Omelie di Mons. Antonio Donghi

3 giugno 2013

DOMENICA DI PENTECOSTE – ANNO C – 19 Maggio 2013

Filed under: e. Maggio 2013, Omelia anno 2013 — papolino25 @ 19:39

Letture: At 2,1-11 Rm 8,8-17 Gv 14,15-16. 23-26

OMELIA

pentecosteIl mistero dell’ascensione di Gesù al cielo ci ha detto che non siamo soli.

Nel cammino della storia Gesù è con noi: questa certezza oggi viene confermata e rafforzata attraverso il dono dello Spirito Santo alla Chiesa e a ognuno di noi, che possiamo veramente godere del Signore in mezzo a noi in forza dello Spirito Santo.

Ecco perché Gesù, nel testo evangelico ascoltato, ci ha detto che avrebbe mandato un altro Consolatore. Se il Signore è il consolatore della nostra esistenza, lo Spirito Santo è il luogo nel quale godiamo di questa consolazione, ma cosa significa l’espressione “Paraclito o Consolatore” che abbiamo sentito ripetere nel testo evangelico?

Tre potrebbero essere le sfaccettature per comprendere l’espressione di Gesù “Paraclito o Consolatore”.

Innanzitutto lo Spirito Santo ci è donato da Gesù perché ci facesse inebriare della persona del Maestro: lo Spirito Santo ci dà la sete ardente di Gesù.

Noi, qualche volta, conosciamo solo con la mente la persona di Gesù, ma questa conoscenza non deve essere della mente o solamente della mente…… Questa conoscenza è un fatto di cuore e il cuore conosce perché desidera. Desiderare è una sete inesauribile…… La bellezza dello Spirito Santo è crescere ogni giorno nella sete di Gesù.

Una delle immagini nel Vangelo di Giovanni per indicare il dono dello Spirito è quella dell’acqua viva.

Lo Spirito Santo ci dà la sete, ci dà il desiderio profondo di essere una persona con Gesù: ecco perché la festa di oggi ci dice “devi innamorarti di Gesù”, ma se lo Spirito Santo non ti dà la forza dell’innamoramento, Gesù sarà sempre un’idea, sarà una storia del passato, ma non il senso della tua vita.

Questa è una prima sfaccettatura che possiamo cogliere nel Vangelo di oggi: l’uomo si trova consolato perché assetato.

Venisse meno questo atteggiamento noi non conosceremo mai Gesù. Lo Spirito Santo è paraclito in una seconda sfaccettatura: è l’avvocato di Gesù.

Lo Spirito Santo è il tormento della nostra vita se non viviamo come Gesù!

È molto bello come l’evangelista Giovanni collochi l’effusione dello Spirito con il perdono dei peccati :lo Spirito Santo è il perdono dei peccati, lo Spirito Santo vuole che noi viviamo solo di Gesù; allora ci accorgiamo come chi è nello Spirito Santo è sempre un terremotato, perché lo Spirito Santo non ci rende una vita facile, ma ci tiene svegli perché il Signore sia il Signore!

Tutti gli atteggiamenti interiori che abbiamo sono doni dello Spirito Santo perché vuole che viviamo solo di Gesù. Non permette lo Spirito Santo che siamo distratti da questa opera fondamentale che è vivere solo di Gesù………

Questa seconda sfaccettatura della visione dello Spirito come “Paraclito o Consolatore” è che Gesù ce lo dà perché viviamo solo di lui.

Quando nella nostra vita abbiamo delle distrazioni e tensioni, lo Spirito Santo, ci richiama a verità di vita… tutto questo è molto bello perché, il primo che ha interesse che noi siamo il suo volto, è Gesù stesso; ecco perché si ha il tormento del suo Spirito………

È quel “gemere” di cui ha parlato l’apostolo Paolo nella seconda lettura: quando noi siamo veramente consolati?

Quest’espressione nel nostro linguaggio è abbastanza ambigua perché pensiamo che le consolazioni siano le cose che ci capitano tutti i giorni; la vera consolazione è il gustare l’essere uomini in Gesù Cristo o, usando il linguaggio di Paolo, il vero consolatore è colui che nello Spirito Santo grida “Abbà, Padre!”. Quando con tutta la nostra persona ci rivolgiamo a Dio chiamandolo “Padre” allora siamo consolati, perché stiamo pregustando la visione del paradiso.

Così ci accorgiamo che la festa di oggi è una festa nella quale siamo profondamente impegnati a godere della nostra vita perché lo Spirito Santo costruisce in noi l’uomo perfetto che è Gesù morto e risorto.

L’eucaristia che stiamo celebrando è niente altro che la fonte della pienezza della vita che disseta il nostro cuore.

Questa mattina siamo venuti in chiesa per essere dissetati e, quando faremo la comunione, saremo dissetati dallo Spirito Santo………

In certo qual modo, usando il linguaggio caro ai padri della Chiesa dell’oriente, nel momento in cui faremo la comunione le nostre labbra si accosteranno al petto di Gesù e si disseteranno di quell’acqua che è uscita dal suo petto.

Fare la comunione è accostare le labbra al petto di Gesù ed essere dissetati da quell’acqua e da quel sangue che escono dal fianco di Gesù.

La nostra vita è consolata anche se sempre tormentata nel tempo perché siamo dissetati dal fianco di Cristo da cui esce sangue e acqua …..e la nostra esistenza è profondamente trasformata.

Viviamo così questa Pentecoste in modo che la nostra vita sia continuamente una sete dissetata in Gesù per essere uomini consolati.

Saremo veramente contenti!

Questo sia il dono che lo Spirito Santo ci regala oggi in questa celebrazione eucaristica.

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