù, ci insegna che l’obbedienza nella fede alle sue parole vale molto di più dell’insieme di ritualità o di atteggiamenti esteriori che noi possiamo offrirgli e che, di fatto, sono fonti di drammatiche gratificazioni umane…

Infatti la celebrazione non è altro che la cattedra nella quale e dalla quale il Maestro divino ci parla in modo continuo perché la nostra esistenza sia l’eco fecondo e vivente della sua comunicazione all’intera umanità.

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24 ottobre 2011

XXX DOMENICA TO – ANNO A – 23 ottobre 2011

Filed under: j. Ottobre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 20:27

Letture: Es 22,20-26 1Ts 1,5c-10  Mt 22,34-40

OMELIA

L’esistenza  del cristiano si costruisce come un continuo dialogo nel quale il cristiano si sente immerso nella gratuità divina e, in essa, esercita in modo costante la sua libertà per maturare nella comunione divina.

Siamo chiamati a vivere l’esperienza interiore di Gesù per essere sua vivente imitazione.

Infatti è attraverso la nostra concreta e fattiva presenza nella realtà quotidiana che ogni uomo si lascia prendere da quella grande parola difficilmente comprensibile che è l’amore con la vocazione ad amare in modo veramente totalizzante.

Oggi il Maestro ci pone dinanzi al significato stesso della nostra vita di discepoli: crescere nella sua personalità messianica che non è altro che il vivere nell’amore e dell’amore, ad imitazione del suo atteggiamento spirituale.

Infatti, qualunque parola evangelica dovessimo ascoltare o interiorizzare, il punto di partenza e il referente unico ed essenziale sono il Cristo e il suo operare nella storia quotidiana.

Nel momento in cui ci dimenticassimo di questo riferimento perderemmo il senso della globalità della nostra esistenza e cadremmo nei frammenti della storia e in una molteplicità di aspetti che non ci darebbero la visione unitaria con la quale costruire le scelte quotidiane.

Quando entriamo nella personalità del Maestro divino ci accorgiamo che la sua esistenza è qualificata dall’unità: in lui – il divino e l’umano – formano una meravigliosa sintesi.

Una simile bellezza ci stimola a non costruire divisioni nel nostro cammino quotidiano…. Ogni attrazione nel mistero del Padre è destinato a ritradursi in un linguaggio di amore divino, nella semplicità feriale del linguaggio umano.

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XXIX DOMENICA TO – ANNO A – 16 ottobre 2011

Filed under: j. Ottobre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 20:22

Is 45,1.4-6 1 Ts 1,1-5b  Mt 22,15-21

OMELIA

La bellezza dell’esperienza cristiana è che l’uomo è chiamato da Dio a vivere in stato di dialogo.

Dio entra nella storia dell’uomo, l’uomo entra nella storia di Dio.

È la fecondità della nostra scelta cristiana. Davanti a questo progetto la creatura si pone immediatamente l’interrogativo: come nella storia di tutti i giorni possono crescere nell’intimità di Dio?

L’episodio del Vangelo, al di là dell’immediata esperienza, il problema se pagare o no le tasse, ci insegna una cosa molto importante: come illuminare le nostre scelte storiche.

Il cristiano entra nell’intimità divina attraverso le modalità con le quali egli opera le sue scelte quotidiane.

Il testo evangelico ci offre tre passaggi che dovrebbero aiutarci a come costruire, nello stile del Vangelo, tutta la nostra esistenza: collocare gli interrogativi della nostra vita davanti al Signore, lasciarci dal Signore educare per reggere la nostra vita come “storia di Dio” e fare le scelte nella luce di Dio con la nostra piena libertà.

Il primo passaggio è quello di collocare la nostra storia davanti a Dio.

Se guardiamo attentamente la nostra esistenza ci accorgiamo come essa sia continuamente una somma di interrogativi, una somma di problematiche e di incertezze sia a livello personale, comunitario, ecclesiale, sociale, economico e politico. Il cristiano è davanti a grossi interrogativi e, davanti agli interrogativi, egli deve operare nella scelta cristiana il criterio fondamentale….. è porci davanti a Gesù per dirgli, nella semplicità del cuore: “Tu Gesù come la pensi, tu Gesù cosa faresti, tu Gesù come ti comporteresti?”.

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XXVIII DOMENICA TO – ANNO A – 9 ottobre 2011

Filed under: j. Ottobre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 19:55

Is 25,6-10 Fil 4,12-14.19-20  Mt 22,1-14

OMELIA

La vocazione ad essere discepoli del Signore si ritraduce nell’entrare nella storia di Dio, in quel dialogo tra gratuità e gratitudine di cui parlavamo domenica scorsa.

Gesù questa mattina vuol ulteriormente introdurci nella sua storia per responsabilizzare le nostre persone nella prospettiva di una autenticità. Tre potrebbero essere gli elementi che emergono dal brano ascoltato in modo che la storia di Dio divenga la nostra storia: l’immagine della nuzialità legata al banchetto, la vocazione universale alla salvezza, l’importanza che l’uomo si comprometta con la storia di Dio. Innanzitutto, chi vuole entrare nella storia di Dio deve assumere l’immagine della nuzialità.

Se guardiamo attentamente la storia dell’Antico Testamento ci accorgiamo che il Dio della Rivelazione è un Dio innamorato dell’umanità. La verità dell’innamoramento si ritraduce nella nuzialità conviviale che ritraduce la perfetta convinzione che il rapporto dell’uomo con Dio è di tipo unitivo pur nella diversità, pur nel principio dell’alterità.

L’esperienza del rapporto tra Dio e l’uomo così come la Rivelazione ce lo offre è un rapporto nuziale: la gratuità di Dio che chiama all’identificazione con sé.

E’ la bellezza della storia di Dio e questa storia la dobbiamo sommamente amare, gustare, contemplare, perché la bellezza della vita è questa affascinante comunione trasfigurante.

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