Omelie di Mons. Antonio Donghi

10 gennaio 2015

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) – 30 Novembre 2014

Filed under: k. Novembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 11:25

Letture:  Is 63,16-17.19; 64,2-7 1Cor 1,3-9  Mc 13,33-37

OMELIA

images-1Gesù attraverso la sua presenza e la sua parola illumina continuamente i nostri passi per farci comprendere le meraviglie di cui la nostra esistenza è ricolmata, ma il dono che Dio offre continuamente alla nostra esistenza è fonte di una grande attesa. L’uomo, nel tempo, avverte la presenza delle meraviglie di Dio e, nello stesso tempo, è chiamato ad attendere questa pienezza di gloria.

È’ il senso dell’avvento nel quale il cristiano lentamente ritrova il gusto di proiettarsi in avanti attraverso questo intenso desiderio di pienezza di vita. La bellezza di questo cammino, parte dalla consapevolezza del Dio che è presente dentro di noi.

Il punto di partenza di ogni desiderio dell’uomo è la divina presenza nel suo cuore.

Noi spesse volte non riusciamo ad entrare in questo atteggiamento di attesa perché non abbiamo come punto di partenza la convinzione che desideriamo Colui che è dentro di noi e, Colui che è dentro di noi, è dinamico, opera continuamente, attraverso la sua presenza si fa desiderare in modo veramente inesauribile.

Questo orientamento si costruisce in continuazione, perché nella nostra esistenza c’è la pienezza di Dio, come lo ha affermato chiaramente l’apostolo Paolo nella seconda lettura.

È’ molto bello come l’Apostolo ci abbia suggerito la convinzione che in noi c’è la pienezza dei doni, c’è la pienezza dei carismi perché c’è la pienezza della sua Presenza.

Il desiderio è qualcosa che è precedente la nostra presa di coscienza di esso; il desiderio è qualcosa che è dentro l’uomo, che opera in modo continuo; il desiderio è una creatività divina nel cuore umano in un dinamismo veramente inesauribile..

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7 gennaio 2015

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – 23 Novembre 2014

Filed under: k. Novembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:40

Letture: Ez 34,11-12.15-17 1 Cor 15, 20-26.28  Mt 25, 31-46

OMELIA

A34wIl senso dell’attesa percorre la nostra esistenza e brama il suo compimento.

La meta della nostra vita ci è chiaramente espressa della solennità di oggi che ci spalanca il cuore e la mente all’universale rigenerazione dell’intera umanità e del mondo in tutte le sue forme.

In Cristo Gesù contempliamo il darsi della meravigliosa grandezza creatrice di Dio che fin dall’eternità ha pensato di ricapitolare tutto e tutti in Cristo Gesù. Oggi, nello Spirito Santo, godiamo questa luce che rappresenta la nostra grande speranza nel cammino del tempo.

Nella celebrazione odierna contempliamo il Mistero nel quale viviamo, al quale sempre ci richiamiamo, per il quale operiamo le scelte quotidiane e dal quale saremo pienamente trasfigurati nella luminosa liturgia del cielo.

L’aspetto che la preghiera della Chiesa e la Parola di Dio ci presentano è quella della carità e della misericordia come la massima espressione della novità che dal Cristo pervade il mondo intero. Anzi, oggi, veniamo introdotti nella operatività propria del Maestro divino che ci stimola ad andargli incontro nella pienezza della gloria, vivendo come lui è vissuto: infatti non potremo mai dire che “gli siamo simili” se non viviamo come lui è vissuto quando era tra noi.

Infatti lo stimolo che oggi ci viene offerto  è quello di vivere le relazioni fraterne a sua immagine e tale convinzione scaturisce dalla certezza di fede che noi siamo ogni giorno chiamati, in forza del battesimo, ad essere il cuore di Cristo che offre speranza ad ogni uomo per introdurlo nella comunione divina e per fargli così gustare la contemplazione del volto del Padre.

Dio, nella sua onnipotenza, rappresenta la fonte e la meta dell’esistenza di ogni uomo.

La regalità del Cristo, a sua volta, vuol dire perciò sentirci stimolati ogni giorno a rendere la nostra esistenza quotidiana un simbolo fecondo dell’operare di Gesù stesso che, avvolgendoci con la sua sapienza e infondendo nei nostri cuori il suo soffio vitale, brama farci contemplare la gloria del Padre, orientando decisamente a lui tutte le nostre energie.

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XXXIII  DOMENICA T.O. Anno A – 16 Novembre 2014

Filed under: k. Novembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:34

Letture: Pr 31,10-13.19-20.30-31 1Ts 5,1-6  Mt 25,14-30

OMELIA

Parabola-dei-talentiLa Chiesa in questo tempo vuol orientare la nostra esistenza all’ incontro glorioso con il Signore quando verrà alla fine della storia, della storia universale e della storia personale e noi tutti ci poniamo la domanda come lo possiamo veramente incontrare in modo da poter gustare quella gioia che tutti desideriamo e che nell’eternità beata avrà la sua autenticità e pienezza.

Gesù questa mattina attraverso la parola che abbiamo ascoltata ci aiuta a come poter giungere a quella gioia del Signore che è il desiderio di ciascuno di noi e questo possiamo coglierlo attraverso tre passaggi che la parola di Dio ci vuol regalare.

Il primo elemento che dobbiamo bene evidenziare è la coscienza della gratuità di Dio nei nostri confronti. Siamo chiamati ad accedere al gusto della grandezza divina che entra nella nostra storia e questo lo abbiamo colto nella bontà di quel padrone che regala i talenti ai suoi servitori. Il problema dei numeri non interessa a Gesù.. è un genere letterario…… ciò che occorre evidenziare è questo atto della gratuità del padrone che condivide con i suoi servi gli averi. Dall’altra parte si rivela stimolante la bella espressione dell’apostolo Paolo che siamo figli della luce perché la luce vuol dire vita, vuol dire autonomia nel costruire la propria storia, vuol dire calore, vuol dire capacità di relazione.

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XXXII DOMENICA T.O. Anno A – 09 Novembre 2014

Filed under: k. Novembre 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:31

Letture: Ez 47, 1-2.8-9.12 1Cor 3,9-11.16-17  Gv 2, 13-22

OMELIA

download (3)Le ricorrenze dei santi e dei morti ci hanno collocati nella Gerusalemme celeste come la grande aspirazione della nostra esistenza.

La festa di oggi ci riporta all’anniversario della dedicazione della basilica di S. Giovanni in Laterano  che ci stimola ad entrare nel mistero della Chiesa, Chiesa convocata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La bellezza di essere Chiesa è la bellezza di essere in quella comunione trinitaria che ci permette di abbracciare il mondo intero. La festa di oggi è il gusto di percepire, in questa celebrazione, l’intera umanità, viverne il ministero in una esperienza di comunione che va al di là del tempo e dello spazio.

La Chiesa è il mirabile mistero nel quale noi camminiamo nel tempo immersi nell’eternità, e in comunione con tutti i fratelli di ieri, di oggi e di domani. La bellezza della Chiesa è la comunione nella trinità nella quale ogni uomo riscopre e ritrova se stesso. Ma cosa Gesù questa mattina ci vuol dire perché entriamo in questo mistero nello stile proprio del Vangelo?

La parola udita ci aiuta: la parola “tempio” che ha percorso tutte e tre le letture ci dice effettivamente cosa vuol dire essere Chiesa. Noi siamo Chiesa in Gesù Cristo nella fecondità dello Spirito Santo. Quando entriamo nel mistero di essere Chiesa siamo immersi nella identità di Cristo….lo ha detto molto bene Gesù nel brano evangelico ascoltato.

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