Omelie di Mons. Antonio Donghi

6 agosto 2015

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – Anno B – 07 Giugno 2015

Filed under: f. Giugno 2015 — papolino25 @ 21:00

Letture: Es 24,3-8 Eb 9,11-15 Mc 14,12-16. 22-26

OMELIA

Giusto_di_gand,_comunione_degli_apostoli,_1473-1474 (4)La Chiesa, attraverso una molteplicità di feste, ci fa penetrare da diverse angolature nella persona di Gesù, ma poiché l’uomo è sempre tentato di vedere i fatti  e non la persona che li vive , oggi ci offre la festa del Corpus Domini, la festa della presenza di Cristo nel mistero eucaristico.

Domenica scorsa  l’evangelista Matteo concludendo il suo Vangelo diceva: “Ecco io sono con voi fino alla fine dei tempi”. Davanti a questa affermazione l’interrogativo che può essere nato in noi potrebbe essere questo: dove incontro il Signore? La risposta ce l’ha data il Concilio quando ha detto “Cristo è sempre presente nella sua chiesa, in modo particolare nella celebrazione dei divini misteri”. Oggi  celebriamo  la festa in cui contempliamo la persona di Gesù come persona in mezzo a noi, come una persona presente nella storia perché la bellezza della fede è la persona di Gesù. Gesù, volendo rimanere in qualunque tempo e in qualunque spazio, prese quel pane e quel calice, e rese grazie perché la sua presenza dovesse essere attuale, in qualunque tempo e in qualunque spazio. Gesù non ci ha dato dei riti, ci ha donato la sua presenza perché la bellezza del rito è contemplare la Presenza!

Il Papa nella sua enciclica sulla fede ci offre una affermazione molto forte: “Quando il credente non vede il volto vivo di Gesù quando celebra i divini misteri cade nella idolatria”. La bellezza della fede è la persona di Gesù!

Quando diciamo persona  diciamo relazione. È’ una cosa questa che dovremmo sempre riuscire ad evidenziare. La verità di una presenza, la verità di una presenza personale è fondamentalmente stabilire una relazione; Gesù attraverso quel gesto della convivialità e del rendimento di grazie ci ha detto: voglio sempre essere in relazione con ciascuno di voi.

Una presenza senza relazione non esiste.

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SANTISSIMA TRINITA’ – Anno B – 31 Maggio 2015

Filed under: e. Maggio 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:47

Letture: Dt 4,32-34.39-40 Rm 8,14-17 Mt 28,16-20

OMELIA

Trinita-MariaGraziaLa Chiesa ci ha fatto percorrere un itinerario nel quale lentamente abbiamo percepito la grandezza dell’amore di Dio per ciascuno di noi e, al termine di questo percorso, attraverso la festa di oggi e, soprattutto il brano che abbiamo ascoltato dall’evangelista Matteo siamo aiutati a comprendere la nostra identità cristiana.

Le parole con le quali Gesù ha inviato i suoi discepoli sono le parole che ritraducono la risposta ad una domanda che noi sempre ci poniamo: “Chi sono, Signore? “. Il brano evangelico che abbiamo ascoltato ci dà le tre sfaccettature che fanno l’unità della nostra persona umana:

  • essere discepoli,
  • incarnazione del mistero trinitario,
  • per dare storicità alla nostra vita interiore.

Tre aspetti che l’evangelista Matteo ha riassunto nel comando rivolto da Gesù agli apostoli perché  educassero ogni uomo a ritrovare la propria identità.

Innanzitutto il primo elemento è: essere discepoli.

Il cristiano è colui che nel cammino della sua vita inserisce la propria storia nella storia di Gesù, che è la storia del dono del Padre che effonde lo Spirito Santo. Il cristiano è un discepolo! È il discepolo nell’itinerario della sua storia vive solo del Maestro.

Gesù, inviando gli apostoli, ha detto loro semplicemente: rendete l’intera umanità mia discepola, rendete l’umanità affascinata dal mio mistero, guidate le persone perché abbiano come criterio il “seguirmi”.

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PENTECOSTE – Anno B – 24 Maggio 2015

Filed under: e. Maggio 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:41

Letture: At 2,1-11 Gal 5,16-25 Gv 15,26-27; 16,12-15

OMELIA

Pentec-w2Il cammino che la Chiesa ci ha fatto percorrere in questo tempo di Pasqua ci ha introdotti nella bellezza della nostra identità cristiana.

L’intimità con Gesù ci ha regalato la sua sensibilità.

La bellezza di essere discepoli del Signore è di essere quotidianamente il suo capolavoro.

Davanti a questa grande visione, tuttavia, l’uomo avverte il proprio limite. Davanti alla bellezza affascinante e favolosa del Signore l’uomo si ritrova nella propria povertà, nel proprio limite e dice: come faccio, Signore, a diventare quel capolavoro che dall’eternità  hai pensato per me?

Gesù, questa mattina, ci ha dato la soluzione: non solo Gesù ci presenta il capolavoro della nostra identità cristiana, ma ci dà anche la capacità di essere questo capolavoro. Non ha detto Gesù che noi abbiamo difficoltà a capire il mistero della nostra esistenza? Il dono dello Spirito è la fedeltà del Padre che vuol regalare in noi il volto luminoso del Figlio.

Il cristiano è un capolavoro di Dio.

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ASCENSIONE DEL SIGNORE – Anno B – 17 Maggio 2015

Filed under: e. Maggio 2015, Omelie anno 2015 — papolino25 @ 20:34

Letture: At 1,1-11 Ef 4,1-13 Mc 16,15-20

OMELIA

imagesIl dono d’essere introdotti nell’intimità del Maestro ci porta lentamente ad assumerne la mentalità.

Avere una profonda trasfigurazione ci permette, mentre siamo nel tempo, di coniugare contemporaneamente eternità e storia.

Se guardiamo attentamente il senso del mistero nel quale oggi siamo chiamati dalla Chiesa a vivere, ci accorgiamo che, se per un verso Gesù è stato assunto alla destra del Padre, nello stesso tempo è realmente vivente in mezzo a noi. Gesù è stato assunto per essere presente ovunque, ha perso le coordinate del tempo e dello spazio per essere sempre nel tempo e nello spazio.

È una grossa verità che questa mattina il testo dell’Evangelista ci offre: da una parte ci dice che Gesù è stato assunto alla destra del Padre e, nello stesso tempo, ci richiama l’idea che Gesù risorto continuava ad agire e a operare nel mistero della Chiesa. Il cristiano entra in una intimità che fa amare l’Eterno regalandoci gioiosamente all’esperienza storica. Non è possibile essere distratti dalla storia, non è possibile essere distratti dall’eternità. Ecco perché il cristiano, per natura sua, è una gioiosa paradossalità come il Vangelo: immersi nell’Eterno, innamorati dell’uomo che vive nella storia.

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