Omelie di Mons. Antonio Donghi

12 febbraio 2014

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A – 09 Febbraio 2014

Filed under: b. Febbraio 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:42

Letture: Is 58,7-10 1Cor 2,1-5 Lc 2,22-40

OMELIA

voi siete il sale della terraLa bellezza della vita cristiana è l’incontro diuturno con il Maestro.

Egli è la luce che illumina l’intera umanità dando senso alla vita di ogni umana creatura.

Perché possiamo veramente entrare in questa luce, oggi Gesù, ci dice che dobbiamo compiere le sue opere: incarnare l’esperienza dell’eterno nella vita di tutti giorni.

Il vissuto del cristiano è incarnare l’amore inesauribile di Dio, l’amore del Dio crocifisso; quando siamo davanti alla costruzione del vissuto della nostra esistenza il punto di partenza è sempre la contemplazione del volto di Gesù e, in questo volto, scopriamo un’esperienza che per l’uomo risulta molto problematica: il Dio che ama con una passione inesauribile la sua creatura.

Gesù è luce perché ci ama in un modo che va al di là di ogni logica umana poiché è un amore che si regala nella pienezza, non a misura d’uomo, ma a misura di Dio nel linguaggio umano.

Il cristiano vive continuamente la commozione davanti all’amore di Dio. È un’esperienza che dovremmo continuamente ravvivare dentro di noi: lasciarci amare in un modo così grande che la nostra vita ne sia continua esperienza – incarnazione.

È un amore chiaramente paradossale.

Quando il cristiano si pone in contatto con la grandezza di Dio in quel momento deve passare dall’intelligenza, che vuol capire, al cuore che si lascia invadere. Paolo ha detto chiaramente che il senso della sua vita è il Gesù crocifisso, è la potenza dello Spirito Santo, è un mondo che l’uomo concreto difficilmente conosce. Partendo da questa visione che dovrebbe ricolmarci di stupore in ogni frammento della nostra giornata ci vogliamo chiedere come possiamo incarnare questo amore inesauribile di Dio che ha una passione veramente sconfinata per l’uomo; la risposta ce l’ha offerta il Maestro con quella espressione: dobbiamo essere la luce del mondo.

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PRESENTAZIONE DEL SIGNORE AL TEMPIO – Anno A – 02 Febbraio 2014

Filed under: b. Febbraio 2014 — papolino25 @ 21:36

Letture: Ml 3,1-4 Eb 2,14-18 Lc 2,22-40

OMELIA

Giotto_-_Scrovegni_-_-19-_-_Presentation_at_the_TempleLa festa di oggi potremmo definirla la festa nella quale contemporaneamente ci viene rivelata la finalità della nostra vita e il metodo perché questa finalità si possa effettivamente realizzare. Infatti la festa di oggi, se vogliamo coglierla nel suo senso più vero, è la festa del meraviglioso incontro tra il Cristo e il Padre nel mistero della gloria.

Questa visione ci fa intuire il senso del cantico di Simeone che è la gioia di chi vede realizzato il senso della sua vita nella contemplazione della fedeltà divina. La bellezza della festa di oggi è perciò l’espressione del compimento di ogni nostro desiderio: vedere il Signore entrando nella comunione eterna con il Padre.

Infatti, se entriamo nel profondo della nostra persona, ci accorgiamo che man mano il tempo passa cresce in noi il gusto della comunione eterna con Dio godendo della gioia del volto di Gesù. Un discepolo che nel cammino del tempo non avesse questa intensa aspirazione deve porsi la domanda: perché sono discepolo? In ognuno di noi cresce, giorno per giorno, questa intensa vocazione: vedere il Signore per contemplare eternamente il volto del Padre. Davanti a questo grande orizzonte, oggi ci è offerto anche il metodo perché questa esperienza possa essere significativa per la nostra vita ed è l’esemplarità di Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Potremmo dire che Luca abbia costruito questa figura femminile per aiutarci per comprendere come possiamo anche noi, come lei, vedere il Signore, vedere il Signore nel momento in cui apparirà nella gloria e poterci riempire di grande esultanza. Se entriamo nella lettura simbolica di questa donna e del suo vissuto ci accorgiamo di alcune verità fondamentali nella prospettiva d’andare in verità incontro al Signore e come lei vedere il Signore nella pienezza della nostra vita.

Il numero 84 riproduce simbolicamente il senso della pienezza della vita: al termine della nostra esistenza giungeremo a vedere il Signore! Quando moriremo godremo di contemplare la realizzazione di ogni nostro desiderio; quella donna, lentamente, è stata affinata attraverso quel dramma di solitudine per poter desiderare il desiderio della sua vita: vedere il Signore. Nei suoi 84 anni l’evangelista Luca ci dice che in quel compimento di vita, anche noi, come quella donna, vedremo il Signore.

Questa meravigliosa meta fa emergere anche l’interrogativo del come questa donna sia giunta a questo gusto che ci prenderà e ci avvolgerà tutti quando moriremo.

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3 febbraio 2014

III DOMENICA T.O. – ANNO A – 26 Gennaio 2014

Filed under: a. Gennaio 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 21:31

Letture: Is 8,23b-9,3 1 Cor 1,10-13.17 Mt 4,12-23

OMELIA

chiamata_apostoliGesù è la luce e la gioia dell’uomo.

Il testo che abbiamo ascoltato dal profeta Isaia e che l’evangelista Matteo pone all’inizio del ministero pubblico di Gesù ci fa chiaramente intendere che incontrare Gesù, incontrare la sua storia, incontrare il suo ministero è essere nella luce poiché, nel grande mistero dell’evento della salvezza, Gesù è la luce gioiosa che investe ogni un uomo.

Infatti, abbiamo notato come questo apparire della luce che è Gesù, compimento dell’Antico Testamento, è il manifestarsi di un uomo che guarisce l’uomo, che annuncia la novità del mondo, regala la salvezza perché l’uomo sia una creatura nuova. sia veramente e pienamente se stesso.

Ma al di là di questo linguaggio, cosa vuol dire che Gesù è la luce gioiosa dell’uomo che guarisce? E allora se entriamo nel profondo della personalità del Maestro scopriamo una grossa verità: Gesù ha talmente fiducia dell’uomo da guarirlo.

La bellezza di questa luce che appare nelle tenebre è il canto di Dio che vede la positività dell’uomo. Il guarire, che nasce da un predicare, vive di questa convinzione all’interno del Dio fatto uomo. L’uomo, in qualunque situazione possa trovarsi, è il capolavoro della fiducia di Dio. Ricordiamoci sempre che l’agire di Gesù è un agire sacramentale che ha fiducia della creatura, è un porsi pienamente umano per dire qualcosa all’uomo e dargli respiro. Nel momento in cui Gesù parla, dialoga, guarisce, afferma che vuole generare a vita nuova l’uomo perché l’uomo in se stesso ha le possibilità per essere il suo capolavoro.

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II DOMENICA T.O. – ANNO A – 19 Gennaio 2014

Filed under: Senza categoria — papolino25 @ 21:11

Letture: Is 49,3. 5-6 1 Cor 1,1-3 Gv 1,29-34

OMELIA

letture (1)Domenica scorsa Dio Padre ci ha regalato il suo Figlio e, in quella voce, abbiamo intuito che la persona di Gesù è colui che ci regala la realtà dell’amore del Padre.

Credere è lasciarci amare in modo divino-umano. E’ la bellezza e la grandezza della nostra esistenza: il credente è un amato in modo divino-umano. Ma questa visione oggi si apre ad un passo più avanti.  Attraverso l’annuncio di Giovanni il battezzatore scopriamo che, il Figlio di Dio incarnato ci rivela l’amore del Padre diventando “perdono”.

La verità del mistero dell’essere amati è sentirci perdonati, è ritrovare un’esistenza “perdonata”, l’uomo ritrova il gusto della vita quando sa dire alla propria esistenza: sono un “perdonato”.

Infatti, la verità dell’esperienza dell’essere amati, è quella di lasciarci perdonare. L’uomo può veramente dire di amare, se non quando ha il gusto di perdonare.

L’espressione sulla bocca di Giovanni diventa per noi un itinerario, perché questa esperienza, che vogliamo fare con Gesù, divenga veramente feconda per la nostra storia. Ma cosa voleva dire il precursore con quella espressione: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo”?

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