Omelie di Mons. Antonio Donghi

27 agosto 2014

XXI DOMENICA T.O. – ANNO A –24 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:49

Letture: Is 22,19-23 Rm 11,33-36 Mt 16,13-20

OMELIA

Ma_voi_chi_dite_che_io_sia_htm_m401a9c71L’esperienza della fede è l’esperienza nella quale il cristiano ritrova pienamente sè stesso e la fede scaturisce da un’intensa relazione che nello Spirito Santo si costruisce tra il Cristo e noi. Oggi, questa esperienza di fede raggiunge uno dei suoi punti culminanti o determinanti: Gesù ci chiede chi egli sia per noi, quale sia il valore della sua presenza nella nostra vita e la risposta che Pietro dà, a nome dell’intera Chiesa, è estremamente significativa: ”Tu sei!”.

Noi tante volte quando ascoltiamo la risposta di Pietro siamo più portati a vedere quello che viene dopo: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”.

Se guardiamo attentamente il senso della risposta di Pietro, il punto di partenza è quel “tu sei” perché, in questo linguaggio, noi scopriamo il significato della fede: Tu, Gesù, nella tua storicità, nello stile della tua vita, nella tua interiorità, sei la solidità della mia vita.

In quel “tu sei” c’è la coscienza da parte di Pietro che il suo “io”, come discepolo, ha il suo unico fondamento nel “tu” di Gesù.

Credere è accogliere una vivente relazione nella quale la personalità di Gesù di Nazareth diventa la nostra personalità. “Tu, Signore sei la roccia della mia vita”.

È quell’esperienza che dovremmo continuamente ritradurre e rivivere nella nostra esistenza.

Quando Gesù nel cammino della nostra vita ci chiedesse: chi sono io per te?

Noi dovremmo dire: “Il senso del mio istante! Senza di te non riuscirei a vivere, senza di te non saprei leggere la storia, senza di te il mio istante sarebbe senza speranza!

La bellezza della fede è che la nostra umanità si realizza nell’ umanità di Gesù. In questo noi avvertiamo come la bellezza della fede è affermare che, in qualunque esperienza della vita ci possiamo trovare, la vera consistenza è lui, il Signore! E’ il nostro io che vive solo del tu di Gesù.

In questo noi avvertiamo il profondo clima di autentica realizzazione della nostra vita, perché Gesù è molto semplice: dire “tu sei” vuol dire “in te respiro”. (more…)

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XX DOMENICA T.O. – ANNO A -17 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:36

Letture: Is 56, 1.6-7 Rm 11,13-15.29-32 Mt 15,21-28

OMELIA

Gesù-CananeaLa visione che ci ha avvolti venerdì scorso della glorificazione universale degli uomini in Cristo Gesù viene ribadita oggi dalla parola che abbiamo ascoltato dal Maestro perché ogni uomo è chiamato a glorificare eternamente il Signore poiché, quando Dio crea l’uomo, lo crea perché eternamente lo possa lodare.

Quante volte ci poniamo l’interrogativo che senso abbia la vita, e spesso ci fermiamo a degli orizzonti molto limitati. Se andiamo alla scuola di quello che Gesù questa mattina potrebbe rivelarci, ci accorgiamo che non c’è uomo che, nel profondo della sua esistenza, non sia chiamato a questa luce gloriosa che il mistero della assunzione gloriosa di Maria ci ha regalato.

La bellezza della vita è la nostalgia dell’eternità beata.

Entrando nel cuore dell’uomo, ci accorgiamo che vi è presente questa aspirazione continua ad entrare in questa luce eterna in cui ogni nostro desiderio avrà il suo appagamento.

La condizione perché questo effettivamente si realizzi è che noi diventiamo uomini di fede.

È la bella immagine che l’evangelista Matteo ci regala questa mattina della donna cananea e, in questa immagine, scopriamo che il principio per entrare nel gaudio del paradiso è unicamente l’atto di fede.

Se il paradiso è il luogo in cui dialogheremo cantando con le tre Persone divine, dobbiamo fin da ora imparare ad entrare in dialogo con Dio da questa vita e, la fede si costruisce in un meraviglioso dialogo.

Ma come si realizza questo dialogo nella figura della donna che l’evangelista ci pone dinnanzi?

Se, in modo immediato, la donna chiede la guarigione della figlia, ma il punto di partenza è il fascino di Gesù, come afferma la donna “Pietà di me Signore, figlio di Davide”. In questa espressione scopriamo come l’esperienza della fede sia essenzialmente questo rapporto tra l’uomo povero, l’uomo nel disagio, l’uomo nel limite che diventa un’intensa supplica, e la grandezza dell’amore divino rivelatosi in Cristo Gesù. (more…)

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – 15 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014, Omelie anno 2014 — papolino25 @ 20:34

Letture: Ap 11,19 a; 12,1-6A. 10 ab 1 Cor 15,20-27 a Lc 1,39-56

OMELIA

madonna_assuntaLa fecondità del cammino della fede si ritraduce nel mistero della glorificazione.

Chiunque crede entra nel mistero della gloria: è quello che questa mattina ci dice la Chiesa attraverso il ricordo della gloriosa assunzione di Maria, la donna che ha creduto. Chiunque crede ha l’esperienza della novità della vita.

Spesse volte il cristiano si pone l’interrogativo circa il domani della sua storia e, quando il cristiano si pone l’interrogativo del domani della sua storia, dimentica la fecondità dell’oggi.

Credere è un mistero creativo.

Infatti, Maria è stata glorificata nella pienezza della sua personalità perché è stata una credente; lo abbiamo poc’anzi ascoltato nel testo evangelico “beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Ma perché l’esperienza della fede è un’esperienza di glorificazione?

Quando accediamo al dono della fede, dobbiamo partire da una convinzione nella quale ormai dovremmo esserci radicati.

La fede è fondamentalmente spalancare la propria vita ad accogliere il dono della salvezza.

Il credente è colui che nella sua vita lascia spazio assoluto alla presenza divina, che è essenzialmente creatrice. Il credente ha il gusto del Cristo che abita il mistero della sua personalità umana e, quando l’uomo si apre a questa presenza del divino, sa esattamente che il divino dimorante in noi è un divino creativo perché il divino è la presenza di tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Noi ben sappiamo che le tre Persone sono nell’anima del credente altamente dinamiche, non sono persone che rimangono ferme e statiche in noi, ma sono persone che sono intrinsecamente operative e la loro operatività ci trasfigura nel processo di divinizzazione, che costituisce il compimento della nostra dignità umana.

Quando con il cuore crediamo vuol dire che tutta la nostra persona, intelligenza, volontà, cuore, sensibilità sono sotto l’azione creatrice di Dio. Il cristiano, quando si pone in modo autentico in un’esperienza di fede, avverte la vivacità di Dio in se stesso e Dio lo trasfigura, lo rende partecipe della sua luce gloriosa!

La gloria non è una realtà futura, la gloria è una realtà che stiamo gustando già in questo momento perché nel momento in cui siamo veramente credenti, avvertiamo l’operatività divina che ci crea, ci trasfigura, ci dà il gusto dell’eternità, ci rende creature nuove ad imitazione del Cristo risorto.

Il cristiano, quando si pone il problema del domani, deve imparare a gustare l’oggi perché la vita è una somma di oggi in cui Dio è in modo ineffabile meraviglioso! (more…)

XIX DOMENICA T.O. – ANNO A –10 Agosto 2014

Filed under: h. Agosto 2014 — papolino25 @ 20:31

Letture: 1Re 19,9.11-13 Rm 9,1-5 Mt 14,22-33

OMELIA

tintoretto_013_cristo_al_mare_galilea_1575La gioia di essere discepoli ci porta lentamente ad entrare nella sapienza del Vangelo. Domenica scorsa Gesù ci ha insegnato a presentare a Dio la nostra povertà per essere colmati della sua inesauribile fecondità.

Per entrare in questa ricchezza Gesù oggi ci insegna che è necessario diventare credenti.

La bellezza della sapienza evangelica si gusta quando entriamo nell’esperienza della fede. Gesù, attraverso la Parola ascoltata questa mattina, ci aiuta a come entrare in un’esperienza di autentica fede in modo da non ricevere il rimprovero che il Maestro ha rivolto a Pietro: “Uomo di poca fede”.

Attraverso la Parola possiamo cogliere alcuni elementi che ci permettono di accedere alla bellezza e alla fecondità della fede. Quando Gesù si rivolge a Pietro e gli dice: “anche tu incomincia a camminare sulle acque” Pietro cammina veramente sulle acque. La fede è essenzialmente una attrazione nello sguardo di Cristo per cui, in quello sguardo, c’è tutto il senso della vita.

La fede non è la conseguenza di un ragionamento, non è la soluzione di situazioni impossibili, la fede è un intenso dialogo che si costruisce tra il Signore che penetra nella nostra storia e noi ci lasciamo intensamente penetrare dalla sua persona.

Pietro con lo sguardo attratto da Gesù cammina sulle acque perché la fede è una tale intimità con Dio per cui si respira la vita di Dio. Ecco perché la Chiesa, per aiutarci ad entrare in questa bellezza della fede, ci ha regalato il testo dell’apparizione di Gesù ad Elia. Dio non è nel fuoco, né nel forte vento, né nel terremoto, ma Dio è presente quando c’è il suo alito. Quella brezza di cui ha parlato il testo non è niente altro che l’ alito di Dio e l’ alito di una persona lo si percepisce quando c’è intensa relazione reciproca. La bellezza della fede è costruire giorno per giorno questa relazionalità con il Maestro per cui non siamo distratti da altre cose.

Quando la vita è attratta dal Signore noi siamo il Signore vivente. (more…)

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