Omelie di Mons. Antonio Donghi

21 novembre 2011

NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO, RE DELL’UNIVERSO – 20 Novembre 2011

Filed under: k. Novembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 22:27

Letture: Ez 34,11-12.15-17 1 Cor 15, 20-26.28  Mt 25, 31-46

OMELIA

Il senso dell’attesa percorre la nostra esistenza e brama il suo compimento.

La meta della nostra vita ci è chiaramente espressa della solennità di oggi che ci spalanca il cuore e la mente all’universale rigenerazione dell’intera umanità e del mondo in tutte le sue forme.

In Cristo Gesù contempliamo il darsi della meravigliosa grandezza creatrice di Dio che fin dall’eternità ha pensato di ricapitolare tutto e tutti in Cristo Gesù. Oggi, nello Spirito Santo, godiamo questa luce che rappresenta la nostra grande speranza nel cammino del tempo.

Nella celebrazione odierna contempliamo il Mistero nel quale viviamo, al quale sempre ci richiamiamo, per il quale operiamo le scelte quotidiane e dal quale saremo pienamente trasfigurati nella luminosa liturgia del cielo.

L’aspetto che la preghiera della Chiesa e la Parola di Dio ci presentano è quella della carità e della misericordia come la massima espressione della novità che dal Cristo pervade il mondo intero. Anzi, oggi, veniamo introdotti nella operatività propria del Maestro divino che ci stimola ad andargli incontro nella pienezza della gloria, vivendo come lui è vissuto: infatti non potremo mai dire che “gli siamo simili” se non viviamo come lui è vissuto quando era tra noi.

Infatti lo stimolo che oggi ci viene offerto  è quello di vivere le relazioni fraterne a sua immagine e tale convinzione scaturisce dalla certezza di fede che noi siamo ogni giorno chiamati, in forza del battesimo, ad essere il cuore di Cristo che offre speranza ad ogni uomo per introdurlo nella comunione divina e per fargli così gustare la contemplazione del volto del Padre.

Dio, nella sua onnipotenza, rappresenta la fonte e la meta dell’esistenza di ogni uomo.

La regalità del Cristo, a sua volta, vuol dire perciò sentirci stimolati ogni giorno a rendere la nostra esistenza quotidiana un simbolo fecondo dell’operare di Gesù stesso che, avvolgendoci con la sua sapienza e infondendo nei nostri cuori il suo soffio vitale, brama farci contemplare la gloria del Padre, orientando decisamente a lui tutte le nostre energie.

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XXXIII DOMENICA TO – ANNO A – 13 novembre 2011

Filed under: k. Novembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 22:04

Letture : Pr 31,10-13.19-20.30-31 1Ts 5,1-6 Mt 25,14-30

OMELIA

Il cristiano costruisce la sua esistenza come una continua attesa del Signore e Gesù, questa mattina, ci vuole ulteriormente stimolare a creare uno stile di vita che sia tutto proteso all’incontro finale pregustando, ciascuno di noi, quella frase ascoltata nel Vangelo: “Vieni nella gioia del tuo Signore.”

Sono parole che risuonano continuamente nella nostra vita e ci danno la gioia e l’ebbrezza di proiettarci continuamente in avanti, pregustando quell’affascinante incontro finale in cui godremo eternamente della gioia del nostro Signore.

Per giungere a questa meta Gesù, questa mattina, attraverso il linguaggio simbolico della parabola, vuol aiutarci a come lentamente rendere fecondo questo nostro desiderio d’incontro finale con il Maestro per essere eternamente in questo gaudio.

Due sono le linee che il Vangelo ci offre:

  • la contemplazione della gratuità di Dio

  • il linguaggio simbolico del padrone che dà i talenti: chi cinque, chi due, chi uno

che è solo un’espressione di tipo letterario per indicare questo atto della gratuità di Dio nei confronti dell’uomo.

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14 novembre 2011

XXXII DOMENICA TO – ANNO A – 07 novembre 2011

Filed under: k. Novembre 2011, Omelie anno 2011 — papolino25 @ 21:31

Letture: Sap 6,12-16 1 Ts 4,13-18  Mt 25,1-13

 OMELIA

Il cristiano è destinato ad entrare nella gloria di Dio per vivere eternamente l’intimità con il suo Signore.

E’ l’esperienza di fondo che qualifica la nostra esistenza.

Il cristiano è tutto il percorso della sua storia..ha un unico desiderio: lasciarsi trasformare nell’ Amato per eccellenza, che è Dio, in una luce che è veramente inesauribile.

E’ un itinerario, questo, che ci deve continuamente appassionare.

All’interno del nostro cuore c’è un unico desiderio: che il Signore venga e ci apra quella porta per entrare al banchetto nuziale per essere eternamente nell’intimità di Dio.

Davanti a questo orizzonte, che la Parola di questa mattina ci pone dinnanzi, la domanda che nasce è come – nel buio della storia – possiamo avere continuamente questo intenso desiderio di eternità.

In un mondo che vive di un presente senz’anima, come possiamo avere un’anima che intensamente brama l’Eterno come il calore nel freddo della storia?

Gesù, nella parabola ascoltata sullo sfondo del salmo 62 che abbiamo meditato dopo la prima lettura, ci dà la risposta: dobbiamo essere quelle vergini che hanno continuamente accesa la lampada con un olio che non si esaurisce mai.

Allora ecco le due immagini sulle quali questa mattina vogliamo soffermarci in modo che, quando il Signore verrà, potremo essere veramente pronti…perché, in quel momento, il desiderio di eternità che giorno per giorno abbiamo alimentato nella nostra vita si possa veramente realizzare.

Le due immagini sono: la lampada accesa e l’olio.

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6 novembre 2011

SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI – ANNO A – 1 novembre 2011

Filed under: k. Novembre 2011 — papolino25 @ 12:53
Letture: Ap 7,2-4.9-14 1 Gv 3,1-3  Mt 5,1-12a
OMELIA

Il cristiano è un infaticabile ricercatore del senso della sua vita.

Questa interpellanza diventa sempre più forte quanto più vogliamo camminare in autenticità.

La celebrazione di oggi, introducendoci nella grande liturgia dei Santi, ci può aiutare ad illuminare la nostra esistenza in modo che possiamo riscoprire l’ebbrezza di essere persone che hanno la gioia e il gusto della vita. La parola che la festa di oggi ci può offrire e che nella comunione con i Santi possiamo approfondire è il gusto della vita quotidiana, la parola: “essere figli”.

La prima lettera di Giovanni ci ha detto: “Fin da ora siamo figli”. Se approfondiamo l’immagine che l’Evangelista Giovanni ci presenta “essere figli” o, l’immagine di Paolo, “essere figli del Figlio” ci permette di comprendere come la festa di oggi sia una luminosità che ci ricolma d’inesauribile speranza.

Cosa vuol dire l’immagine “essere figli?”

Analizzando tale immagine scopriamo come essa indichi un processo di generazione e, la generazione, è principio della vita, è il senso della vita e anche la meta. Nell’ordine della fede, davanti all’immagine “figli” quindi essere rigenerati ci si pongono innanzi due passaggi: chi è il generato per eccellenza, se non il Cristo e, di riflesso, contemplando Cristo, noi in lui ci sentiamo generati.

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